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Camera approva riforma forense: resoconto stenografico seduta 712 del 31/10/12

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(da www.servizi-legali.it ) La Camera, nella seduta n. 712 del 31 ottobre 2012, ha approvato la proposta di legge di riforma forense che ora passa all'esame del Senato. Il resoconto stenografico della seduta puoi leggerlo qui , oppure cliccando su "LEGGI TUTTO".

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Seguito della discussione della proposta di legge: S. 601-711-1171-1198 - D'iniziativa dei senatori: Giuliano; Casson ed altri; Bianchi ed altri; Mugnai: Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 3900-A); e delle abbinate proposte di legge: Contento; Pecorella; Cavallaro; Capano ed altri; Barbieri; Mantini ed altri; Frassinetti ed altri; Cassinelli ed altri; Monai; Razzi ed altri; Cavallaro ed altri (A.C. 420-1004-1447-1494-1545-1837-2246-2419-2512-4505-4614) (ore 12,08).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge, già approvata, in un testo unificato, dal Senato, d'iniziativa dei senatori Giuliano; Casson ed altri; Bianchi ed altri; Mugnai: Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense; e delle abbinate proposte di legge d'iniziativa dei deputati Contento; Pecorella; Cavallaro; Capano ed altri; Barbieri; Mantini ed altri; Frassinetti ed altri; Cassinelli ed altri; Monai; Razzi ed altri; Cavallaro ed altri.
Ricordo che risultano accantonati l'emendamento Beltrandi 46.5, la votazione dell'articolo 46, gli emendamenti riferiti agli articoli 47, 48, 49, 50 e 68, nonché la votazione dei relativi articoli. Con lettera del 25 ottobre, la Commissione bilancio ha comunicato alla Presidenza di aver ritenuto all'unanimità che il provvedimento, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Beltrandi 46.3, rechi maggiori oneri per la finanza pubblica. Nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 29 ottobre, si è quindi convenuto di iscrivere il seguito dell'esame del provvedimento all'ordine del giorno della seduta odierna.
Prima di passare all'esame degli emendamenti e degli articoli accantonati, ha chiesto di intervenire il relatore per riferire sull'esito della riunione del Comitato dei nove. Prego, onorevole Cassinelli.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, le comunico che il Comitato dei nove della Commissione giustizia ha ritenuto di chiedere all'Assemblea lo stralcio dell'articolo 46 del testo in esame, recante disposizioni generali relative all'esame di Stato per l'abilitazione e l'esercizio della professione di avvocato, così come modificato a seguito dell'approvazione dell'emendamento Beltrandi 46.3, volto a prevedere che il predetto esame si svolga con cadenza semestrale, anziché annuale, come invece previsto dal testo approvato dalla Commissione.
Il Comitato dei nove ha preso atto che la Commissione bilancio ha ritenuto all'unanimità che il predetto emendamento Pag. 57rechi maggiori oneri per la finanza pubblica. Al fine di superare tali obiezioni e di approvare un provvedimento che non rechi alcun onere alle finanze dello Stato, si propone lo stralcio dell'articolo 46, così come risultante dall'approvazione dell'emendamento Beltrandi 46.3. Vorrei precisare che lo stralcio dell'articolo 46 non determina alcuna preclusione per le disposizioni del provvedimento relative all'esame di Stato, previste dagli articoli da 47 a 50. A tale proposito, faccio presente che la materia stralciata continuerebbe ad essere disciplinata dal regio decreto legislativo 27 novembre 1933, n. 1578, considerato che per essa non opererebbe alcun tipo di abrogazione implicita, al contrario di quanto avverrà per le altre disposizioni aventi ad oggetto le stesse materie disciplinate dal provvedimento in esame.

