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Professione e liberalizzazioni: partita aperta tra la Commissione Ue e la Corte di giustizia

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(dalla newsletter del CNF 142 del 4 giugno 2013)

"Professione e liberalizzazioni, in Unione europea partita aperta tra la Commissione Ue e la Corte di giustizia delle Comunità europee.

“La giurisprudenza della Corte Ue riconosce la specificità dell’Avvocatura ed ha bocciato più volte la visione mercantilistica della Commissione, proprio in virtù del raggiungimento di imprescindibili finalità interesse pubblico che tramite essa si realizzano”.
Così il consigliere segretario Andrea Mascherin ha invitato a leggere il rapporto tra professione legale e Unione europea, a dispetto di alcune semplificazioni che vorrebbero la stessa Unione paladina indiscriminata di una equiparazione avvocatura-impresa; consigli dell’Ordine-associazione tra imprese.
L’occasione per approfondire un tema che è sempre sulla cresta dell’onda è stato il convegno italo-francese organizzato dall’associazione Avocat Conseil d’Entreprise (ACE), in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, che si è tenuto a Milano il 31 maggio e 1 giugno 2013. Sul tema delle liberalizzazioni e professione è intervenuto anche Thierry Wickers, già presidente del Conseil National des Barreaux.
“Anche la direttiva Servizi, che una lettura “orientata” vorrebbe interpretare in una visione iper-concorrenziale, deve essere letta alla luce di questa giurisprudenza che fa salve le disposizioni settoriali già esistenti e riconosce agli Ordini forensi un potere di auto-regolamentazione giustificato dall’interessi generali sotteso alle discipline nazionali già esistenti”.
Un assist in questo senso viene dal Rapporto sulla « Evaluation of the Legal Framework for the Free Movement of Lawyers » dell’ Instituto Panteia e dell’Università di Maastrickt, commissionato proprio dalla Commissione Ue per valutare l’impatto che le direttive specifiche sull’Avvocatura (nn. 77/249/CE e 98/5/ CE che disciplinano rispettivamente la libera circolazione e la libertà di stabilimento degli avvocati nello spazio europeo) in vista di eventuali modifiche e aggiornamenti ( Newsletter CNF n. 139)
Ebbene, lo studio affermata la necessità di mantenere la legislazione specifica settoriale per l’avvocatura e sottolinea che ben 3500 avvocati sono stabiliti in Stati Membri.
In questa visione europeista “la legge n° 247/12 di riforma dell’ordinamento forense ripristina con uno strumento legislativo primario i principi fondamentali dell’avvocatura intesa come professione costituzionalmente incardinata nel sistema giuridico, privilegiando quindi disposizioni che assicurino allo stesso tempo autonomia e indipendenza, nonché un elevato livello di competenza della professione”, ha concluso Mascherin."

 

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