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Riforma forense: resoconto stenografico seduta Senato 454 del 9/11/2010

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 Segui su www.avvocati-part-time.it TUTTE le tappe parlamentari della riforma forense (disegni di legge A.S. 601 Giuliano, A.S. 711 Casson, A.S. 1171 Bianchi, A.S.1198 Mugnai).
Il 9/11/2010 l'Assemblea del Senato è giunta a votare sull'art. 39 del ddl di riforma forense
LEGGI DI SEGUITO DAL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA 454 DEL 9/11/2010 ... 

 ... Seguito della discussione dei disegni di legge:

(601) GIULIANO. - Modifiche al regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, in materia di riforma dell'accesso alla professione forense e raccordo con l'istruzione universitaria

(711) CASSON ed altri. - Disciplina dell'ordinamento della professione forense

(1171) BIANCHI ed altri. - Norme concernenti l'esercizio dell'attività forense durante il mandato parlamentare

(1198) MUGNAI. - Riforma dell'ordinamento della professione di avvocato (ore 17,50)


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 601, 711, 1171 e 1198. (Brusìo).

Colleghi, non si può andare avanti così. Chi deve colloquiare vada fuori, per favore: non si può procedere così.

Riprendiamo l'esame degli articoli, nel testo unificato proposto dalla Commissione.

Ricordo che nella seduta del 4 novembre ha avuto inizio la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 25.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 25.201.

 

Verifica del numero legale


PEGORER (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


PEGORER (PD). Prima di passare al voto, chiedo a dodici colleghi il sostegno per la richiesta di verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).


Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.


(La seduta, sospesa alle ore 17,53, è ripresa alle ore 18,14).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198(ore 18,14)


PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 25.201.

 

Verifica del numero legale


PEGORER. Chiedo nuovamente a dodici colleghi il sostegno per la richiesta di verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).


Chiedo ai senatori Segretari di controllare. Ognuno voti per sé stesso, ci mancherebbe solo che oggi pomeriggio si assistesse a queste scene.

Il Senato è in numero legale. (Commenti della senatrice Incostante).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 25.201, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 25, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 26, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 26.200, 26.201/1 e 26.202 e parere favorevole sull'emendamento 26.201.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 26.200.


SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Serra, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 26.200, presentato dai senatori D'Alia e Serra.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 26.201/1.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 26.201/1, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 26.201, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Risulta pertanto precluso l'emendamento 26.202.

Metto ai voti l'articolo 26, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 27, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 27.200, 27.201/1, 27.201/2 e parere favorevole sull'emendamento 27.201. Il parere è contrario anche sugli emendamenti 27.202, 27.203, 27.204, 27.205 (l'emendamento 27.206 è stato ritirato) 27.207 e 27.208. Per gli emendamenti 27.209, 27.210, 27.211, 27.212 e 27.213 esprimo un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere è conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.200.


SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Serra, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.200, presentato dai senatori D'Alìa e Serra.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.201/1.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.201/1, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.201/2.


INCOSTANTE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, innanzi tutto chiedo alle presentatrici di quest'emendamento se accettano l'apposizione della mia firma e di quella della senatrice Della Monica, e credo anche di altre colleghe e colleghi del Gruppo del PD che intendono sottoscriverlo.

Si tratta di un emendamento ispirato al principio delle pari opportunità nella rappresentanza. Non si fa altro che individuare un meccanismo perché sia, in qualche modo, garantita la pari rappresentatività negli organismi dell'ordinamento forense. Questa norma mi sembra sia in tendenza e anche rispettosa dei principi costituzionali. Tutti noi dovremmo ricordare che c'è l'articolo 51 della Costituzione, che rimanda alla legge e a vari provvedimenti la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini.

Non comprendo, dunque, il motivo del parere contrario - molto grave - espresso dal relatore: parere che, salvo non mi si convinca con una valida motivazione, risulta contrario ai principi, allo spirito e alla lettera di una norma costituzionale e, peraltro, a tutta la normativa europea che mira proprio a prevedere che vi siano meccanismi in grado di favorire le pari rappresentanze. È inutile che mi dilunghi sull'opportunità del tema. Credo si tratti di un elemento molto importante per tante donne che si trovano all'interno della professione forense e che, giustamente, devono poterlo rappresentare negli organismi previsti. (Applausi delle senatrici Garavaglia Mariapia e Pinotti).


PRESIDENTE. La senatrice Gallone è d'accordo con l'apposizione della firma da parte della senatrice Incostante?


GALLONE (PdL). Signor Presidente, anche a nome della senatrice Allegrini, firmataria dell'emendamento insieme a me, accolgo l'apposizione della firma ma, in virtù del parere espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo, dichiaro il nostro voto di astensione.


ADAMO (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


ADAMO (PD). Signor Presidente, anch'io chiedo di apporre la mia firma all'emendamento per le ragioni espresse dalla collega Incostante.


PERDUCA (PD). Anch'io aggiungo la firma.


MARITATI (PD). Anch'io, signor Presidente.


SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Aggiungo la firma anch'io.


CARLONI (PD). Anch'io, signor Presidente.


PINOTTI (PD). Aggiungo anch'io la mia firma.


GERMONTANI (FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


GERMONTANI (FLI). Signor Presidente, chiedo anch'io di apporre la mia firma all'emendamento in esame, dichiarando che sia io che la senatrice Contini voteremo a favore.


INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, potrebbe il relatore spiegare a quest'Aula, alle donne, alle senatrici presenti in quest'Aula, nonché alle donne avvocato, e forse anche al Paese, perché esprime un parere contrario sull'emendamento? È possibile che ci convinca del fatto che stiamo sbagliando. In caso contrario, sarebbe opportuno che ci desse una motivazione valida.


VALENTINO, relatore. Ho già espresso il mio parere.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo allora la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.201/2, presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 27.201, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Risulta pertanto precluso l'emendamento 27.202.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.203.


INCOSTANTE (PD. Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.203, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).


Presidenza della vice presidente MAURO (ore 18,27)

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.204.


SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Serra, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.204, presentato dai senatori D'Alia e Serra.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.205.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.205, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. L'emendamento 27.206 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 27.207.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 27.207, presentato dai senatori D'Alia e Serra, fino alla parola «triennio».

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 27.207 e l'emendamento 27.208.

Sull'emendamento 27.209 è stato formulato un invito al ritiro. Lo accoglie, senatore Perduca?


PERDUCA (PD). Signor Presidente, non ritiro l'emendamento e domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


PERDUCA (PD). Signor Presidente, a nostro parere, questo emendamento è importante ancora di più in ragione degli emendamenti respinti sull'articolo 25, in particolare in relazione a quelli con cui si chiedeva di escludere dalla composizione dell'ordine il consiglio istruttore di disciplina e il collegio giudicante.

Abbiamo creato un qualcosa che fa, disfa e giudica qualsiasi cosa e, se non si dovesse porre un limite anche all'elezione consecutiva - non alla rielezione, come intende fare anche il senatore Bornacin - si andrebbe in qualche modo a creare qualche cosa di molto consolidato, indiscutibile e indiscusso che si potrebbe protrarre negli anni. Non ci sembrava pertanto di essere stati particolare punitivi con questa misura, che, tra l'altro, è già applicata in altri consigli e consessi elettivi, come il consiglio regionale, in ordine al quale noi abbiamo consentito tutta una serie di esclusioni. Ricordo il dibattito che abbiamo svolto relativamente ai consiglieri e assessori regionali. Diciamo che per analogia si riteneva opportuno porre due mandati e la possibilità di ricandidarsi dopo che era passato il quadriennio, così da consentire a quante più persone possibili di partecipare all'organo di governo.

Concludendo, dichiaro il voto favorevole e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.209, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Sull'emendamento 27.210 è stato avanzato un invito al ritiro. Lo accoglie, senatore Bornacin?