Pag. 58

La proposta di legge risultante dallo stralcio dell'articolo 46 potrebbe avere il seguente titolo: «Disposizioni in materia di esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato», mentre la proposta di legge generale manterrebbe il suo titolo.
Avverto, altresì, che il Comitato dei nove ha formulato alcune proposte di correzioni di forma, al fine di coordinare il testo rispetto ad alcune modifiche introdotte nel medesimo, nonché al fine di coordinare, all'articolo 41, comma 8, il testo approvato con una condizione della Commissione bilancio, del pari approvata.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come avete tutti sentito, il relatore ha proposto, a nome del Comitato dei nove, lo stralcio dell'articolo 46. A norma dell'articolo 41, comma 1, del Regolamento, darò adesso la parola su tale proposta ad un deputato contro e ad un deputato a favore per non più di cinque minuti ciascuno.
Ha chiesto di parlare contro l'onorevole Beltrandi. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, ricapitoliamo un po' questa vicenda: l'emendamento 46.3 a mia prima firma è stato approvato a larghissima maggioranza da questo Parlamento, malgrado vi fosse il parere contrario della Commissione bilancio e del Governo.
Ora, visto che la Commissione bilancio aveva dato parere contrario, e lo ha confermato, per assenza di copertura, si poteva individuare una copertura per questo provvedimento, facilissima da trovare. Faccio solo un esempio: sarebbe bastata semplicemente un'altra norma di buonsenso, e cioè consentire che la prova scritta valesse per più prove orali, e con il relativo risparmio, molto probabilmente, si sarebbe coperto ampiamente il fatto di svolgere due sessioni di esame l'anno anziché una, ma altre idee potevano essere prese in considerazione.
Ma, naturalmente, come si era già capito, il vero problema è che non si vuole per nulla facilitare l'accesso dei giovani alla professione, ma li si vuole ostacolare in ogni modo possibile. Quindi, evidentemente, questa soluzione non poteva andare Pag. 59bene. Allora oggi si propone, e l'Aula si appresterebbe a votare, uno stralcio. Quindi, una decisione del Parlamento presa a larga maggioranza determina uno stralcio e diventa una sorta di provvedimento autonomo che ripercorre dall'inizio il proprio iter in Commissione giustizia.
Dicendo subito che voterò contro la proposta di stralcio, mi permetto di osservare alcune cose. Innanzitutto, è stato detto che si può fare a meno di questo articolo 46, perché la materia è disciplinata altrove. Faccio notare che con questo stralcio noi cancelliamo un articolo che indica chi ha la potestà di iscriversi all'esame di Stato, viene cancellato un articolo che prevede con quale periodicità viene fatto l'esame di Stato, viene cancellato un articolo che, tra le altre cose, individua le sedi dell'esame di Stato.
Si dice che tale articolo non conta. Allora, se non conta, forse si sarebbe potuto evitare di scriverlo. Quindi, qualora questa proposta, contro la mia opinione, fosse votata dall'Aula, ci troveremmo con un provvedimento, a mio avviso, menomato di una sua parte, non rispettando un libero voto del Parlamento.
Mi sia anche consentito, a questo punto, di rivolgere un appello al Governo e anche alla Commissione giustizia. Affinché questo stralcio non diventi una presa in giro e un modo per collocare la questione su un binario morto, visto che, come ho detto, la copertura non è difficile da trovare su questa materia - se vi è la buona volontà, sono pronto a farvi una quantità di proposte sulla materia, per non pesare ulteriormente sul bilancio dello Stato - mi auguro che questo provvedimento, che inizia il suo percorso in Commissione giustizia, non sia un binario morto, perché, altrimenti, saremmo veramente all'ennesima parodia della volontà espressa dal Parlamento in modo così ampio, convinto e consapevole, pur in presenza di un parere contrario del Governo, del relatore e anche della Commissione bilancio.
Per questo rivolgo un appello affinché vi sia un impegno a portare avanti e a risolvere la questione. È un questione di buon senso. Come ho detto, è assurdo, proprio mentre il Governo dice che i giovani devono poter accelerare il proprio ingresso nella vita lavorativa e nelle professioni, con questa disciplina monca dell'esame di Stato noi semplicemente diciamo Pag. 60che, nella migliore delle ipotesi, passa un anno e mezzo se uno viene promosso subito, se non due, prima di riuscire ad entrare nell'albo degli avvocati (di iscriversi all'albo); altrimenti passano anni e anni e questo non è degno di un Paese civile e moderno e neanche della professione forense, che con questo provvedimento si vuole così tutelare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a favore l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, intervengo soltanto per una breve replica a favore dello stralcio. Il Comitato dei nove è arrivato a questa conclusione all'unanimità sulla base di una valutazione molto banale e semplice: questa riforma è composta da una settantina di articoli e, se noi non provvedessimo allo stralcio sulla base delle indicazioni che la Commissione bilancio ci ha ricordato all'unanimità, rischieremmo di sospendere l'esame di questo provvedimento, che contiene tra l'altro di disposizioni che vanno nel senso indicato da chi mi ha preceduto.
È all'interno di questo provvedimento di riforma che ci sono norme importanti per i giovani. È all'interno di questo provvedimento di riforma che ci sono possibilità di svolgere il tirocinio in maniera alternativa rispetto a ciò che prevede la normativa vigente. È all'interno di questo provvedimento che sono inseriti anche quei corsi professionalizzanti. È all'interno di questo provvedimento che si annoverano numerose disposizioni che vogliono modernizzare proprio il profilo dell'avvocatura italiana.
Allora, sarebbe davvero paradossale che, di fronte ad un errore (perché è sempre la Camera che porrà rimedio a questo errore), dovessimo sospendere l'esame di un provvedimento che, come è stato ricordato dal relatore, aspetta dal 1933 una riforma e che nessuna legislatura è stata in grado di fare. Noi siamo ad un passo dal portare a casa questo risultato nell'interesse dei cittadini, per la loro difesa e per una maggiore professionalità dell'intera avvocatura italiana.
Credo che il bilanciamento di posizioni che, all'unanimità il Comitato dei nove o quasi ha fatto, possa essere tranquillamente ratificato in quest'Aula, consentendo al provvedimento di vedere il voto definitivo nella giornata odierna.

