Avvocati Part Time

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Servizi legali: quali limiti alla specialità dell'avvocatura pone il diritto U.E. della concorrenza?

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

-da www.dirittodelleprofessioni.it -

I temi legati alla riforma degli ordinamenti professionali sono stati al centro della Conferenza “Ordini professionali, riforma e liberalizzazione delle professioni nel mercato unico UE” - promossa dall’europarlamentare Salvatore Iacolino (Pdl/Ppe), svoltasi il 7 marzo 2012 a Bruxelles, alla presenza del Capo delegazione del Pdl, Mario Mauro, del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Piero Guido Alpa, del Presidente dell'Associazione italiana Dottori Commercialisti, Marco Rigamonti e della relatrice al Senato per le liberalizzazioni, Simona Vicari.

Mi pare giustissimo il rilievo di Salvatore Iacolino che ha sottolineato come “la revisione della Direttiva qualifiche professionali 2005/36, all'esame del Parlamento Europeo, imponga il necessario coordinamento fra UE, Parlamentari europei e Governo italiano affinché le attività che l’Esecutivo a livello regolamentare porrà in essere entro agosto 2012 - e gli altri interventi legislativi nel frattempo avviati – possano essere contestualizzate agli sviluppi del mercato del lavoro per dare concretamente una dimensione europea alle professioni in Italia”.

Riporto, al riguardo, il comunicato stampa del Consiglio Nazionale Forense del 7 marzo 2012 ed il comunicato stampa del Parlamento europeo:

QUESTO IL COMUNICATO STAMPA DEL CNF:

"Professioni e riforme: il legislatore italiano non rispetta l’Europa. Falsa l’argomentazione che è la Ue a chiedere la liberalizzazione selvaggia
07/03/2012 - Alpa: ”Parlamento europeo e Corte di Giustizia hanno sempre riconosciuto la specificità della professione forense a tutela dell’interesse pubblico”. Il presidente del Cnf è intervenuto oggi a Bruxelles al convegno “Professional Orders, Reform and Liberalisation of Professions in the EU Single Market”.

Roma. “I principi comunitari in materia di professione forense sono stati sistematicamente disattesi dal legislatore italiano. I Governi ed i Parlamenti che si sono succeduti dal 2006 ad oggi hanno fatto prevalere le regole della concorrenza su ogni altro valore, accreditando una concezione economicistica del diritto comunitario, e – peggio - facendo credere che gli interventi normativi via via effettuati fossero richiesti o imposti dal diritto comunitario”.
Così il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, è intervenuto oggi a Bruxelles nel corso del convegno “Professional Orders, Reform and Liberalisation of Professions in the EU Single Market”, al quale hanno partecipato tra gli altri il vicepresidente della commissione Libe (giustizia) del Parlamento Ue, Salvatore Iacolino, e il direttore generale aggiunto della Direzione Mercato interno della Commissione europea Pierre Delsaux, Alpa ha passato in rassegna tutte le Risoluzioni di Strasburgo e le sentenze della Corte Ue che hanno ribadito la necessità che l’avvocatura si riconosca in uno statuto di valori essenziali a tutela dell’interesse pubblico dei cittadini, per attuare la garanzia del diritto di difesa e l’accesso alla giustizia.
Il Parlamento si è espresso tre volte, nel 2001, nel 2004 e nel 2006, per chiarire che la professione legale deve operare in regime di indipendenza, di assenza di conflitto di interessi e di tutela del segreto professionale, quali valori fondamentali di pubblico interesse che vanno al di là della disciplina della concorrenzialità. Il Parlamento europeo, ha ricordato il presidente del Cnf, ha anche riconosciuto la funzione cruciale delle professioni legali in una società democratica al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali, lo stato di diritto, e la sicurezza nell’applicazione della legge, sottolineando l’esigenza di proteggere la qualificazione delle professioni legali, nonché l’indipendenza, la competenza, l’integrità e la responsabilità dei professionisti.
La Corte di Giustizia, poi, con tre sentenze (“Wouters”, “Arduino” e “Cipolla”), riferite peraltro anche alle tariffe predisposte dal Consiglio Nazionale Forense e sottoposte al Ministro della Giustizia, ha convalidato sia i principi di specialità delle professioni intellettuali rispetto alle imprese di servizi, sia i principi di specialità delle professioni legali rispetto alle altre professioni intellettuali. “Questi principi sono stati sistematicamente disattesi dal legislatore italiano”, ha detto Alpa, nel 2006 con le lenzuolate di Bersani, ma anche oggi riferendosi ai provvedimenti di stabilizzazione finanziaria che si sono succeduti da luglio in poi. Sono stati fissati criteri con riguardo alla pubblicità, all’ingresso al tirocinio e alla aggregazione societaria anche con soci di mero capitale, pur di minoranza, mettendo in grave pericolo il futuro della professione forense. Tutto ciò, invocando gli obblighi di adesione all’Unione Europea e senza considerare i principi dell’avvocatura e tutti i pericoli già segnalati dal Parlamento europeo. “
Dal punto di vista della concorrenza il mercato italiano dei servizi legali è saturo e quindi non richiede ulteriori interventi”, ha evidenziato il presidente del Cnf, chiedendosi in conclusione: “Ma quale sarà la fine di questo percorso che deprime il ruolo dell’avvocatura e quindi il suo ruolo di pilastro dello stato di diritto? E’ questo il modello politico economico e sociale che incarna l’Europa? E’ questo il costo della crisi economica, cioè un deficit di democrazia?”