BORNACIN (PdL). Si, signora Presidente.


VICARI (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


VICARI (PdL). Ritiro l'emendamento 27.211, signora Presidente.


PRESIDENTE. Senatore Caruso, accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 27.212?


CARUSO (PdL). No, lo mantengo, signor Presidente.


PRESIDENTE. Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 27.212.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.212, presentato dal senatore Caruso.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Sull'emendamento 27.213 è stato avanzato un invito al ritiro. Lo accoglie, senatore Bornacin?


BORNACIN (PdL). Si, signora Presidente.


PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 27, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 28, sul quale sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare.


*ICHINO (PD). Signora Presidente, stiamo approvando un provvedimento in cui abbondano disposizioni a tutela dell'interesse degli avvocati, ma fa difetto la parte in cui si tutela in modo preciso, concreto e moderno (che tiene conto delle esperienze più rilevanti e interessanti che ci offre il panorama internazionale) l'interesse del cliente.

Il problema cruciale tipico dei rapporti tra il cliente e qualsiasi professionista è l'asimmetria informativa che pone sovente il cliente in una posizione di debolezza e di inferiorità nei confronti dell'avvocato. Tutti sappiamo, perché fa parte della coscienza diffusa, quanto sia problematica la posizione di una persona che ha un dubbio, qualche volta fondato, circa la bontà dell'assistenza che gli viene prestata, e che quindi ha la necessità di quella che nei Paesi anglosassoni chiamano la second opinion: il parere di un altro legale indipendente che, se del caso, tranquillizzi il cliente sul fatto che l'assistenza che gli è prestata è corretta, che non ci sono conflitti d'interesse e non ci sono errori evidenti nel modo di procedere. Diverse associazioni professionali in altri Paesi offrono proprio questo, ossia la possibilità di avere una second opinion riservata e gratuita, a garanzia dell'affidabilità dei membri dell'associazione.

Con la votazione dell'articolo 24 giovedì scorso, avete stabilito che l'ordine professionale ha la rappresentanza esclusiva dell'avvocatura; vogliamo ora introdurre in questa legge almeno un dovere di questo organo verso i terzi: quello di mettere a disposizione del cliente che ha un dubbio sull'operato del suo legale un servizio di informazione e di controllo che può essere adito direttamente in modo riservato, senza conseguenze dirette né per il cliente né per l'avvocato? Sarebbe un modo per trasformare l'ordine da puro e semplice rappresentante e difensore del ceto forense a difensore, anche, almeno per questo aspetto, dell'interesse del cliente. La grave asimmetria informativa che caratterizza il rapporto in questo caso giustificherebbe in modo particolare l'introduzione di una forma di assistenza di questo genere.

Credo che il prestigio dell'avvocatura non avrebbe che da guadagnare dall'introduzione di un servizio di questo tipo. La stragrande maggioranza degli avvocati, che svolgono con coscienza e con perfezione tecnica e professionale il proprio lavoro, non avrebbero nulla di che dolersi dell'esistenza di un servizio di questo genere; mentre l'intera categoria avrebbe il vantaggio di presentarsi al Paese con un elemento di trasparenza e di amichevolezza - possiamo chiamarla così - nei confronti degli utenti del servizio.

Oggi chi ha un dubbio sulla correttezza del comportamento del proprio patrono è totalmente indifeso, non ha modo di verificarlo. Correggere tale situazione riporterebbe un po' questa legge a quella che dovrebbe essere la sua funzione, cioè la tutela del cliente. Per questo chiedo che all'emendamento 28.200 il relatore e il Governo prestino particolare attenzione. Si tratta di un emendamento a costo zero, che presenterebbe un vantaggio netto per il prestigio dell'avvocatura. (Applausi del senatore Morando).


MARITATI (PD). Signora Presidente, gli emendamenti 28.200 (testo 2)/1 e 28.0.200 (testo 2)/2, che vertono sulla stessa materia, rappresentano veramente una prova della chiusura e della miopia con cui la maggioranza ha affrontato e sta affrontando questo disegno di legge, pure tanto importante.

Noi avevamo cercato di introdurre, molto tempo fa, perché è noto che da tempo si discute questo disegno di legge, un istituto, quello dello sportello per il cittadino, di grande profilo sociale e di civiltà. Ci siamo scontrati per mesi con una maggioranza che non voleva intendere, non voleva accettare, e aveva respinto i relativi emendamenti; poi siamo arrivati all'ultima fase dei lavori della Commissione, dopo il rinvio di quest'Aula, e finalmente c'è stata l'accettazione dell'istituto.

Ebbene, mi sembra un fatto molto importante; però, il comportamento della maggioranza resta emblematico: non c'è la forza, il coraggio politico, di continuare a dire di no ad un istituto di così alto profilo, e quindi lo si accetta e lo si inserisce nel provvedimento, ma lo si inserisce in maniera sbagliata, contenuta, limitata, compressa. Sia chiaro, non vogliamo continuare a dire che non ci basta mai quello che viene concesso, ma la strutturazione dell'istituto, nel modo con cui l'ha determinata, l'ha voluta e l'ha accolta la maggioranza prelude ad un flop, ad una non attuazione dell'istituto, che, ripeto, è di grande profilo in termini di civiltà.

Perché dico questo? Che vuol dire accettare un istituto come lo sportello per il cittadino e poi scrivere nella legge che l'ordine degli avvocati può istituirlo? Che vuol dire? Vuol dire che alcuni ordini lo istituiranno ed altri no. Ma questo non va bene, perché siamo tutti cittadini di serie A, quelli del Sud, del Centro e del Nord. In tutte le parti del Paese, in tutti i luoghi, in tutti i Comuni e in tutte le Province dove c'è un ordine, se accettiamo - e voi lo avete fatto - la bontà e l'utilità di questo istituto, che non tocca l'autonomia, l'indipendenza e la competenza dell'avvocato, si tratta di dare alle persone (come recita l'emendamento 28.0.200 (testo2)/2) «che si trovino in condizioni di disagio economico» e «che siano residenti nel circondario del tribunale ove ha sede l'ordine degli avvocati, informazioni di indirizzo da valere in fase precontenziosa».

Non c'è quindi nessun pericolo: questo lo avete compreso bene e avete accettato l'istituto. Ma è grave prescrivere che l'ordine «può» e non «deve»: si tratta di un aspetto fortemente negativo, che a mio giudizio inficia la bontà dell'istituto.

Vi è poi un altro aspetto che mi preoccupa, e che definisco di propaganda: si dice nell'emendamento 28.0.200 (testo2) che «l'accesso allo sportello per il cittadino è gratuito». Gratuito per chi, onorevole relatore? Per tutti? Ma questo è sbagliato. Per questo abbiamo indicato che la gratuità, perché l'istituto funzioni, perché sia correttamente impostato e non sia soltanto un'enunciazione, deve valere solo per quella parte di cittadini che hanno diritto al gratuito patrocinio.

In conclusione, non comprendo perché riconoscere la bontà di un istituto e poi varare una norma che ne prevede la facoltatività e non l'obbligatorietà e addirittura prefigura un eccesso. In un momento così grave per il Paese e di economia in affanno, prevedere la gratuità di un istituto del genere significa non farlo istituire dalla maggior parte degli ordini.

Per tutti questi motivi, chiedo che siano approvati i due emendamenti che recano la mia prima firma. (Applausi della senatrice Biondelli).


PRESIDENTE. Invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 28.200, 28.201, 28.203, 28.204, 28.207, 28.0.200, 28.0.200/2 (testo 2)/1 e 28.0.200 (testo2)/2, favorevole 28.202, 28.205, 28.206, 28.700 (testo corretto) e 28.208 (anche se è precluso dalla eventuale approvazione del 28.700 testo corretto). Ritiro l'emendamento 28.0.200 (testo2) a causa del parere contrario della 5a Commissione.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.200, su cui il parere della 5a Commissione è condizionato ad una riformulazione che aggiunga le parole: «i cui costi sono a carico dei consigli dell'Ordine,» dopo le parole «informazione gratuita».