Pag. 61

PRESIDENTE. Colleghi, si è svolto un intervento a favore e uno contro. A questo punto fermerei gli interventi. So che ci sono altre iscrizioni a parlare, l'onorevole Mantini per esempio, ma a termini di Regolamento abbiamo fatto quanto previsto in questi casi.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di stralcio dell'articolo 46.
(È approvata).

Essendo stata testé approvata la proposta di stralcio dell'articolo 46, nulla osta alla prosecuzione dell'esame del provvedimento, atteso che lo stesso, nella formulazione attuale, non reca più nuovi oneri per la finanza pubblica.

(Esame dell'articolo 47 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 47 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

Pag. 62

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 47.900, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Beltrandi 47.2, 47.4, 47.700 e 47.8. La Commissione, infine, è favorevole sull'emendamento 47.800, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 47.900 della Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 47.900 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Marini, D'Anna, Razzi, D'Incecco, Castagnetti, Bonavitacola, Centemero, Scalera, Pecorella...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 479
Votanti 474
Astenuti 5
Maggioranza 238
Hanno votato
467
Hanno votato
no 7).

Passiamo all'emendamento Beltrandi 47.2.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 47.2, formulato dal relatore.

Pag. 63

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, prima il collega, onorevole Contento, parlava di norme nel provvedimento che favoriscono i giovani. Ecco qui ci siamo, cioè questi emendamenti, i miei emendamenti, in effetti favoriscono un tantino i giovani e, quindi, mi aspetto che il parere del relatore cambi.
Infatti, per esempio, questo emendamento attua e propone una sorta di compromesso. Noi stiamo parlando delle materie che si devono portare all'esame orale di Stato. Ora, la normativa attuale prevede due materie tra le fondamentali che vanno portate all'esame di Stato; io qui ne propongo tre, il testo invece del provvedimento propone tutte le fondamentali. Quindi, mi sono fatto carico di una norma un po' di compromesso. Tutte forse è eccessivo e non necessario visto che, tra l'altro, le due, diritto civile e diritto penale, resterebbero e sarebbe a scelta una fra il diritto processuale civile e il diritto processuale penale. Credo che avere tutte e due le materie processuali non sia strettamente necessario e che sia un altro di quei paletti che serve assolutamente e solo per rendere più difficile l'accesso alla professione forense. Quindi, invito a votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 47.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Granata, Cesaro, Galletti, Zinzi, D'Incecco...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 476
Votanti 469
Astenuti 7
Maggioranza 235
Hanno votato
15
Hanno votato
no 454).

