Nel sito dell'associazione dei costituzionalisti (www.associazionedeicostituzionalisti.it ) un interessante articolo di Antonio Ruggeri dal titolo "Corte costituzionale e Corti europee: il modello, le esperienze, le prospettive".
ECCO IL SOMMARIO:
1. Teoria della integrazione sovranazionale e teoria della Costituzione: un ossimoro o, all’opposto, due frammenti inautonomi, bisognosi di essere ridotti ad unità?
2. La lunga marcia di avvicinamento della giurisprudenza costituzionale a quella dell’Unione e le non rimosse aporie di costruzione cui essa ha dato luogo.
3. La consistenza dell’integrazione e le forme del suo apprezzamento in prospettiva assiologico-sostanziale, ovverosia la conversione dei “controlimiti” da frontiera invalicabile dal diritto sovranazionale a fattore e motore dell’integrazione.
4. La svolta della giurisprudenza costituzionale in tema di rapporti tra Costituzione e CEDU conseguente alla riforma del Titolo V: una sua rilettura critica, con specifico riguardo al caso (eccezionale) in cui si vorrebbe chiamato il giudice delle leggi a dichiarare l’invalidità di norma convenzionale incompatibile con la Costituzione, laddove potrebbe prospettarsi l’accertamento della “irrilevanza” della norma rispetto al caso stesso (è, però, da chiedersi se e quando possano davvero darsi antinomie reali tra Convenzione e Costituzione, stante la volontà dichiarata dalla prima di essere applicata unicamente ai casi in cui offra una maggiore tutela ai diritti di quella data dalla seconda).
5. Segue: Note critiche al modo con cui la giurisprudenza ricostruisce il fondamento dell’interpretazione conforme
e ne prefigura talune sue possibili utilizzazioni (con particolare riguardo alla preclusione fatta agli operatori di discostarsi dalle interpretazioni della Corte EDU).
6. L’integrazione attraverso i diritti, alla prova del nove degli eventuali conflitti tra giudicato costituzionale e giudicato eurounitario (in ispecie, i conflitti, apparenti o reali, originati da decisioni di accoglimento della Corte costituzionale).
7. Segue: i conflitti causati da pronunzie di rigetto e la lezione di ordine generale che se ne può trarre in merito allo svolgimento delle relazioni tra le Corti (e gli ordinamenti), ovverosia i conflitti tra giudicati come conflitti tra valori, ripianabili unicamente con la tecnica sperimentata del reciproco bilanciamento.
8. Giudicato costituzionale versus giudicato “convenzionale”.
9. Questioni di sostanza e di procedura assieme: alcuni “casi difficili”.
9.1. Quale tecnica mettere in campo per ripianare i conflitti tra leggi e norme CEDU coincidenti con norme della Carta di Nizza considerate idonee ad essere portate ad immediata applicazione?
9.2. E, ancora, che fare con riguardo al caso di norma CEDU giudicata contraria a Costituzione e però sostanzialmente corrispondente a norma della Carta di Nizza non lesiva di “controlimiti”?
9.3. E, infine, che fare in presenza di conflitti tra norme delle Carte europee (e, perciò, tra i giudicati delle rispettive Corti)?
9.4. Quale “morale” è possibile trarre dai casi esaminati?
10. Uno sguardo sul futuro: verso un modello di relazioni “intercostituzionali” (e, per ciò, “intergiurisprudenziali”) connotato da strutturale fluidità e mobilità e proteso all’appagamento, il più intenso possibile in ragione dei casi, dei diritti fondamentali.
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