Domando ai presentatori se accolgono tale riformulazione.


*ICHINO (PD). Accetto la correzione; ma sottolineo che su un tema come questo un minimo di risposta da parte di chi respinge la proposta sarebbe dovuto; non per rispetto a noi dell'opposizione, ma per rispetto al Paese a cui questa legge è destinata. Ma è mai possibile che non si possa discutere con la maggioranza su un tema importante come questo? È mai possibile che argomenti che mi sembra siano esposti quanto meno in modo ragionevole e non ostruzionistico non debbano avere una parola di risposta da parte della maggioranza? Questo, francamente, non mi sembra un modo corretto di affrontare un tema di questa delicatezza e importanza. (Applausi dal Gruppo PD).


MUGNAI (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


MUGNAI (PdL). Cerco per quanto possibile di astenermi da interventi che possano sembrare una replica diretta ad interventi immediatamente precedenti. Debbo però richiamare l'attenzione dei colleghi, ed in particolare del collega Ichino, sull'assoluta, manifesta irragionevolezza di questo emendamento, in virtù del quale si chiederebbe tra l'altro di istituire un servizio attraverso il quale i consigli dell'ordine sarebbero, durante la fase di svolgimento del rapporto professionale, e quindi con un rapporto professionale in corso, chiamati - ad insaputa dell'avvocato che sta svolgendo la professione - a svolgere una funzione parallela di controllo circa la qualità e la correttezza.

Concretamente, questo significa che, con un rapporto fiduciario in corso, il cliente, con una eventuale ed evidente manifestazione di sfiducia parallela al rapporto in corso, dovrebbe andare con le carte processuali a fare verificare ciò che l'avvocato sta facendo in quel momento in virtù di un rapporto fiduciario. Ma questa è veramente l'irragionevolezza più assoluta rispetto alla natura fiduciaria di un rapporto. E poi, il cliente come dovrebbe fare? Si fa le copie di tutto mentre è in corso il rapporto, sfiduciando quindi di fatto l'avvocato al quale ha manifestato fiducia? Questa proposta sinceramente mi sembra di un'irragionevolezza assoluta.


BENEDETTI VALENTINI (PdL). È veramente pazzesco!


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.200 (testo 2).


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 28.200 (testo 2), presentato dal senatore Ichino e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 


Saluto ad una rappresentanza di studenti


PRESIDENTE. Colleghi, stanno assistendo ai nostri lavori gli studenti dell'Ente addestramento professionale Puglia di Modugno, in Provincia di Bari, ai quali diamo il nostro benvenuto. (Applausi).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198(ore 18,50)


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 28.201, presentato dal senatore Caruso.

Non è approvato.


Metto ai voti l'emendamento 28.202, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 28.203 è improcedibile.


DELLA MONICA (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


DELLA MONICA (PD). Signora Presidente, abbiamo approvato un emendamento che prevede per il consiglio dell'ordine la qualità di ente pubblico. Abbiamo stabilito anche che ha autonomia finanziaria e che si finanza esclusivamente con i contributi degli iscritti. È stato consentito di modificare l'emendamento 28.200 aggiungendo che anche in questo caso sono i contributi degli iscritti e, quindi, l'autonomia finanziaria dell'ordine che possono consentire l'attivazione di un servizio gratuito di consulenza.

Vorrei, allora, proporre una riformulazione anche per l'emendamento 28.203, che riguarda un tema molto importante, perché parla di borse di studio per agevolare l'ingresso nella professione di giovani in situazioni di disagio economico, della loro collocazione presso studi professionali, della destinazione di una parte delle risorse economiche dell'ordine.

Vorrei, pertanto, inserire una clausola di questo genere: «Agli oneri derivanti dalla concessione di borse di studio, ogni consiglio dell'ordine provvederà per l'importo corrispondente ad un aumento della quota degli iscritti».


PRESIDENTE. Signor relatore, la senatrice Della Monica ha proposto una riformulazione dell'emendamento 28.203, che è improcedibile. Se lei l'accetta, l'emendamento dovrà ritornare alla 5a Commissione.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, mantengo il mio parere contrario.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.204.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). L'emendamento 28.204, come diversi altri che sono stati da noi proposti, si appunta su una norma che ha un'apparenza e una sostanza di dettaglio, ma che ha in realtà un significato ideologico pregnante. Leggiamo la lettera n) che con questo emendamento miriamo a sopprimere: il consiglio dell'ordine «può costituire camere arbitrali, di conciliazione ed organismi di risoluzione alternativa delle controversie, secondo quanto stabilito da apposito regolamento adottato dal CNF».

Il CNF adotta regolamenti che consentono ai consigli dell'ordine di creare dei giudici. In definitiva, di cosa si parla nel momento in cui si fa riferimento a camere arbitrali e a organismi di risoluzione alternativa delle controversie? Di una forma di giustizia che non è privata, come negli arbitrati che sono previsti dalle disposizioni contrattuali o da disposizioni di legge, ma che non è e non può essere pubblica, nel momento in cui è un organismo professionale come il consiglio dell'ordine a costituirli.

Quale sarebbe la modalità di accesso alla giustizia privata/pubblica offerta da queste camere di conciliazione e da questi organismi di risoluzione alternativa delle controversie? Certamente non quella obbligatoria. Allo stesso tempo, non si può tacere il fatto che, essendo organismi costituiti dal consiglio dell'ordine, sarebbe possibile una pressione psicologica fortissima perché siano adottati con una sostanziale violazione di un principio costituzionale che ha a che fare con la natura della giurisdizione.

Questa norma è tecnicamente corporativa, non nel senso semplice e banale della tutela degli interessi di una corporazione, ma del diritto e dell'ideologia corporativa di 70-80 anni fa.

Per tali ragioni chiediamo che questo emendamento 28.204, a favore del quale naturalmente voteremo, sia votato con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi dal Gruppo PD).


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 28.204, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 28.205, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'emendamento 28.206, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.207.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). Signora Presidente, buona parte delle cose che ho detto con riferimento all'emendamento 28.204 valgono, in termini di collocazione ideologica della norma che miriamo a sopprimere con questo emendamento, anche per la lettera t) del comma 1 dell'articolo 28. Secondo questo pezzo dell'articolo relativo alle prerogative del consiglio, tale organo «vigila sulla corretta applicazione, nel circondario, delle norme dell'ordinamento giudiziario segnalando violazioni ed incompatibilità agli organi competenti». Non so se chi ha scritto questa norma avesse piena consapevolezza del suo significato, perché nel gergo e nella terminologia tecnica del diritto amministrativo il potere di vigilanza è un potere specifico e pregnante, che se non allude a una sovraordinazione certamente allude a un sistema di giustapposizione amministrativa.

Il consiglio dell'ordine, secondo questa norma, vigila su come vengono organizzati gli uffici giudiziari, vigila sull'attività dei magistrati. Attenzione, non vi è alcun dubbio che gli avvocati possano e debbano vigilare sul corretto esercizio della giurisdizione, e non nel senso tecnico e pregnante che l'espressione ha quando viene inserita in una norma che attribuisce delle competenze amministrative; ma un conto è prestare attenzione istituzionale e professionale acché le norme siano correttamente interpretate e rispettate e la giurisdizione e la sua organizzazione abbiano il migliore esito possibile, un altro è attribuire ad un ordine professionale un potere di vigilanza sull'organizzazione degli uffici giudiziari. Ripeto quindi quanto detto prima: questa è una norma tecnicamente corporativa nell'accezione di cui dicevo sopra.

Per queste ragioni, chiedo per tale emendamento, a favore del quale voteremo, la votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 28.207, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 28.700 (testo corretto), presentato dalla Commissione.

È approvato.


Risulta pertanto precluso l'emendamento 28.208.

