Riguardo al limite che il c.d. principio di proporzionalità costituisce per il legislatore nazionale, scrive il Consiglio di Stato, sez. IV, in sentenza 2830/2007: "Inizialmente delineato in sede di verifica degli atti adottati dagli organismi comunitari, il principio è stato successivamente utilizzato dalla Corte di Giustizia anche per l'esame della legittimità della normativa di recepimento degli atti comunitari emanata dagli Stati membri (cfr. Corte giust. 18 maggio 1993, C-126/91). .... Si è al riguardo rilevato la sussistenza dell'obbligo per i pubblici poteri (legislatore ed amministrazione) di adottere la soluzione idonea e adeguata comportante il minor sacrificio possibile per gli interessi in gioco, rispetto a quello strettamente necessario per il raggiungimento della cura del pubblico interesse ...".
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