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13 ottobre 2011: L'Antitrust afferma che liberalizzare le professioni vale l'1,5% del PIL

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 ( da www.dirittodelleprofessioni.it

 "Liberalizzare le professioni potrebbe portare a un aumento dell'1,5% del PIL , ovvero 18 miliardi di euro in pochi anni". L'ha detto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, alla platea dei notai radunati a Torino per il 46° Congresso nazionale del notariato, il 13 ottobre 2011.  Ha poi aggiunto Catricalà, enumerando priorità dell'azione (legislativa) di liberalizzazione e criticando il falso mito dell'esame di stato: "Integrare gli Ordini con rappresentanti dei consumatori, anticipare il più possibile il tirocinio all'università. In ogni caso, le liberalizzazioni devono cominciare dai trasporti, dalle ferrovie, dalle autostrade e dai servizi pubblici locali. Non certo dai notai che producono lo 0,3% del PIL. Ma bisogna riformare le professioni e non restare legati a esami di abilitazione che non sono sempre garanzia di qualità". 

Finalmente, dunque, nel ragionare di liberalizzazione delle professioni, in un periodo di grave crisi economica dell'Italia che non cresce, si comincia dai numeri, dalla consapevolezza di quanto sia utile per tutta l'economia italiana la regolazione proconcorrenziale delle professioni e, correlativamente, di quanto sia dannosa una loro regolazione anticoncorrenziale (quale quella che ci portiamo appresso da decenni, senza aver intaccato a fondo il sistema corporativo d'epoca fascista) attualmente in essere. Finalmente si denuncia a chiare note quanto costa a tutti noi la regolamentazione attuale delle professioni. Si capirà presto anche dal riottoso Parlamento italiano che l'attuale assetto corporativo delle professioni è più vicino all'economia medievale che alle esigenze della contemporanea economia globalizzata. ANCHE I NOSTRI PARLAMENTARI CAPIRANNO CHE ORMAI LA CONCORRENZA E' CONCORRENZA TRA ORDINAMENTI E GLI ORDINAMENTI CHE NON S'ADEGUANO ALLE ESIGENZE DEL MERCATO PORTANO ALLA POVERTA' LE NAZIONI !!! LO CAPIRANNO, MA QUANDO?

 

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