Passiamo alla votazione dell'articolo 28, nel testo emendato.


*ICHINO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


ICHINO (PD). Signora Presidente, il Gruppo del Partito Democratico voterà contro questo articolo, non solo perché non contiene le integrazioni che abbiamo chiesto e proposto con i nostri pochi ma precisi e puntuali emendamenti, bensì anche per la presenza di una norma che riprende un'altra disposizione già approvata in precedenza aggravandone in questo caso il contenuto e gli effetti. Mi riferisco alla norma di cui al comma 1, lettera g), dove si stabilisce che il consiglio dell'ordine esercita il controllo della continuità e effettività dell'esercizio professionale, con il conseguente potere di escludere dall'esercizio della professione i colleghi che siano ritenuti non in posizione tale da rispondere a tale requisito.

Questa disposizione preoccupa gravemente decine di migliaia di avvocati italiani che oggi vedono con vera, profonda apprensione l'idea di poter essere cancellati dall'albo da propri colleghi i quali potranno prendersi l'arbitrio di stabilire che taluni non esercitano la professione con la necessaria effettività e continuità. Ma ve lo immaginate un provvedimento di questo genere? Avremmo colleghi del consiglio dell'ordine che si rivolgerebbero ad altri avvocati per dir loro che dall'indomani sono fuori perché non esercitano la professione con le modalità che il consiglio ritiene necessarie.

Data l'importanza di questa norma mi sono procurato le leggi o regolamenti che disciplinano la professione forense in Danimarca, Slovenia, Repubblica federale tedesca, Regno Unito, Spagna e Francia: non ho trovato, in queste leggi e regolamenti, una sola parola che sia in qualche modo paragonabile alla norma che ci stiamo accingendo a votare.

Torno a proporvi, e non solo in riferimento a questa parte della legge ma anche in riferimento a tante altre leggi che qui approviamo, l'opportunità di adottare il criterio della comparazione come criterio fondamentale delle nostre scelte. Se in tutta Europa non esiste una norma di questo genere ci sarà pure un motivo; se siamo inseriti in un mercato europeo che è mercato comune anche dei servizi legali, come possiamo non percepire l'esigenza di armonizzare il nostro ordinamento rispetto alla totalità degli ordinamenti forensi in Europa, che ci consiglia di non introdurre un vincolo che graverebbe soltanto sugli avvocati italiani? A me sembra che questa sia un'esigenza elementare.

Vi chiedo che di questo si tenga conto nell'emanare norme che davvero vanno contro l'interesse di gran parte degli avvocati italiani. (Applausi dal Gruppo PD).


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 28, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. L'emendamento 28.0.200 (testo 2) è stato ritirato dal relatore.

Risultano pertanto decaduti i subemendamenti 28.0.200 (testo 2)/1 e 28.0.200 (testo 2)/2.


CASSON (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CASSON (PD). Signora Presidente, vorrei porre una questione in merito all'emendamento 28.0.200 (testo 2), presentato dalla Commissione, al quale abbiamo presentato due subemendamenti.

Poiché vi è il limite costituito dal parere contrario della 5a Commissione, dato che riguarda lo sportello per il cittadino, ed è stato votato a maggioranza in Commissione, vorremmo chiedere comunque di votarlo per superare quel vincolo e poter discutere di uno strumento che garantirebbe la trasparenza delle attività.


PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, senatore Casson, ma ho già ricordato che l'emendamento è stato ritirato dal relatore.


CASSON (PD). Però, l'emendamento era stato presentato dalla Commissione e non dal relatore.


PRESIDENTE. Ma il relatore può comunque ritirarlo in ragione del parere contrario della 5a Commissione.

Passiamo all'esame dell'articolo 29, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 29.200 e parere favorevole sull'emendamento 29.201.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concordo il relatore.


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 29.200, presentato dal senatore Galperti e da altri senatori.

Non è approvato.


Metto ai voti l'emendamento 29.201, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 29, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dei successivi articoli.

Metto ai voti l'articolo 30.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 31.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 32, sul quale sono stati presentati emendamenti

che invito i presentatori ad illustrare.


BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signora Presidente, la settimana scorsa avevo preannunciato un'illustrazione dell'emendamento 32.202, che necessita peraltro di una precisazione tecnica, che adesso renderò. Auspico naturalmente un parere favorevole da parte del relatore e del Governo.

Si tratta di una norma, messa a punto con l'aiuto di molti ordini forensi, in base alla quale nei distretti più piccoli, dove si elegge un solo delegato rappresentante nel Consiglio nazionale forense, si prevede che per non più di due mandati consecutivi il rappresentante possa appartenere allo stesso ordine circondariale. Quindi, si elimina il monopolio dello stesso ordine circondariale, protratto per più mandati, ad avere un rappresentante.

Nei distretti più grandi, invece, che eleggono due rappresentanti, questo meccanismo non funzionerebbe. Allora prevedo che, nel caso in cui risulti eletto il primo in rappresentanza di un ordine circondariale, il secondo debba essere necessariamente il primo eletto di un altro ordine circondariale, non dello stesso. Questa è la ratio che ispira l'emendamento, volto ad impedire e a prevenire che ci sia un monopolio costante dei grandissimi ordini forensi rispetto a tutti gli altri (grandi, medi o piccoli).

In altre parole, io lascio inalterato il numero dei componenti: quindi non c'è variazione di spesa. Molti emendamenti tendevano ad aumentare il numero, per venire incontro a questa esigenza. Invece, in base a come ho strutturato il mio emendamento, si lascia invariato il numero complessivo, ma si prevede che nei distretti più piccoli, che eleggono un solo rappresentante, lo stesso ordine circondariale possa essere rappresentato per due mandati consecutivi, non di più; al terzo mandato deve essere rappresentato un altro ordine circondariale. Ad esempio, se quello di Firenze è stato rappresentato due volte consecutive, al terzo mandato deve essere uno degli altri nove ordini forensi della Toscana a mandare il suo rappresentante. Invece, nei grandi distretti (parliamo essenzialmente di Milano, Roma e Napoli) il primo eletto sarà sicuramente, come sempre è, un rappresentante dell'ordine più grande; si prevede tuttavia che almeno il secondo appartenga ad un altro ordine, diverso da quello del mega-capoluogo. Oppure, se per avventura (ma è improbabile) il primo dei due rappresentanti eletti appartenesse ad un altro ordine, il secondo sarà sicuramente dell'ordine più grande.

Mi sembra che risponda a una ratio condivisibile (ne abbiamo parlato anche in Commissione); mi auguro pertanto che l'emendamento venga approvato dall'Aula e che su di esso venga espresso un convinto parere favorevole da parte del relatore.

Dal punto di vista tecnico, vorrei precisare che, per evidente errore di stesura materiale, il mio emendamento non sostituisce integralmente il comma 2, ma lo sostituisce solo fino alle parole «se il numero degli iscritti è superiore», quindi limitatamente al primo periodo. La parte successiva del comma 2, che regola le modalità di nomina dei componenti nei quindici giorni e la proclamazione dei risultati, resta in piedi. Questa è la ratio di questo credo non irrilevante emendamento.


PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 32.200 e 32.201, di identico contenuto.

Per quanto riguarda l'emendamento 32.202 (testo corretto), comprendo gli argomenti introdotti dal senatore Benedetti Valentini; tuttavia i meccanismi che si verrebbero a determinare sarebbero particolarmente complessi ed elaborati. Abbiamo improntato tutto il nostro atteggiamento nei confronti del disegno di legge ad un clima di semplificazione massima. (Commenti del senatore Perduca).

Pertanto, sia pur apprezzando la proposta, invito il senatore Benedetti Valentini a ritirare l'emendamento 32.202 (testo corretto); altrimenti sarò costretto ad esprimere parere contrario.

