SULLA MEDIACONCILIAZIONE L'ORGANISMO UNITARIO DELL'AVVOCATURA E' FAVOREVOLE A UN CONFRONTO COL MINISTRO ALFANO, MA CHIEDE CHE IL CONFRONTO SIA CON TUTTA L’AVVOCATURA: NO A TAVOLI “ELETTORALI” E A COMPROMESSI SULA MEDIA-CONCILIAZIONE. CREDO SIA VERO CHE I REALI INTERLOCUTORI DEL MINISTRO ALFANO DEBBANO ESSERE L’O.U.A., TUTTI GLI ORDINI DEGLI AVVOCATI D'ITALIA E LE ASSOCIAZIONI FORENSI CHE HANNO ADERITO ALLE ASTENSIONI DALLE UDIENZE CONTRO LA MEDIACONCILIAZIONE. LEGGI DI SEGUITO IL COMUNICATO STAMPA DELL'O.U.A. SULL'INVITO A DISCUTERE DI MEDIACONCILIAZIONE -IN UN INCONTRO FISSATO PER IL 10 MAGGIO 2011- RIVOLTO DAL MINISTRO SOLO A PARTE DELL'AVVOCATURA e IL SUCCESSIVO COMUNICATO STAMPA DEL 10 MAGGIO 2011 ...
COMUNICATO STAMPA DELL'OUA DEL 9 MAGGIO 2011
L’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua alla vigilia dell’annunciato incontro di domani tra il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e alcuni presidenti di ordini degli avvocati, denuncia il carattere escludente dell’incontro, cui non sono stati invitati né l’Oua, l’organismo di rappresentanza politica unitaria dell’avvocatura, nè le associazioni forensi, né i 150 Ordini che hanno scioperato in questi mesi
Tutto ciò, oltretutto, nonostante il TAR del Lazio, su ricorso appunto dell’Oua e di altri Ordini e Associazioni, abbia rimesso gli atti alla Corte Costituzionale per l’esame della questione di illegittimità della obbligatorietà della mediaconciliazione.
Per l’Oua è inaccettabile che il ministro con la riunione di domani non voglia riconoscere l’impegno e la protesta dell’avvocatura «duecentomila avvocati – attacca de Tilla - hanno manifestato, con l’astensione dalle udienze e con due grandi incontri a Roma, la contrarietà alla mediaconciliazione obbligatoria. In tutta Italia si registrano assemblee di avvocati che chiedono al Ministro Alfano di abrogare la obbligatorietà della mediaconciliazione che contrasta con gli artt. 24 e 77 della Costituzione e con l’art. 47 della Convenzione dei diritti dell’Uomo. E il prossimo 11 maggio è previsto un grande convegno a Torino nonché il 23 giugno è già fissata un’altra manifestazione di protesta a Napoli in concomitanza con l’astensione dalle udienze in tutti gli uffici giudiziari del Paese».
Secondo l’Oua l’iniziativa del Guardasigilli rischia di essere dettata dalla prossimità della tornata elettorale, piuttosto che dal merito dei problemi avanzati in questi mesi, per questa ragione lancia un invito ai presidente degli ordini convocati dal ministro: «Ora apprendiamo dai giornali – continua il presidente Oua - che il Ministro Alfano, a pochi giorni dalle elezioni, ha aperto un tavolo al quale ha invitato Paolo Giuggioli, Antonio Conte ed Enrico Sanseverino. Evidenti ragioni di prudenza e di senso della misura imporrebbero agli illustri colleghi di non andare all’incontro. D’altronde l’Oua, 150 Ordini forensi, la quasi totalità delle Associazioni (Camere Civili, AIGA, ANF, AIAF ed altre sigle forensi) hanno fortemente criticato il decreto n. 28/2010. Sono costoro i reali interlocutori della vicenda sulla mediaconciliazione».
«Il Ministro Alfano, anche stavolta – aggiunge - non da prova di correttezza e di linearità invitando solo quelli che ritiene soggetti comodi ai quali rappresentare le sue richieste che già conosciamo. Siamo, infatti, stati da più parti interpellati se l’Avvocatura intende raggiungere un compromesso barattando la permanenza dell’obbligatorietà della mediaconciliazione con la riforma forense o modifiche riduttive del decreto n. 28/2010. Abbiamo risposto con un secco no».
«Se veramente il Ministro Alfano ha la consapevolezza di aver sbagliato – conclude de Tilla - potrà chiudere ogni questione dando parere positivo alle proposte di legge Benedetti Valentini e Della Monica in discussione al Senato che propongono, in sintonia, le necessarie modifiche del decreto legislativo n. 28/2010.
Tutto il resto è fumo preelettorale, volontà di non cambiare e artificioso (e inesistente) coinvolgimento dell’Avvocatura.
Roma, 9 maggio 2011
----------------------------
COMUNICATO STAMPA DELL'OUA DEL 10 MAGGIO 2011
GIUSTIZIA CIVILE, OUA: UN SECCO NO ALL’IPOTESI “MINISTERIALE” DI “MEDIAZIONE” SULLA CONCILIAZIONE CON LA PREVISIONE DELL’ASSISTENZA OBBLIGATORIA DELL’AVVOCATO SOLO PER I PROCEDIMENTI DI ALTO VALORE
Maurizio de Tilla, presidente Oua: “L’ipotesi di “compromesso” anticipata sui giornali mortifica i diritti dei cittadini, favorisce solo i grandi studi e affossa la quasi totalità degli avvocati. Si apra un vero tavolo di confronto, la base di partenza è il rispetto della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: il primo passaggio l’eliminazione dell’obbligatorietà della mediaconciliazione deliberata al’unanimità dal Congresso Nazionale Forense e ribadita dall’intera avvocatura con l’astensione dalle udienze e le manifestazioni nazionali pubbliche tenutesi a Roma ”
L’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, alla vigilia dell’incontro tra alcuni presidenti di ordini forensi e il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sulle possibili modifiche della mediaconciliazione obbligatoria, boccia l’ipotesi di mediazione anticipata sui giornali oggi.
Per Maurizio de Tilla, presidente Oua, non ci sono dubbi: «Un secco no all’ipotesi “ministeriale” di “mediazione” sulla media-conciliazione con la previsione dell’assistenza obbligatoria dell’avvocato solo per i procedimenti di alto valore. La proposta anticipata sui giornali mortifica i diritti dei cittadini, favorisce solo i grandi studi e affossa la quasi totalità degli avvocati».
«Comprendiamo – continua il presidente Oua - il tentativo, a titolo personale, di alcuni ordini di aprire una trattativa, ma il dialogo deve partire da basi chiare, deve essere inclusivo e rappresentativo degli oltre 200 mila avvocati che hanno protestato in questi mesi e non può essere al ribasso».
«Altrimenti – conclude de Tilla - andiamo incontro ad un’altra soluzione pasticciata, oltretutto in attesa della decisione della Corte Costituzionale! Si apra un vero tavolo di confronto con l’Oua, il Cnf, le Associazioni forensi e i 150 Consigli dell’Ordine che hanno aderito all’astensione.
La base di partenza è il rispetto della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: il primo ineludibile passaggio l’eliminazione dell’obbligatorietà della mediaconciliazione».
Roma, 10 maggio 2011
| < Prec. | Succ. > |
|---|





