Secondo dati della Cassa Forense saranno 56 mila gli avvocati in vario modo coinvolti dalla automatica iscrizione alla Cassa forense stessa a in forza, semplicemente, della loro iscrizione in un albo d'avvocati (secondo il disposto dell'art. 21 della legge di riforma forense.
Qui il video, sul tema, della Associazione Nazionale Forense.
Riporto, dal sito della A.N.F., l'articolo dal titolo "Cassa Forense: 56.095 in lista d’attesa".
"Sembrano non ancora perfettamente messi a fuoco dalla Cassa di Previdenza Forense gli effetti, in tema di sostenibilità, della preannunciata iscrizione obbligatoria degli oltre 56.000 avvocati oggi non iscritti pur risultando svolgere attività forense.
L’iscrizione è conseguenza dell’applicazione della legge di riforma dell'ordinamento forense, che all’art. 21, n. 8, statuisce appunto che l’iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza forense.
Quanti saranno quelli che effettivamente si iscriveranno è un dato ancora da verificare, ed anche se una discreta percentuale (20%?) rinuncerà all'iscrizione e dunque alla professione, almeno ufficialmente, l’impatto prevedibilmente non sarà affatto soft per i conti dell’Ente, peraltro alle prese con non pochi problemi in questo periodo (la vicenda della convenzione con Ass. Generali non ha affatto giovato) e chiamato in settembre al rinnovo in un momento del tutto particolare.
I dati relativi ai 56.000 futuri iscritti indicano (fonte Il sole 24 Ore) in 32.911 il numero delle colleghe e in 23.184 quello dei colleghi comunque interessati all’iscrizione obbligatoria. La fascia di età più ampia è quella compresa tra i 30 ed i 44 anni (sono circa 40.500, il 72% del totale), al di sotto (25-29 anni) sono poco più di 2000 ( il 4%), al di sopra (45-70 anni) sono circa 11.000 (il 23,5%), oltre (70-74 anni) circa 1700 (2,4%).
Interessanti, in senso problematico, sono anche i redditi medi annuali prodotti dai 56.000 futuri potenziali iscritti. Il reddito medio dichiarato ai fini IRPEF 2011 è pari ad € 3.649,11, quello a fini IVA di € 4.872,76. In questo contesto i colleghi sono attestati ad € 5.256,89 l’anno a fini IRPEF ed € 7.365,46 a fini IVA, mentre le colleghe sono attestate ad € 2.657,61 ed € 3.335,89. Trova dunque ancora conferma il fatto che per le donne avvocato la vita in ogni caso ed in ogni posto è sempre più difficile.
Passando invece ai redditi medi prodotti per fasce di età, tra 25-29 anni i valori medi dichiarati a fini IRPEF ed IVA sono rispettivamente € 3.496,52 ed € 4.321, 35; tra 30-34 sono di € 3.716,19 ed € 4.742,81; tra 35-39 sono di € 3.845,39 e di € 4.852,50; la fascia più alta è quella compresa tra 70-74 anni, con € 8.721,35 ed € 14.021,19.
Il rapporto tra uomini è donne è economicamente sempre in vantaggio dei primi, che registrano valori praticamente quasi sempre raddoppiati.
La vicenda Cassa Forense è stata al centro dei lavori della Consulta Nazionale dei dirigenti delle sedi territoriali dell’Associazione Nazionale Forense, tenutasi sabato 22 giugno a Roma, col Segretario Generale Ester Perifano ed il Direttivo Nazionale. E’ stato un workshop vivace, nel corso del quale l’attività dell’Ente è stata oggetto di attenta analisi anche in vista del rinnovo dell’assemblea dei delegati di Cassa Forense, fissata per la prima metà di settembre. Il cambiamento scaturito nella precedente tornata elettorale, con un buon abbassamento dell’età media dei delegati, non ha portato i miglioramenti sperati, segno evidente che all'avvicendamento generazionale occorrerà in avanti unire competenze specifiche."
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