Il parere è contrario anche sugli emendamenti 32.203, 32.205, 32.206/1 e 32.206/2.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 32.206, presentato dalla Commissione. Infine, esprimo parere contrario sugli emendamenti 32.207, 32.208 (il cui principio viene già contemplato nell'articolo 36, comma 1) e 32.209.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signora Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 32.200, identico all'emendamento 32.201.


SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Signora Presidente, con l'articolo 32 del disegno di legge in esame si prevede che il Consiglio nazionale forense duri in carica quattro anni. A me sembra che questo provvedimento sia a carattere verticistico e che i giovani siano molto penalizzati: noi ci siamo battuti affinché si aprisse molto di più ai giovani, ma non c'è stato verso.

In questo caso, si tratta del Consiglio nazionale forense, organo massimo e verticistico. Credo, dunque, che una riduzione da quattro anni a tre anni sia un segnale di democrazia, prima di tutto, oltre che di decenza. (Commenti del senatore Longo).


DELLA MONICA (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


DELLA MONICA (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Della Monica, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 32.200, presentato dal senatore Galperti e da altri senatori, identico all'emendamento 32.201, presentato dai senatori D'Alia e Serra.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Sull'emendamento 32.202 (testo corretto) è stato rivolto un invito al ritiro. Senatore Benedetti Valentini, accoglie tale invito?


BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signora Presidente, considerata la natura squisitamente tecnica dell'emendamento, ma il suo sostanziale buon fondamento, e per fare un confronto approfondito con le opinioni espresse dal relatore, chiedo cortesemente che la proposta in esame venga accantonata, perché, a mio parere, lo merita.


VALENTINO, relatore. Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, un'ulteriore riflessione, attesa la delicatezza della materia, mi sembra doverosa. Pertanto, aderisco alla proposta testé formulata dal senatore Benedetti Valentini.


INCOSTANTE (PD). Senatore Valentino, non ha pensato di dover fare una riflessione anche sull'emendamento che riguardava le donne! Su quello lei ha sbagliato!


PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento degli emendamenti 32.202 (testo corretto), 32.203 e 32.205.

Ricordo che l'emendamento 32.204 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 32.206/1.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 32.206/1, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 32.206/2, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.


Metto ai voti l'emendamento 32.206, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Risulta pertanto precluso l'emendamento 32.207, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 32.208, identico all'emendamento 32.209.


PERDUCA (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 32.208, presentato dal senatore Pistorio e da altri senatori, identico all'emendamento 32.209, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Stante l'accantonamento di alcuni emendamenti all'articolo 32, dispongo l'accantonamento della votazione sull'articolo.

Passiamo all'esame dell'articolo 33, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 33.201, 33.203, 33.204, 33.205, 33.206, 33.207, 33.208 e 33.209 e parere favorevole sugli emendamenti 33.200, 33.202 e 33.700.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme al relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.200.


*ICHINO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


ICHINO (PD). Signora Presidente, è nuovamente in discussione il tema della rappresentanza istituzionale dell'avvocatura.

La settimana scorsa ne abbiamo discusso con riferimento all'ordine degli avvocati in generale; in questo caso il discorso è riferito in particolare al Consiglio nazionale forense, ma il tema è sempre quello: il nostro ordinamento costituzionale non consente di istituire un rappresentante unico ed esclusivo di una categoria professionale.

È una norma che aveva un senso e si inseriva organicamente nell'ordinamento corporativo; ma questo è stato abrogato. Vogliamo o no confrontarci con l'articolo 39 della Costituzione e, prima ancora, con il decreto luogotenenziale del 1944 che ha abrogato l'ordinamento corporativo oppure tutto questo non ha alcun peso e si ritorna al sindacato unico nazionale di categoria?

Credo che su questo aspetto una riflessione attenta vada fatta e che una risposta vada data. La norma che stiamo per votare è, per questo aspetto, gravemente lesiva di un principio costituzionale.

Su questo emendamento, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi dal Gruppo PD).


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Ichino, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.200, presentato dal senatore Caruso.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 33.201, presentato dal senatore Caruso.

Non è approvato.


Metto ai voti l'emendamento 33.202, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.203.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). Signora Presidente, noi proponiamo di sopprimere la norma di cui alla lettera d) perché è un ulteriore tassello di quel quadro ideologico in cui si iscrivono le norme relative alla rappresentanza degli avvocati. In questo caso si parla del Consiglio nazionale forense, al quale addirittura da questa norma è attribuito il potere di emanare e aggiornare periodicamente il codice deontologico, curandone la pubblicazione e la diffusione.

Il Consiglio nazionale forense è lo stesso organismo che poi deve applicare il codice deontologico, ed è lo stesso organismo che, nella sua qualità di giudice disciplinare, dovrebbe applicare le norme che esso stesso adotta addirittura periodicamente, come in una sorta di editto pretorio, essendo trascorsi però circa 2.500 anni. La prospettiva moderna di ridefinizione delle competenze degli organismi rappresentativi implica, in generale, un'esigenza semplice: quella della distinzione delle funzioni. Chi adotta le regole non deve essere lo stesso soggetto che le applica, soprattutto in una chiave e in una sede di tipo giurisdizionale o paragiurisdizionale.

Le regole del codice deontologico dovrebbero essere adottate, e prima ancora redatte, da una commissione mista, istituita presso il Ministero della giustizia, e non già dal Consiglio nazionale forense, lo stesso organo - ripeto - che poi dovrà farle rispettare e, soprattutto, che dovrà applicare le sanzioni relative alla violazione.

Voteremo, pertanto, a favore di questo emendamento e chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.203, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 33.204 è improcedibile.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.205.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.205, presentato dal senatore Carofiglio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.206.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). Signora Presidente, poche parole per sottolineare la discrasia nella formulazione del testo normativo complessivamente considerato. L'adozione del regolamento in materia di specializzazioni è di competenza del Ministro e non si capisce come possa essere contemporaneamente di competenza del Consiglio nazionale forense. Si tratta di una norma da espungere per la ragione eminentemente tecnica che ho esposto. Voteremo, dunque, a favore di questo emendamento e ne chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


VALENTINO, relatore. Domando di parlare.


PRESIDENTE. Su cosa intende intervenire, senatore Valentino?


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, per rettificare il parere espresso sull'emendamento 33.206.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


VALENTINO, relatore. Ha ragione il senatore Carofiglio e, pertanto, il parere è favorevole.

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.206, presentato dalla senatrice Della Monica da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.207.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). Signora Presidente, con questo emendamento torniamo alla questione che abbiamo brevemente lumeggiato parlando dell'articolo 28, cioè quella della indebita compresenza di funzioni in capo ad un soggetto la cui funzione istituzionale è e dovrebbe essere quella di garantire - usando un'espressione impropria - il governo e l'autogoverno della professione; si individua infatti una indebita interferenza in altri ambiti e, in particolare alla lettera q), in quello dell'amministrazione della giustizia; questo ambito naturalmente è cosa che interessa moltissimo gli avvocati e sulla quale gli avvocati devono o dovrebbero esercitare il controllo più attento in tutte le sedi, ma non può essere assegnata come facoltà e come attribuzione istituzionale ai soggetti rappresentativi della categoria.

La lettera q) del comma 1 dell'articolo 33 attribuisce al Consiglio nazionale forense una serie di prerogative, e fra queste la possibilità di esprimere, su richiesta del Ministro della giustizia, pareri su proposte e disegni di legge relativi all'amministrazione della giustizia. Non è cosa che, in quanto soggetto rappresentativo della categoria degli avvocati, il Consiglio nazionale forense possa fare se non a pena di una non modesta lesione di un sistema di equilibri tra poteri e competenze dei diversi soggetti istituzionali.

Votiamo quindi a favore dell'emendamento e richiediamo la votazione elettronica.