QUESTO, INVECE, IL COMUNICATO STAMPA DEL PARLAMENTO EUROPEO:

"COMUNICATO STAMPA Bruxelles 07 marzo 2012
Conferenza “Ordini professionali, riforma e liberalizzazione delle professioni nel mercato unico UE”
I temi legati alla riforma degli ordinamenti professionali sono stati al centro della Conferenza “Ordini professionali, riforma e liberalizzazione delle professioni nel mercato unico UE” - promossa dall’europarlamentare Salvatore Iacolino (Pdl/Ppe), svoltasi lo scorso 7 marzo a Bruxelles, alla presenza del Capo delegazione del Pdl, Mario Mauro, del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Piero Guido Alpa, del Presidente dell'Associazione italiana Dottori Commercialisti, Marco Rigamonti e della relatrice al Senato per le liberalizzazioni, Simona Vicari.
Alla conferenza hanno partecipato numerosi parlamentari di diversi Stati membri, funzionari del Parlamento europeo e rappresentanti di alcuni Ordini Professionali.
I lavori sono stati aperti dall’on. Salvatore Iacolino che ha sottolineato come “la revisione della Direttiva qualifiche professionali 2005/36, all'esame del Parlamento Europeo, imponga il necessario coordinamento fra UE, Parlamentari europei e Governo italiano affinché le attività che l’Esecutivo a livello regolamentare porrà in essere entro agosto 2012 - e gli altri interventi legislativi nel frattempo avviati – possano essere contestualizzate agli sviluppi del mercato del lavoro per dare concretamente una dimensione europea alle professioni in Italia”.
“La riforma degli ordini professionali – ha aggiunto l’on Iacolino - deve valorizzare tutte le realtà produttive, soprattutto quelle in grossa difficoltà garantendo – con i giusti e doverosi approfondimenti - coesione e competitività ed evitare un detrimento rispetto alle possibilità offerte ai giovani talenti dal mercato del lavoro. Occorre tenere conto dei 2,3 milioni di professionisti italiani e dell’esigenza di favorire l’accesso dei giovani alle libere professioni - rimuovendo eventuali ostacoli o limitazione anche ordinistici”.
“La professione forense in quanto deputata alla tutela dei diritti - ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Piero Guido Alpa - richiede un’attenzione particolare. Riteniamo che le misure che sono state introdotte eccedano rispetto ai principi che sono indicati. Noi vorremo portare il nostro contributo anche nella redazione di norme che riflettano esattamente le finalità della nostra professione. Auspichiamo, pertanto, che il Parlamento europeo dia ulteriori indicazioni ai Parlamenti nazionali e ai Governi affinché queste esigenze possano essere soddisfatte”
Per Simona Vicari, relatrice al Senato del pacchetto liberalizzazioni,”l' Italia ha fatto buon lavoro ed il Pdl ha dato un contributo significativo al decreto in un' ottica di modernizzazione, sviluppo e legalita'. La previsione di un sistema premiale per le aziende che denunciano il racket o che si dimostrano attive nel contrasto alla criminalita' organizzata, in sede di concessione di finanziamenti pubblici e di accesso al credito rappresenta una svolta storica, in linea con quanto svolto dal Parlamento Europeo in materia di appalti pubblici e crimine organizzato”.

 

Pubblicità


Annunci

Vale sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre vale la pena di dare una risposta (O. Wilde)