
(voglio cadere a modo mio, acrilico su tela, Maurizio Perelli, 2010)
Ciò che è consueto intesse intorno a noi una ragnatela sempre più solida, e presto ci accorgiamo che i fili sono diventati funi e che noi stessi siamo seduti al centro, come un ragno che è rimasto impigliato e deve nutrirsi del suo stesso sangue. Per questo lo spirito libero odia tutte le abitudini e le regole, tutto ciò che è duraturo e definitivo, e per questo lacera continuamente, seppure con dolore, la tela in cui è invischiato, sebbene ciò gli procurerà piccole e grosse ferite dolorose - quei fili infatti deve strapparli dal proprio corpo, dalla propria anima. (Friedrich Nietzsche)
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