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Secondo rapporto sulla coesione sociale (da INPS, ISTAT e Ministero del lavoro)

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(da www.dirittodelleprofessioni.it )

Il 13 febbraio 2012 L'Inps, l'Istat e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno presentato il secondo Rapporto sulla Coesione sociale. Puoi consultare all'indirizzo http://www.istat.it/it/archivio/53075 una "nota per la stampa", riassuntiva e interessantissima.
Il rapporto è articolato in due volumi, il primo è una guida ai principali indicatori utili a rappresentare la situazione nel nostro Paese e la sua collocazione in ambito europeo. L'obiettivo è quello di fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.
Il secondo si compone di una serie di tavole statistiche che offrono dati, generalmente aggiornati al 2010, articolati a diversi livelli territoriali per consentire comparazioni regionali e internazionali. A questo fine sono state utilizzate indagini statistiche ed archivi amministrativi nazionali (di fonte Inps, Ministero del lavoro e Istat) e fonti internazionali (Eurostat e Ocse).
Le informazioni sono organizzate in tre sezioni: 1) Contesti, che riporta tre quadri informativi di scenario sui contesti socio-demografico, economico e del mercato del lavoro. 2) Famiglia e coesione sociale, in cui si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti - capitale umano, conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, povertà. 3) Spesa ed interventi per la coesione sociale, con dati sulla spesa sociale delle amministrazioni pubbliche, sulla protezione sociale, sulle politiche attive e passive del mercato del lavoro, sui servizi sociali degli Enti locali.
A breve i dati sulla coesione sociale confluiranno in un data warehouse dedicato, consultabile online dai siti dei tre Enti che hanno contribuito alla sua realizzazione.

CONCLUSIONE UNIVOCA: L'ITALIA E' UN PAESE DI VECCHI E PER VECCHI.

I GIOVANI PIANGONO E (SE NON SI RIBELLANO ALLE ATTUALI REGOLE) PIANGERANNO ANCOR DI PIU' NEL FUTURO.

 

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