LONGO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


LONGO (PdL). Signora Presidente, la tesi esposta dal senatore Carofiglio in base alla quale sarebbe una indebita ingerenza da parte del Consiglio nazionale forense esprimere, e solo su richiesta del Ministro della giustizia, pareri su proposte e disegni di legge forse non ha un fondamento preciso solo che si consideri che questi pareri su proposte e disegni di legge devono interessare congiuntamente la professione forense e l'amministrazione della giustizia.

Qualche fondamento potrebbe avere ciò che è stato esposto, anche con una certa insistenza, dal senatore Carofiglio, in base al principio che una corporazione non può interessarsi dell'amministrazione della giustizia in genere, ove al posto della «e», congiunzione in italiano, vi fosse una «o», che notoriamente è una congiunzione disgiuntiva, come ci insegna proprio il senatore Carofiglio.

Quindi, il voto che si deve esprimere a mio parere è di rigetto della proposta emendativa avanzata.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.207, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.208.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). Signora Presidente, nell'orizzonte concettuale definito dagli interventi precedenti, questa è una norma particolarmente significativa. Stando alla lettera r) del comma 1 dell'articolo 33, che noi miriamo ad espungere dal testo, il Consiglio nazionale forense istituisce e disciplina con apposito regolamento l'osservatorio permanente sull'esercizio della giurisdizione.

Se quello che abbiamo detto prima, con sfumature, differenti posizioni e punti di vista variegati ha un minimo di senso, ipotizzare che fra le competenze istituzionali previste per legge del Consiglio nazionale forense ci sia l'istituzione di una commissione che controlla l'amministrazione della giustizia davvero significa introdurre un elemento di grave disturbo nell'equilibrio delle prerogative dei diversi soggetti che a vario titolo in quella amministrazione intervengono. Sarebbe un'indebita interferenza al di fuori di ciò che è e dovrebbe essere attribuito all'Avvocatura, intesa come presenza diffusa di controllo su quell'amministrazione e non già come categoria che elegge un soggetto di essa esponenziale che controlla la giurisdizione.

Voteremo quindi a favore dell'emendamento 33.208 e ne chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.208, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.209.


CAROFIGLIO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CAROFIGLIO (PD). Signora Presidente, intervengo per una brevissima dichiarazione di voto perché credo che in realtà il quadro generale sia stato delineato in maniera - spero - abbastanza comprensibile.

La norma di cui alla lettera t), che con questo emendamento miriamo a sopprimere, prevede che il Consiglio nazionale forense esprima addirittura pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni. Che cosa vuol dire? Che cosa significa? Quali pubbliche amministrazioni? Per quale motivo dovrebbero essere chiesti al Consiglio nazionale forense pareri da parte delle pubbliche amministrazioni? E poi per fare cosa? Per adottare provvedimenti amministrativi? Per adottare regolamenti? O perché le scelte politiche delle amministrazioni pubbliche, nella loro componente elettiva, siano influenzate da valutazioni del Consiglio nazionale forense? Questa è veramente una cosa incredibile.

Preannuncio quindi il voto favorevole all'emendamento e ne chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi dal Gruppo PD).


BENEDETTI VALENTINI (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signora Presidente, mi viene il sospetto che gli argomenti resi dal senatore Carofiglio trovino una qualche condivisione nel suo Gruppo. Speravo che così non fosse, ma siccome vedo che questi emendamenti recano, oltre alla sua, anche qualche altra illustre firma, mi viene il timore che possano essere condivisi.

In parole povere, con tre successivi emendamenti i colleghi presentatori pretendono che il Consiglio nazionale forense non sia nella condizione di esprimere pareri: non delibere, interdizioni o veti ma - ripeto - pareri. Essi vorrebbero che coloro che esercitano la professione forense rappresentati a livello nazionale e costituiti anche presso il Ministero non possano rendere pareri su questioni che ineriscono, non allo svolgimento della professione - bontà vostra - (ma forse neppure ciò vorreste), ma al funzionamento della giustizia, su come funziona la macchina della giustizia. Ricordo che i magistrati possono farlo in tutte le sedi, essendo consulenti di tutti i Ministeri, degli uffici legislativi dei partiti e di tutti gli organismi, considerando l'amministrazione della giustizia cosa propria.

Voi, che avete fatto censure a ripetizione dicendo che con questo provvedimento la categoria forense si vorrebbe quasi rinchiudere in se stessa, vorreste che fossero solo i magistrati a poter disporre di tutto ciò che riguarda l'organizzazione della giurisdizione e della giustizia in senso lato e che il massimo organo rappresentativo a livello istituzionale forense non possa rendere pareri sul buon funzionamento della giustizia al Ministro, alla pubblica amministrazione o a chi glieli chiede. Questa è la vostra impostazione? Mi auguro non sia così e che le argomentazioni rese dal collega non siano condivise, quanto meno intimamente, da ciascuno di voi.

Quindi, è un bene che siano già stati rigettati i due precedenti emendamenti, e che lo sia senz'altro anche l'emendamento 33.209. (Applausi dal Gruppo PdL).


LONGO (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


LONGO (PdL). Signora Presidente, quanto dichiarato dal senatore Benedetti Valentini ha grande significato, ma ciò valeva soprattutto in riferimento all'emendamento 33.208, che mirava alla soppressione della lettera r) del comma 1dell'articolo 33. Per quanto riguarda invece la soppressione della lettera t) del comma 1 dell'articolo 33, credo che il Consiglio nazionale forense abbia compiti già sufficientemente gravosi per essere investito anche di una generica possibilità di esprimere i pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni. A me sembra che nel corpo di questa legge ciò sarebbe un fuor d'opera.

Sono quindi convinto delle indicazioni, non per quelle forme espresse propriamente dal senatore Carofiglio, che sono sempre molto pregnanti, ed invito il relatore e il Governo a mutare i propri pareri sull'emendamento 33.209, chiedendo la soppressione anch'io della lettera t) del comma 1 dell'articolo 33. (Applausi dal Gruppo PD).


CENTARO (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CENTARO (PdL). Signora Presidente, colleghi, vorrei invitare il relatore e il Governo a cambiare parere, perché alle pubbliche amministrazioni il parere lo esprimono il Consiglio di Stato e la Corte dei conti. (Applausi dal Gruppo PD). Per quanto vi sia una rilevanza pubblicistica del CNF (ci può stare, ad esempio, il parere al Ministro, se richiesto, su materie riguardanti l'amministrazione della giustizia o la professione forense ), i pareri alle pubbliche amministrazioni possono esprimerli solo i suddetti organi.

Su quali materie il CNF potrebbe esprimere un parere al Comune di Roma, che è un'amministrazione pubblica, o all'INAIL, all'INPS e a qualsiasi altro ente? A me pare che questo eccesso di rilevanza pubblicistica vada ben oltre i limiti costituzionali e metterebbe in seria difficoltà lo stesso Consiglio nazionale forense. Se richiesti, pareri alle pubbliche amministrazioni possono esprimerli anche i singoli avvocati, ma non l'organismo che rappresenta l'avvocatura nel suo complesso.


VALENTINO, relatore. Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, pur sapendo che la norma costituzionale attribuisce al Consiglio di Stato la competenza sui pareri, debbo rimarcare che non si tratta certamente di una competenza esclusiva, quindi potrebbe ben restare, nel contesto normativo del quale ci stiamo occupando, un'ipotesi come quella contenuta alla lettera t), comma 1, dell'articolo 33.

Ad ogni modo, poiché sia l'opposizione sia parte certamente qualificata della maggioranza - i senatori Centaro e Longo sono giuristi di chiara fama - concorrono nel richiedere l'espunzione di tale disposizione, mi uniformo alle loro sollecitazioni ed esprimo parere favorevole sull'emendamento 33.209. (Applausi).


LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, obiettivamente questa ulteriore funzione attribuita al Consiglio nazionale forense non aveva alcuna logica. È come se si trattasse di un parere qualificato. Il Consiglio nazionale forense svolge determinate funzioni, delicatissime e importanti, ma non possiamo attribuirgli con legge un ruolo qualificato nell'esprimere pareri qualificati. I pareri qualificati per le pubbliche amministrazioni sono quelli espressi dal Consiglio di Stato, non possono esserlo quelli del Consiglio nazionale forense.

