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Numero chiuso per i futuri avvocati?

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{mosimage} Il 5 settembre 08 s'è tenuta una riunione tra C.N.F., Consigli locali degli Ordini degli avvocati, O.U.A., Unioni distrettuali e associazioni forensi, per formulare entro settembre una proposta unitaria di riforma dell'avvocatura, sulla base della bozza predisposta dal C.N.F. (vedi sotto), da proporre al Ministro della Giustizia per un (ipotizzato dal Ministro) inserimento della riforma della professione forense nella sua più ampia proposta di riforma della Giustizia.  Mi interessa sottolineare, tra i vari temi trattati, quello della introduzione di un numero chiuso per i praticanti, quale rimedio al numero ritenuto (a torto, stante la iscrizione  agli Albi di tantissimi soggetti che in realtà non esercitano la professione) esorbitante di circa 200.000 avvocati iscritti agli Albi in Italia. La limitazione all'accesso all'esame d'abilitazione si vorrebbe, da alcuni, ottenere rendendo "a numero programmato" le scuole forensi e rendendo la frequenza delle stesse propedeutica all'esame d'abilitazione. Pare che, comunque, l'esigenza da tutti sentita sia quella di anticipare a prima della fine del tirocinio una qualche forma di selezione onde strumentalmente ottenere il risultato della diminuzione degli abilitati futuri (essendo problematico cercare di introdurre limiti alla iscrivibilità agli albi dei soggetti abilitati, e ciò per la chiara posizione della Corte costituzionale che in sentenza 189/01 definì "naturalmente concorrenziale" la professione d'avvocato e necessario tutelare l'iscrivibilità agli albi dei soggetti abilitati all'esercizio di una professione, appunto, soggetta alle regole della concorrenza). SI SENTE DIRE CHE IL NUMERO CHIUSO E' UNA DOLOROSA NECESSITA' PERECHE' NON CI SAREBBE MERCATO PER TUTTI. Non e' cosi': il numero chiuso e' un inaccettabile strumento di limitazione quantitativa e non qualitativa all'accesso e troverebbe condanna certa dall'Antitrust e dalla Corte di Giustizia. Io credo che se si sceglierà di introdurre limiti del genere la professione forense  tornerà ad essere "familiare" e, comunque, la faranno da padroni meccanismi di scarsa trasparenza all'accesso che sono noti protagonisti delle tante finte selezioni italiane, con buona pace della Corte costituzionale, dell'Antitrust e dei fiduciosi studenti in giurisprudenza. Ci si concentri pittosto a fare proposte al passo coi tempi sui temi della società tra professionisti  e del riconoscimento dell'avvocato dipendente.
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