Passiamo all'emendamento Beltrandi 47.4. Pag. 64
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 47.4, formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, qui si tratta sempre dell'esame orale.
Io propongo che le prove scritte possano avvalersi dei testi di legge senza commenti, ma con i precedenti giurisprudenziali. Perché questo? Perché nella vita di un avvocato ovviamente i precedenti giurisprudenziali si consultano e quindi non si riesce bene a capire perché - se non per voler assimilare sempre di più questo esame di Stato all'esame per magistrato - dovrebbero essere vietati o i precedenti dovrebbero essere tutti imparati a memoria, cosa che mi sembra peraltro assai improbabile, detto francamente.
Quindi, credo che anche questo sarebbe un segnale di un non arroccamento per non rendere questo esame di Stato, come già è oggi, una sorta di esame selettivo in maniera molto arbitraria e poco meritocratica.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 47.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Zunino, Marini, Di Virgilio, Zinzi, Cesario, Galletti, Lussana, D'Anna, Di Girolamo...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 482
Votanti 478
Astenuti 4
Maggioranza 240
Hanno votato
14
Hanno votato
no 464).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Beltrandi 47.700. Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore e insistono per la votazione. Pag. 65
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 47.700, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Marini, D'Anna, Follegot, Galletti, Granata, Cesario...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 482
Votanti 478
Astenuti 4
Maggioranza 240
Hanno votato
11
Hanno votato
no 467).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Beltrandi 47.8. Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Beltrandi. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, l'emendamento in esame vorrebbe sanare un'incongruenza. Infatti, bocciando i nostri emendamenti ad altri articoli, noi abbiamo detto in sostanza che i praticanti non fanno parte dell'ordine forense. Noi proponevamo di includerli, ma è stato detto: «No, non fanno parte».
Allora, se non fanno parte dell'ordine forense, come è stato votato da quest'Aula, non si capisce perché, nel caso in cui ci fosse una violazione delle norme dell'esame di Stato da parte di qualche candidato, oltre alle sanzioni penali possibili in questo caso, si preveda il deferimento del praticante al consiglio istruttore di disciplina del distretto, quindi ad un organo dell'ordine forense.
Allora, se il praticante non è parte dell'ordine forense, perché così ha deciso l'Aula - io ero di parere avverso -, non dovrebbe essere sottoposto a misure disciplinari dall'ordine stesso.

Pag. 66

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 47.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Patarino, Granata, Galletti, Scilipoti, Bonaiuti, Gelmini, Calderisi, Orlando...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 485
Votanti 479
Astenuti 6
Maggioranza 240
Hanno votato
11
Hanno votato
no 468).

Pag. 67

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 47.800, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Scilipoti, Razzi, Galletti, D'Anna, Fiano, Cesaro...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 489
Votanti 485
Astenuti 4
Maggioranza 243
Hanno votato
474
Hanno votato
no 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 47, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Verducci, Scilipoti, Giammanco...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 483
Votanti 477
Astenuti 6
Maggioranza 239
Hanno votato
469
Hanno votato
no 8).

Pag. 68

(Esame dell'articolo 48 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 48 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Contento 48.700 e 48.701. La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 48.900.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione (Commenti del deputato Baldelli)... Chiedo scusa, gravissimo errore. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Contento 48.700.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 48.700, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Verducci...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 479
Votanti 475
Astenuti 4
Maggioranza 238
Hanno votato
473
Hanno votato
no 2). Pag. 69

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 48.701, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Beltrandi, Verducci, Madia, Iannuzzi, Savino...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 477
Votanti 474
Astenuti 3
Maggioranza 238
Hanno votato
473
Hanno votato
no 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 48.900 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Gava, Reguzzoni, Giammanco, Granata...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 481
Votanti 473
Astenuti 8
Maggioranza 237
Hanno votato
473).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 48, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Vico, Marchioni, Fioroni e Paolini. Pag. 70
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 481
Votanti 472
Astenuti 9
Maggioranza 237
Hanno votato
472).

(Esame dell'articolo 49 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 49 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 49.900.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 49.900 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Granata, Cesaro, Razzi, Lussana, Rampelli, Girlanda e Meloni.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 489
Votanti 480
Astenuti 9
Maggioranza 241
Hanno votato
480). Pag. 71

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 49, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Gatti, Farina Coscioni, Goisis, Galletti, Giorgio Conte e Meroni.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 489
Votanti 479
Astenuti 10
Maggioranza 240
Hanno votato
478
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 50 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 50 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Beltrandi 50.2 e raccomanda l'approvazione del suo emendamento 50.900.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

Pag. 72

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Beltrandi 50.2.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Passiamo, quindi, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 50.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Madia, Piccolo, Verducci, Concia, Iannuzzi, Laganà Fortugno, Lussana e Galletti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 487
Votanti 478
Astenuti 9
Maggioranza 240
Hanno votato
25
Hanno votato
no 453).

