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Cassazione 11161/2017: una interpretazione "predatoria" del principio di solidarietà categoriale?

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La Cassazione, con sentenza 11161/2017, depositata l'8/5/2017 ha ribadito l'orientamento secondo il quale, per tutte le categorie professionali l'esclusione dell'obbligo contributivo nei confronti della Cassa professionale ricorre solo nel caso in cui non sia, in concreto, ravvisabile un intreccio tra tipo di attività svolta e conoscenze tipiche di professionista. Un tale orientamento fu suggerito dalla Corte costituzionale nella nota sentenza n. 402 del 1991, resa a proposito del contributo integrativo dovuto dagli avvocati e procuratori iscritti alla Cassa di previdenza ai sensi della L. n. 576 dei 1980, art. 11, comma 1. In quella sentenza si è esplicitamente affermato che il prelievo contributivo in parola è collegato all'esercizio professionale e che per tale deve intendersi anche la prestazione di attività riconducibili, per loro intrinseca connessione ai contenuti dell'attività propria della libera professione; in sostanza le prestazioni contigue, per ragioni di affinità, a quelle libero professionali in senso stretto (rimanendone escluse solamente quelle che con queste non hanno nulla in comune).

SI LEGGE NELLA SENTENZA 11161/2017 DELLA CASSAZIONE ...

 

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Avvocato dipendente d'ente pubblico: chi paga tassa di iscrizione a albo?

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La Cassazione, con sentenza 7776/2015 ha ritenuto opportuno enunciare il seguente principio di diritto ai sensi dell'art. 384, primo comma, c.p.c.: "Il pagamento della tassa annuale di iscrizione all'Elenco speciale annesso all'Albo degli avvocati, per l'esercizio della professione forense nell'interesse esclusivo dell'Ente datore di lavoro, rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività che, in via normale, devono gravare sull'Ente stesso. Quindi, se tale pagamento viene anticipato dall'avvocato-dipendente, deve essere rimborsato dall'Ente medesimo, in base al principio generale applicabile anche nell'esecuzione del contratto di mandato, ai sensi dell'art. 1719 c.c., secondo ciui il mandante è obbligato a tenere indenne il mandatario da ogni diminuzione patrimoniale che questi abbia subito in conseguenza dell'incarico, fornendogli i mezzi patrimoniali necessari".  

 

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Legge di stabilità 2016: studi legali ammesi ai fondi strutturali europei

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La legge di stabilità 2016 -in linea con il Regolamento UE 1303/2013- stabilisce che anche i professionisti (compresi dunque gli avvocati, che finalmente non disdegneranno di essere assimilati alle piccole e medie imprese) possono accedere ai fondi strutturali europei. In particolare ai Piani Organizzativi Regionali (POR) e ai Piani Organizzativi Nazionali (PON) del Fondo Sociale Europeo (FSE) e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).  I campi sovvenzionati potranno essere, ad esempio, la formazione, lo sviluppo tecnologico e lo sviluppo professionale.

Ricordiamo che la Commissione europea vuol dare impulso all'imprenditorialità nei Paesi membri, con il Piano d'azione per le libere professioni, "Imprenditorialità 2020".

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Il ddl sul lavoro agile approvato definitivamente il 10 maggio 2017

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Il ddl "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato", approvato definitivamente dal Senato il 10/5/2017, disciplina, nel suo capo secondo, il lavoro agile.

LEGGI DI SEGUITO IL CAPO SECONDO DEL DDL, CHE DISCIPLINA IL LAVORO AGILE ...

 

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Riflettere sulle incompatibilità con la professione forense

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L'art. 18, lettera d, della legge n. 247/2012 stabilisce che la professione di avvocato è incompatibile con qualunque attività di lavoro subordinato, anche se con orario di lavoro limitato.

Dunque, mentre a causa della sopra citata disposizione di legge e della legge 339/2003 non può più fare l'avvocato chi sia usciere di un ministero e come tale lavori a part time verticale al 30% (e in concreto sia impegnato un solo giorno  settimana come impiegato pubblico), può invece fare l'avvocato chi rivesta tutta una serie di posizioni di assoluto vertice in enti e consorzi pubblici e in società a capitale interamente pubblico (art. 18, lettera c, ultimo periodo, della legge 247/2012). Esempio di schifosa discriminazione all'italiana !

UN ESEMPIO DI ANALOGA DISCRIMINAZIONE ? MI VENGONO IN MENTE GLI AVVOCATI EBREI E LE LEGGI RAZZIALI FASCISTE !

Almeno le leggi razziali fasciste lasciavano la possibilità agli avvocati ebrei di continuare a difendere gli ebrei. La l. 339/2003, invece, ha travolto del tutto il diritto quesito dei dipendenti pubblici che, appunto per poter fare anche l'avvocato (come aveva consentito la legge 23 dicembre 1996, n. 662, articolo 1, commi 56, 56-bis e 57) avevano trasformato anni addietro il loro rapporto di lavoro pubblico in un rapporto a part time particolarmente ridotto: la l. 339/2003 (confermata dalla l. 247/2012) ha imposto la cancellazione dagli albi di questi avvocati.  Si torni in Corte costituzionale o il legislatore ci ripensi !

Per capire come mai sia giunto il momento di implemetare le professionalità interne alle pubbliche amministrazioni reintroducendo la compatibilità tra impiego pubblico a part time ridotto e la professione di avvocato si legga la sentenza della Cassazione, sez. 5, n. 28684/2018. Tale sentenza chiarisce quando l'Agenzia delle entrate possa farsi assistere da avvocati del libero Foro ma, ai punti da 6 a 14, dà conto delle attuali gravi difficoltà che le pubbliche amministrazioni incontrano per poter ricorrere agli avvocati del libero Foro sia nei gradi di merito che nel giudizio in Cassazione: ne risulta l'opportunità politica della reintroduzione della compatibilità suddetta.

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In ogni grido di ogni Uomo, in ogni grido di paura di Bambino, in ogni voce, in ogni divieto, odo le catene forgiate dalla mente (W. Bllake 1794)