Mi è capitato di leggere su internet ( http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/25498.html ) un interessantissimo articolo dal titolo "il coraggio del dovere", di Sergio Sabetta. Mi ha fatto subito pensare alla mia scelta di ricorrere, avverso la cancellazione dall'albo forense ex l. 339/03, alle sezioni unite della Cassazione, e prima al C.N.F., (e ancor prima al T.A.R. Lazio avverso un "invito a determinarmi" che quella cancellazione preannunciava). E alle fatiche del sito e alle disillusioni patite. M'è sembrato utile provocazione proporlo alla meditazione dei colleghi "mezzotempisti", o aspiranti tali.
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