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Guido Rossi sul conflitto di interessi: stop alla presunta vigilanza "autoreferenziale".

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Guido Rossi scrive su ilsole24ore del 17 marzo 2013, in un articolo intitolato "La caverna di Platone e il conflitto di interessi":

"Il conflitto di interessi rimane una delle più gravi malattie dell'ultima fase del capitalismo e la sua presenza nelle istituzioni e negli organismi di vigilanza sfugge ad ogni tipo di normativa, anche specifica, comunque assolutamente inadeguata e che rischia di continuare ad esserlo se non si pone mano alle riforme strutturali dello stesso sistema democratico.

L'essere intellettualmente vittime dell'apparenza, invece che della realtà, nonchè il far prevalere i pregiudizi sul giudizio rende, soprattutto nel nostro Paese, ogni sistema legittimato, interno od esterno, pronto a giudicare, molto spesso con criteri esclusivamente autoreferenziali e distruttivi, perchè solo di presunta vigilanza e non di effettivo controllo. Sarà forse tempo che anche sul conflitto di interessi si cominci a meditare che nel bene e nel male, sempre come diceva Keynes, son peggio le idee recepite che non gli interessi precostituiti; questi di più facile ma di meno dannoso smascheramento. Le varie tipologie della rete, attraverso le condivisioni in comune, i creatori di opinioni, le influenti lobby di maggioranza o minoranza, l'appartenenza a conventicole di ogni genere, le indiscriminate campagne politiche ed economiche, che pretendono di avere qualità salvifiche, sono il fertile terreno in cui i conflitti di interesse diventano imperativi e dominanti, anche se sovente vissuti inconsciamente".

A modello d'azione utile contro i conflitti di interessi Guido Rossi indica l'indagine concreta sul caso singolo e non l'applicazione di presunzioni odiose di conflitto di interessi. Porta ad esempio il recente esame, innanzi al Senato degli Stati Uniti, di Mary Jo White, designata dal Presidente Obama ma bisognosa della conferma senatoriale per assurgere alla carica di Presidente della SEC. Guido Rossi sottolinea come il conflitto di interessi sia stato al centro dell'esame di Mary Jo White e in particolare come le domande più incalzanti che le sono state poste sono state quelle che riguardavano la sua possibilità di essere soggetto di un potenziale conflitto di interessi, per l'attività antecedentemente resa nella sua qualità di avvocato delle grandi società e delle banche quotate a Wall Street.

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