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Alpa all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2009

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 Il Presidente del C.N.F., all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2009, innanzi al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al presidente della Corte costituzionale, al Guardasigilli ed altre autorità ha svolto un significativo intervento. Su alcuni passaggi, non propriamente favorevoli ad una radicale attuazione del principio di concorrenza nella notra professione, dissento. Riporto di seguito alcuni passaggi significativi in relazione alle tematiche di questo sito. Affermato che compito essenziale degli avvocati è essere custodi dei diritti sostiene il Presidente Alpa: "Ma per esser tali gli avvocati abbisognano di moderne regole, di regole che consentano un accesso selezionato, una formazione continua accurata, un procedimento disciplinare semplificato e spedito, una amministrazione degli albi più ordinata. Abbisognano cioè di una riforma radicale della professione, che ne esalti la funzione e ne ammoderni l’organizzazione. Alcuni progetti di legge dedicati alla riforma della disciplina della professione forense pendono ora in Parlamento; mi auguro che tutte le componenti dell’ Avvocatura, come convenuto nel corso del congresso bolognese, siano in grado di predisporre al più presto un testo aggiornato in materia da sottoporre al legislatore.
Se si vuole accedere alla prospettiva del mercato, senza giungere agli eccessi della “commercializzazione” della professione, ben venga una disciplina che renda più competitiva l’Avvocatura italiana rispetto a quelle degli altri Paesi europei, e anche più competitiva rispetto alle altre professioni.
Il Consiglio onale forense, insieme con tutte le componenti associative dell’Avvocatura, da anni si prodiga per migliorare la qualità della formazione e della prestazione professionale degli avvocati e ritiene perciò errata la prospettiva di quegli organismi internazionali, come la Banca mondiale degli investimenti (con i suoi Rapporti del 2004, 2007, 2008) o l’OCSE (con il suo Rapporto sulla competizione nelle professionali legali dell’ 8 gennaio 2008), che , sotto il velo della efficienza del mercato, accreditano una ideologia della concorrenza che tende a privilegiare gli ordinamenti di common law rispetto quelli di civil law, a considerare l’Italia un paese poco affidabile per gli investitori a causa del suo sistema giudiziario, a ritenere il ruolo degli avvocati del tutto marginale.
La ura giuridica di cui siamo portatori insieme con coloro che autorevolmente amministrano la giustizia, la tradizione di libertà espressa per l’appunto dal “libero foro”, l’impegno profuso nella difesa dei diritti della persona, dei rapporti familiari, dei rapporti economici, nei processi penali equi nella misura in cui la difesa non è minorata rispetto all’accusa, nei processi amministrativi e tributari dimostrano come l’Avvocatura possa cooperare attivamente nella amministrazione della giustizia e come possa, anche in questo difficile momento, contribuire a recuperare la prosperità del Paese.
E’ questo rinnovato impegno che assumo, dinanzi a Lei Presidente, e alle Autorità qui convenute, a nome dell’Avvocatura".
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