(da www.servizi-legali.it )
E' stato indetto un Congresso Nazionale Straordinario degli Avvocati. Si terrà a Milano il 23 e 24 marzo 2012 col titolo I DIRITTI NON SONO MERCE - LIBERALISMO E NON LIBERISMO. Sul sito del Consiglio Nazionale Forense, all'indirizzo http://www.consiglionazionaleforense.it/site/home/banca-dati/circolari/articolo7257.html , puoi leggere il comunicato di indizione del Congresso. Sarà un congresso straordinario di nome e di fatto (il titolo, tra l'altro, pare azzeccatissimo a indicare l'esigenza di un chiarimento definitivo sui concetti fondanti la regolazione delle libere professioni nell'era della globalizzazione).
Qualche mia considerazione.
Per gli avvocati è in arrivo la tempesta perfetta ma forse a fare naufragio saranno solo gli ordini professionali come siamo abituati a conoscerli. Solo per gli ordini forensi, infatti, sembra sicuro che il lavoro non ci sarà quasi più. Scommetterei che gli ordini forensi , dopo aver perso il compito di vagliiare le parcelle, resteranno (almeno nella attuale loro composizione) senza gestione dei procedimenti disciplinari verso gli iscritti; scommetterei che, a maggior ragione, il CNF perderà la "giurisdizione domestica" sulla disciplina e la tenuta degli albi; scommetterei che gli ordini non avranno più il potere d'autorizzazione puntuale degli eventi formativi nè quello di controllo stringente sulla pubblicità professionale.
Forse non è stata mera casualità che gli avvocati italiani abbiano tenuto il loro Congresso Nazionale precedente l'attuale grande crisi (il trentesimo) a Genova, sulla splendida nave "Costa concordia".
Forse non è un caso che il XXX Congresso degli avvocati si sia chiuso con una sorpresa democratica: la richiesta della assemblea al C.N.F. di abrogare il Regolamento sulle specializzazioni forensi. Con un voto a maggioranza i delegati di 155 ordini forensi, hanno bocciato sonoramente, in quell'occasione, il testo del regolamento sulle specializzazioni approvato dal C.N.F. (quello stesso che poi il TAR del Lazio avrebbe dichiarato radicalmente nullo per assoluta carenza di potere del Consiglio Nazionale Forense nell'adottarlo).
Forse tutto questo è un segno del destino di naufragio della vecchia Avvocatura corporativa.

E allora? Allora, siccome si possono eleggere nuovi rappresentanti dell'Avvocatura italiana, eleggiamo nel prossimo Congresso Straordinario del 23 e 24 marzo 2012, rappresentanti dell'Avvocatura che non combattano battaglie di retroguardia: eleggiamo gente favorecole ad introdurre massicce dosi di concorrenza nella regolazione della nostra professione (che si farà, volenti o nolenti, con regolamento governativo da approvare entro il 13 agosto 2012). Eleggiamo gente nuova. Eleggiamo gente che voglia azzerare le rendite di posizione e valorizzare il merito. Eleggiamo, comunque, gente che dichiari di non voler in nessun caso "barattare" l'approvazione di una legge di pseudorifirma corporativa (quale quella approvata dal Senato a fine 2010) con la sopravvivenza nel nostro ordinamento della c.d. mediaconciliazione (vero grimaldello per trasformare gli avvocati in soggetti parasubordinati degli Organismi di mediazione, pubblici o privati che siano).
| < Prec. | Succ. > |
|---|





