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Cons. Stato, 4366/12: prescrizione risarcimento per non recepimento normativa comunitaria

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Il Consiglio di Stato, con sentenza 31/7/2012, n. 4366, ha chiarito l'operatività della prescrizione del diritto al risarcimento danni derivante da omessa o tardivatrasposizione della normativa comunitaria nell'ordinamento interno da parte del legislatore italiano.

Scrive, tra l'altro, il Consiglio di Stato (punto 4): "Sempre con riguardo alla prescrizione, non ignora il Collegio che con la l. 12 novembre 2011, n. 183, art. 4, comma 43, (legge di stabilità 2012) è stato disposto che “La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da mancato recepimento nell’ordinamento dello Stato di direttive o di altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all’art. 2947 c.c. e decorre dalla data in cui il fatto, dal quale sarebbero derivati i diritti se la direttiva fosse stata tempestivamente recepita, si è effettivamente verificato” e che ai sensi dell’art. 36 della stessa legge la norma è entrata in vigore il 1 gennaio 2012. Sul punto, tuttavia, si osserva che la norma, operando solo per l’avvenire, secondo il criterio generale fissato dall’art. 12 preleggi, è irrilevante nel presente giudizio, potendo la medesima disciplinare soltanto la prescrizione di diritti insorti successivamente alla entrata in vigore e quindi riferirsi a fattispecie di mancato recepimento verificatosi dopo di essa e non a fattispecie di mancato recepimento verificatesi anteriormente (cfr., al riguardo, Cass. 9 febbraio 2012, n. 1917, che osserva come la disposizione non contenga espressioni atte a evidenziare un suo carattere retroattivo, che del resto potrebbe esporla a dubbi di costituzionalità, né a qualificarla come interpretativa)."

 

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