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C.N.F. impugna i decreti 137 e 140 del 2012 di liberalizzazione delle professioni e delle tariffe

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Dal sito del Consiglio Nazionale Forense:

"Riforma professioni, il Cnf ricorre al Tar: decreti illegittimi
14/09/2012 -     Conferito il mandato a un collegio di difesa per ottenere l’annullamento dei decreti professioni e parametri. La revisione del percorso di accesso alla professione, annunciato ieri dal ministro guardasigilli, potrà farsi in Parlamento. Sui parametri, al ministero una nota con la richieste di precise e motivate modifiche.


Il Cnf ha affidato a autorevoli avvocati- professori universitari il mandato a ricorrere contro la riforma delle professioni del governo Monti, per far valere davanti al Tar del Lazio i vizi di illegittimità sia del regolamento professioni (Dpr 137/2012) che del decreto ministeriale parametri (Dm 140/2012).
Il collegio che si occuperà del ricorso sul Dpr Professioni è formato da Vincenzo Cerulli-Irelli, Giuseppe Colavitti, Guido Greco, Giuseppe Morbidelli, Federico Tedeschini.
Si occuperanno del ricorso contro il Dm Parametri Angelo Clarizia e Federico Tedeschini.
A Massimo Luciani, Gian Paolo Parodi, Paolo Ridola è stata chiesta la disponibilità a confezionare dei pareri su entrambi i temi.
A Mario Bertolissi e Giuseppe Abbamonte è stato poi affidato l’incarico di valutare i profili di illegittimità dei decreti legislativi di revisione della geografia giudiziaria (nn.155/2012 e 156/2012), appena pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 12 settembre.
La decisione si è resa necessaria davanti agli evidenti vizi di eccesso di potere dei due atti governativi e ai gravi profili di incostituzionalità della legge di autorizzazione. Nei procedimenti di impugnazione saranno coinvolti anche gli Ordini forensi.

In relazione ai parametri, il cui decreto ministeriale è viziato anche per sviamento laddove prevede un abbattimento dei compensi degli avvocati che esorbita dalle finalità fissate dalla fonte primaria, il Cnf sta inoltrando al ministero della giustizia, anche in vista della riunione del 19 settembre con tutti i Consigli nazionali delle professioni sulla questione specifica, un documento dettagliato con precise e documentate richieste di modifica del decreto ministeriale, a partire dal ripristino di proporzionalità dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato.

Quanto al confronto con il Governo, il Cnf ribadisce che nessun tavolo debba rallentare il percorso parlamentare della riforma forense.
La vera apertura da parte dell’esecutivo che l’Avvocatura ormai si aspetta è quella del rispetto sostanziale del testo di riforma forense approdato in aula; l’accoglimento della richiesta di modifica del dm parametri e la rivisitazione in sede parlamentare, previa analisi concreta, dei criteri in materia di riordino della geografia giudiziaria, con la successiva adozione dei necessari correttivi.
Il Cnf non vede alcun motivo per il quale la disciplina della professione forense, in ogni suo aspetto, non debba essere trattata dal Parlamento, con il contributo del governo e nel corretto confronto con l’avvocatura, confronto al quale il CNF ha sempre dato il proprio leale apporto, coerente con l’esigenza di garantire la formazione di una avvocatura qualificata e indipendente, per un corretto esercizio del diritto di difesa, come richiesto dalla Costituzione
."

MI DOMANDO: COME SI PUO' RICONOSCERE LEGITTIMATO A TALE IMPUGNAZIONE UN SOGGETTO CHE CONTINUI A ESSERE ANCHE GIUDICE SPECIALE DELLA DISCIPLINA E DELLA TENUTA DEGLI ALBI DEGLI AVVOCATI (materie regolate dal DPR 137/2012)? E' COME SE UN GIUDICE ORDINARIO O AMMINISTRATIVO FOSSE LEGITTIMATO AD IMPUGNARE AL TAR LAZIO UN DPR QUALUNQUE. SE VERAMENTE IL C.N.F. ATTUERA' LA DELIBERAZIONE DI IMPUGNARE I DECRETI 137/2012 E 140/2012 ANDRA' INCONTRO ALLA DEFINITIVA SCONFESSIONE DELLA SUA QUALIFICA DI GIUDICE SPECIALE (QUALIFICA FIN TROPPO A LUNGO MANTENUTA, IN UN ORDINAMENTO COSTITUZIONALE CHE ASSERISCE D'AVER ABROGATO IL REGIME CORPORATIVO FASCISTA).

E' il momento di dichiarare incostituzionale la triplice natura del Consiglio Nazionale Forense (giudice speciale, amministratore e legislatore di settore). E se il C.N.F. proporrà gli annunciati ricorsi il detto redde rationem sarà inevitabile !

 

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Colui che si tiene più lungi dal proprio secolo, è altresì colui che meglio lo rispecchia  (O. Wilde)