Avvocati Part Time

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Limitazioni concrete di spazi operativi per l'avvocato e sogni corporativi irrealizzabili

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Dal n. 1/2010 di "Rassegna degli avvocati italiani", un breve catalogo di fatti che dovrebbero esser considerati più che le promesse di far approvare dal Parlamento, quale panacea di tutti i mali dell'avvocatura, una riforma anticoncorrenziale e corporativa che più anticoncorrenziale e corporativa non si può.
Leggo nell'editoriale dell'organo ufficiale dell'Associazione Nazionale Forense: "A fronte del dilagare incontrollato e incontrollabile degli iscritti all'albo, che la riforma, con la sua pluriennale vigenza di una disciplina transitoria non arresterà, assistiamo ad una continua erosione del nostro mercato professionale. Il solito vittimismo degli avvocati? Facciamo un breve catalogo.
La modifica dell'originario testo della legge sulla class action consente, una volta promossa l'azione di classe da uno o più consumatori o utenti, che gli altri consumatori interessati, titolari di una identica pretesa, possano aderire all'azione già promossa senza l'assistenza di un difensore.
Il disegno di legge 1880, già approvato al senato nel gennaio di quest'anno, modifica la legge Pinto prevedendo, fra l'altro, che la domanda di equa riparazione si proponga al Presidente della Corte di appello competente, senza ministero di difensore. ...
La legge sul "collegato lavoro", rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica, con il correlato meccanismo della certificazione dei contratti di lavoro e della possibilità di inserirvi la clausola compromissoria, introduce la possibilità di ricorrere all'arbitrato, persino irrituale, di fatto vanificando le garanzie giurisdizionali di tutti i diritti dei lavoratori e sottrendo alla avvocatura la possibilità di chiedere tutela nelle sedi giudiziarie.
Di assistenza tecnica necessaria avanti i collegi arbitrali, infatti, neanche a parlarne, così come, del resto, non è stata accolta l'istanza dell'avvocatura di modifica in tal senso del decreto legislativo n. 28 del 2010, che ha introdotto l'obbligatorietà del tentativo di conciliazione per un'ampia serie di materie nel settore civile. Anzi agli avvocati che continuano ad insistere per la modifica del decreto il Ministro ha, senza mezzi termini, mandato a dire che se vogliono la riforma dell'ordinamento professionale, stiano almeno buoni sulla mediazione !!"

 

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Le generalizzazioni intellettuali sono sempre interessanti, ma le generalizzazioni in fatto di morale sono prive di ogni significato (O. Wilde)