{mosimage} Deliberate alcune modifiche al codice deontologico degli avvocati a seguito dei rilievi formulati dall'Autorità per la Concorrenza e il Mercato. Il 12 giugno 2008 il Consiglio nazionale forense ha deliberato alcune modifiche al codice deontologico a seguito dei rilievi formulati dall'Autorità per la Concorrenza e il Mercato nel corso della audizione del 18 aprile 2008, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli Ordini professionali avviata nel gennaio 2007. Il Cnf ha deliberato di richiamare il principio della libera determinazione del compenso dell'avvocato, stabilito dal codice civile, nella norma deontologica sugli accordi sulla definizione del compenso tra avvocato e assistito; ha sostituito l'obbligo di richiedere il parere preventivo all'ordine per tenere rubriche su organi di stampa con una semplice previa comunicazione; ha precisato che la comunicazione all'Ordine circa l'utilizzo di un sito web debba essere tempestiva; ha specificato che la norma che prevede il dovere dell'avvocato di comunicare al consiglio dell'Ordine la costituzione di associazioni o società professionali sia giustificata ai fini della tenuta degli albi. Il Cnf ha poi investito la commissione deontologica del compito di verificare l'opportunità di una semplificazione dell'articolo del codice che disciplina le modalità di informazione sull'attività professionale. Il Consiglio non ha accolto le altre indicazioni dell'Antitrust volte a eliminare il divieto di pubblicità comparativa ed elogiativa; il riferimento ai limiti della dignità e del decoro della professione nell'attività di informazione al pubblico; alcuni divieti contenuti nell'articolo 19 del codice come quello di accaparramento di clientela o il divieto di offerta di prestazioni al domicilio o in luoghi aperti al pubblico. Su tale ultima questione segnalo Cassazione 18/7/2008, n. 19927, che con riguardo particolare alla deontologia del notaio ha stabilito che la segnalazione ad altri liberi professionisti dell'avvenuta apertura dello studio notarile non costituisca illecito disciplinare.
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