Pertanto, la riflessione del relatore mi sembra opportuna, e quindi anche noi voteremo per la soppressione della lettera t) del comma 1 dell'articolo 33.


PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.


PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.


PERDUCA (PD). In dissenso dal Gruppo mi astengo, in solidarietà con la chiamata alle intime convinzioni fatte dal senatore Benedetti Valentini, perché mi dispiacerebbe lasciarlo solo dopo avere contraffatto il parere del Governo e della maggioranza. (Applausi dei senatori Quagliariello e Bonfrisco).


D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Signora Presidente, credo vi sia un equivoco di fondo. Ho ascoltato molti punti sui quali si è sviluppato un dibattito in Aula in ordine a questo provvedimento. Ciò mi induce a chiedere la parola e a chiarire l'aspetto che determina l'equivoco di fondo. Il punto è la natura giuridica degli ordini che anche in questo provvedimento noi conferiamo al Consiglio nazionale forense, come agli ordini territoriali, che è una natura giuridica di enti di diritto pubblico e quindi di enti ausiliari dello Stato.

Ciò fa venire meno finanche la contestazione, l'osservazione, che in modo assolutamente argomentato ma non sufficientemente convincente ha rappresentato il senatore Ichino in relazione al comma 1 dell'articolo 33, quando si parla della rappresentanza istituzionale. La natura giuridica dell'ordine come ente di diritto pubblico ne fa un ente che rappresenta, nella sua funzione di ausilio allo Stato, un organo istituzionale. Da ciò discende, signora Presidente, onorevoli colleghi, una uniformità nelle leggi e nei regolamenti che disciplinano le attività degli ordini anche di altro tipo di professione.

Tutti quanti confermano la natura giuridica e confermano anche, tra le varie funzioni, quella di esprimere i pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni. Qui abbiamo un aspetto particolare: le pubbliche amministrazioni richiedono. Non si tratta del fatto che il Consiglio nazionale forense o un ordine territoriale spontaneamente formulano un parere, la qual cosa non mi sembra neanche fuori luogo, ma di una pubblica amministrazione, cioè un'amministrazione dello Stato che chiede un parere ad un ente che ha la funzione di ausilio allo Stato stesso.

Allora, io non sono favorevole alla soppressione di questa lettera t). Semmai preciserei la disposizione in tal senso: «esprime pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni nelle materie oggetto della competenza del Consiglio nazionale forense». Limiterei l'ambito del parere agli stretti contenuti che hanno riferimento alla materia di competenza del Consiglio nazionale forense e degli organismi ordinistici territoriali.


PRESIDENTE. Poiché il relatore ha mutato il suo parere, invito la rappresentante del Governo a pronunciarsi nuovamente sull'emendamento in esame.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signora Presidente, mi rimetto all'Aula. Le valutazioni che sono state espresse via via non sono state del tutto convincenti; tuttavia, mi rimetto a quello che deciderà l'Aula.


COMPAGNA (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


COMPAGNA (PdL). Signora Presidente, mi pare che anche nella versione un po' ristretta che proponeva poco fa il collega si possa rilevare da un punto di vista strettamente formale una eccessiva dilatazione del profilo pubblicistico del Consiglio nazionale forense. (Applausi del senatore Serra). Aspetti ad applaudire, senatore Serra. Siamo però in sede di legislazione ordinaria e, come ha richiamato molto opportunamente il collega Benedetti Valentini, la vicenda storica e cronistica che ispira il testo originario è che c'è stata una dilatazione extracostituzionale, anticostituzionale, del potere, non già di parere, ma di veto.

Ormai ci sono volumi e volumi di colleghi di diritto costituzionale che parlano del Consiglio superiore della magistratura, neanche come terza Camera, ma come seconda, dove la prima è «Porta a Porta» (la Camera e il Senato vengono dopo).

Allora, se questo profilo non ci deve sfuggire, non possiamo ragionare nei termini, pur corretti dal punto di vista della legislazione ordinaria, che ci ha richiamato nel merito il collega Centaro. Quindi, mi sento di invitare il relatore ad una formula che tenga presente i sentimenti e gli argomenti espressi dal senatore Benedetti Valentini, sui quali ho visto che vi è una rispondenza anche di colleghi di questa parte. Altrimenti, il nostro dibattito sembra veramente insterilito tra combattenti e reduci dell'Associazione nazionale magistrati (in questo caso, per la prima volta non vi è stato l'intervento liberistico del collega Ichino con la solita citazione di Alessandro De Nicola sul «Il Sole 24 Ore»).

Quindi, il problema c'è. Non possiamo limitarci alla elegante formulazione dei colleghi che mi hanno preceduto. Mi rimetto comunque al relatore per antica fiducia.


BENEDETTI VALENTINI (PdL). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signora Presidente, svolgerò la mia personale dichiarazione di voto, e mi auguro che nessuno dica più che questo non è il Popolo della Libertà: una libertà di opinioni come questa non si è mai ricordata; ma non è un gran merito, in questo caso, perché l'emendamento è di modesta portata, sia che lo approviamo, sia che lo bocciamo. L'importante è che siano stati bocciati i due precedenti: quindi non è poi così importante.

Mi limito a dire, anche se certamente la mia dottrina non merita l'aggettivo di illustre, perché è umilissima, anzi addirittura oscura, che non vedo come si possa concepire che un'importante amministrazione pubblica, quale ad esempio un grande ente previdenziale od altro, non possa richiedere al Consiglio nazionale forense un parere su una bozza di convenzione per la stipula dell'assistenza legale sul territorio nazionale o quant'altro, così come potrebbe farlo a livello locale con gli ordini territoriali. È assolutamente inconcepibile.

Quindi, restando umilissimamente e senza dottrina del mio parere, voterò in conseguenza, cioè contro l'emendamento, ed eventualmente, senza molto dolermi, mi inchino al parere della maggioranza, se tale sarà.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carofiglio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.209, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 33.700, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 33, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 34, su cui è stato presentato un emendamento che si dà per illustrato e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Esprimo naturalmente parere favorevole sull'emendamento 34.700.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Anche il Governo è favorevole.


PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 34.200, presentato dal senatore Caruso, è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 34.700, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 34, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 35 sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 35.200, 35.201 e 35.202 e parere favorevole sull'emendamento 35.203.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signora Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 35.200.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 35.200, presentato dal senatore Caruso.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 35.201, identico all'emendamento 35.202.


INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.


PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo


PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 35.201, presentato dalla senatrice Adamo e da altri senatori, identico all'emendamento 35.202, presentato dai senatori D'Alia e Serra.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).


Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 601-711-1171-1198


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 35.203, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 35, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 36, sul quale è stato presentato l'emendamento 36.200, successivamente ritirato.

Metto pertanto ai voti l'articolo 36.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 37 sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 37.200.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signora Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 37.200, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 37, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 38 sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

Signor relatore, la 5a Commissione chiede di inserire agli emendamenti 38.200 (testo 2) e 38.750 le seguenti parole: «senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica». È d'accordo?


VALENTINO, relatore. Sì, signor Presidente, modifico nel senso indicato gli emendamenti 38.200 (testo 2) e 38.750.


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, esprimo parere favorevole su entrambi gli emendamenti, come riformulati.


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 38.200 (testo 3), presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'emendamento 38.750 (testo 2), presentato dalla Commissione.

È approvato.


Metto ai voti l'articolo 38, nel testo emendato.

È approvato.


Passiamo all'esame dell'articolo 39 sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.


DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, l'emendamento 39.200 propone un articolo sostitutivo in merito ai contenuti e alle modalità dello svolgimento del tirocinio. Quello che m'interessa mettere in luce è che intendiamo in particolare sopprimere la prova preselettiva di accesso al tirocinio. Non solo regolamentiamo diversamente la materia, ma vogliamo soprattutto sopprimere una prova che non trova nessuna giustificazione.


PORETTI (PD). Signora Presidente, credo che torneremo sul tema in sede di dichiarazioni di voto. Con i nostri emendamenti, da una parte vogliamo intervenire sulla prova telematica, che però sarà oggetto di un altro articolo, e dall'altra cerchiamo di avanzare delle proposte volte a prevedere per i tirocinanti, anche se lo svolgimento di un tirocinio presso uno studio non determina l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, delle possibilità di rimborso.

Con altri emendamenti cerchiamo di abbassare la soglia dei cinque anni di iscrizione all'albo per quanto riguarda gli avvocati presso cui poter svolgere i tirocini, portandola a due anni, in modo da prevedere quindi che un avvocato iscritto all'ordine da due anni possa già prendere nel proprio studio dei tirocinanti.

Con un altro emendamento proponiamo che il tirocinio possa essere svolto anche in due studi professionali diversi, mentre, in particolar modo con gli emendamenti che riguardano il comma 12 dell'articolo 39, proponiamo che il praticante possa chiedere di cambiare lo studio presso cui svolgere il tirocinio, in tal caso, anziché l'autorizzazione del Consiglio dell'ordine, che valuta i motivi, il Consiglio dell'ordine dovrebbe semplicemente prendere atto della decisione del tirocinante che vuole cambiare studio professionale.


GALPERTI (PD). Signora Presidente, segnalando ancora una volta l'incongruenza della norma che vieta ai praticanti un qualunque rapporto di impiego pubblico, ne proponiamo la soppressione con l'emendamento 39.200. Come già abbiamo già avuto modo di dire a più riprese in Commissione, potrebbe essere logico che chi fa pratica non possa avere un impiego a tempo indeterminato, un impiego fisso presso una pubblica amministrazione; ma che si escluda per chi vuol fare la pratica e quindi cercare di fare l'avvocato un qualunque rapporto di impiego pubblico mi sembra francamente incongruo e irragionevole, perché ciò esclude un rapporto di collaborazione, quindi parziale, esclude ad esempio un rapporto serale, che potrebbe essere un impiego presso una biblioteca.

È un'esclusione che mi sembra ingiustificata e estremamente penalizzante per chi può far pratica e, al tempo stesso, avere un qualche forma di collaborazione, di rapporto di impiego pubblico, anche parziale e provvisorio. Mi sembra una penalizzazione davvero incomprensibile. Certo, è prevista l'incompatibilità con l'impiego pubblico per chi diventa avvocato, ma nella fase di praticantato mi sembra davvero una norma che andrebbe corretta oppure limitata. Pensiamo alla collaborazione di un avvocato con un senatore: non può far pratica e fornire una qualche collaborazione, una qualche consulenza?

Credo che su questo divieto così perentorio vada fatta una riflessione per arrivare, se possibile, ad un ripensamento.


PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.


VALENTINO, relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 39.200 e favorevole sugli emendamenti 39.201 e 39.202.

Gli emendamenti 39.203, 39.204, 39.205 e 39.206 sarebbero assorbiti.

Ritiro l'emendamento 39.902.

Gli emendamenti 39.207 e 39. 208 sarebbero assorbiti.

Esprimo quindi parere contrario agli emendamenti 39.209, 39.210, 39.211, 39.212, 39.213, 39.214 e 39.700/1.

Ritiro l'emendamento 39.700, in considerazione del parere contrario della 5a Commissione permanente.

Esprimo poi parere contrario sugli emendamenti da 39.215 a 39.901/4, mentre il parere è favorevole all'emendamento 39.901.

Il parere è inoltre contrario sugli emendamenti da 39.219 a 39.233. Esprimo invece parere favorevole sull'emendamento 39.234.

Il parere è inoltre contrario agli emendamenti 39.235 e 39.236.

Quanto all'emendamento 39.239, prego il senatore Mazzatorta di ritirarlo, perché l'articolo 42 già contempla ampiamente la materia.

Il parere è inoltre contrario agli emendamenti da 39.237 a 39.1000/6.

Al senatore Viespoli chiedo di riformulare l'emendamento 39.1000/7 espungendo il secondo comma. Con tale modifica, il testo dell'emendamento risulterebbe il seguente: «Al terzo periodo, sostituire le parole: «un rimborso forfetario» con le seguenti «un congruo rimborso, anche forfetario».

Esprimo poi parere contrario sugli emendamenti 39.1000/8, 39.1000/10 e 39.1000/12 mentre il parere è favorevole agli emendamenti 39.1000/9, 39.1000/11 e 39.1000, nel testo riformulato inserendo la parola «professionale» dopo la parola «apporto» nel terzo periodo e nel secondo periodo, dopo la parola «rimborso», l'espressione: «congruo e adeguato».

Essendo stato ritirato l'emendamento 39.900 i relativi subemendamenti si intendono decaduti.

Il parere è inoltre contrario agli emendamenti da 39.247 a 39.263, mentre è favorevole all'emendamento 39.264 (testo 2).

Esprimo parere contrario sugli emendamenti da 39.265 a 39.274, mentre il parere è favorevole all'emendamento 39.275.

Il parere è infine contrario agli emendamenti da 39.276 a 39.284 nonché al 39.0.200 (testo 2).


ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

Vorrei tuttavia capire perché la Commissione bilancio ha espresso un parere contrario sull'emendamento 39.700, che - lo ricordo - prevede che dopo il comma 3 sia inserito il seguente: «3-bis. I costi per la costituzione e il funzionamento delle commissioni, nonché per l'espletamento della prova di ingresso devono essere a carico dei singoli consigli dell'ordine».


VALENTINO, relatore. Ricordo che ho ritirato l'emendamento 39.700, signora Presidente.


PRESIDENTE. Senatore Valentino, la Commissione bilancio ha comunque espresso un parere negativo, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sul testo dell'articolo 39, a meno che dopo il comma 3 non venga inserito il seguente comma 3-bis: «I costi per la costituzione e il funzionamento delle commissioni, nonché per l'espletamento delle prove di esame devono essere a carico dei soggetti partecipanti alle prove».


VALENTINO, relatore. Chiedo allora l'accantonamento dell'articolo 39, signora Presidente, e di tutti i relativi emendamenti.


PORETTI (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


PORETTI (PD). Signora Presidente, vorrei semplicemente sottolineare che, visto che avete voluto sancire che l'Ordine degli avvocati è pubblico, va da sé che, ogni volta che gli attribuite delle funzioni organizzative, queste presentano dei costi che in qualche modo devono essere coperti. Non voglio sostituirmi alla Commissione bilancio; tuttavia, questa osservazione è abbastanza scontata. Ora sembra che non si capisca perché c'è un parere contrario della Commissione bilancio; il motivo, in realtà, è abbastanza evidente: i nodi alla fine vengono al pettine.


VALENTINO, relatore. Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


VALENTINO, relatore. Le rinnovo la richiesta di accantonamento dell'articolo 39, signora Presidente. Se mal non ricordo, tuttavia, la prova d'ingresso era stata eliminata; quindi questa discussione è superflua.


LEGNINI (PD). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


LEGNINI (PD). Signora Presidente, questa incertezza sul parere della Commissione bilancio, che potrebbe travolgere l'intero articolo, richiede un chiarimento che potrà essere fornito domani. Mi sembra del tutto inaccettabile, a questo punto dei lavori, accantonare un articolo con numerosi emendamenti. La prego pertanto di differire a domani il seguito dell'esame del provvedimento in esame.


PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.

 

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Disapprovo tutto ciò che offusca l'ignoranza naturale. L'ignoranza è simile a un delicato frutto esotico; toccatelo e la sua freschezza è sfiorita (O. Wilde)