Pag. 73

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.900 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Veltroni, Meroni, De Poli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 484
Votanti 475
Astenuti 9
Maggioranza 238
Hanno votato
472
Hanno votato
no 3).

Passiamo alla votazione dell'articolo 50.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, siamo al penultimo voto, relativo a questo articolo che riguarda la disciplina transitoria; l'auspicio finale è che con la disciplina transitoria, con cui bisogna regolare molte materie: società, specializzazioni e così via, si vada in direzione dell'obiettivo che abbiamo perseguito in tutta questa importante riforma, in particolare come gruppo dell'Unione di Centro; occorre rendere coerente la riforma generale delle professioni che è stata un'importante opera di modernizzazione con la specificità che è propria degli avvocati anche per il rango costituzionale di questa funzione. Ci auguriamo davvero, per il successo di questa riforma, che questa coerenza non venga perduta neanche nelle attività transitorie e di attuazione dei principi che abbiamo previsto in questo importante provvedimento di riforma.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Pag. 74
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 50, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Nedo Lorenzo Poli, Codurelli, Calderisi...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 483
Votanti 474
Astenuti 9
Maggioranza 238
Hanno votato
473
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 68 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 68 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 68.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Calderisi, Farina Coscioni, La Malfa, Osvaldo Napoli, Corsini, ...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 480
Votanti 477
Astenuti 3
Maggioranza 239
Hanno votato
477). Pag. 75

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A). Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accoglie come raccomandazioni gli ordini del giorno Garagnani n. 9/3900-A/1, Ciluffo n. 9/3900-A/2 e Marinello n. 9/3900-A/3.
Inoltre, il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Contento n. 9/3900-A/4, perché individua esattamente la sede normativa nella quale, a legislazione invariata, si può porre il problema di una riflessione sulle cadenze dell'esame di Stato. Infine, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cavallaro n. 9/3900-A/5.

PRESIDENTE. Chiedo al presentatore se insista per la votazione dell'ordine del giorno Garagnani n. 9/3900-A/1, accolto dal Governo come raccomandazione.

FABIO GARAGNANI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Garagnani n. 9/3900-A/1, non accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Goisis, Barbato, Zinzi, Marchignoli, Capodicasa.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 471
Votanti 435
Astenuti 36
Maggioranza 218
Hanno votato
66
Hanno votato
no 369). Pag. 76

Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Cilluffo n. 9/3900-A/2, accolto dal Governo come raccomandazione.

FRANCESCA CILLUFFO. No, signor Presidente, non insistiamo per la votazione.

PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Marinello n. 9/3900-A/3, accolto dal Governo come raccomandazione.
Inoltre, prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Contento n. 9/3900-A/4, accettato dal Governo e che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Cavallaro n. 9/3900-A/5, accolto dal Governo come raccomandazione.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gava. Ne ha facoltà.

FABIO GAVA. Signor Presidente, i Liberali per l'Italia ritengono molto importante l'approvazione del provvedimento che disciplina, innovandolo, l'ordinamento della professione forense. Forse su alcune questioni si sarebbe potuto avere un maggiore coraggio innovativo. Penso, ad esempio, alla norma che riguarda la società di capitali e la possibilità di partecipazione del singolo professionista anche a diverse associazioni o società, che la legge ancora vieta, trincerandosi dietro una malintesa - a mio avviso - valutazione di incompatibilità. Ma conosciamo le forti resistenze - e lo dico da avvocato - che l'ambiente forense ha sempre avanzato al riguardo. Anzi, proprio questo ritardo è stato, a mio avviso, in parte responsabile di un forte decadimento professionale, cui ora il provvedimento cerca di porre rimedio. Non condividiamo invece un atteggiamento apparentemente più liberale, ma in realtà ostile verso questa professione, che abbiamo avvertito in Pag. 77alcuni interventi in quest'Aula durante la discussione sulle linee generali e durante l'approvazione degli articoli e degli emendamenti. La professione forense non è una professione analoga ad altre, è uno dei pilastri su cui si regge la macchina della giustizia e ha rilevanza costituzionale. Del resto, basta guardare in un Paese particolarmente liberale come gli Stati Uniti d'America, per vedere come là la selezione, prima a livello di studi universitari e poi a livello di esame di Stato, sia molto dura e garantisca, quindi, all'avvocatura di quel Paese, un grande prestigio sociale. Personalmente mi auguro, dunque, che parallelamente a tale riforma vi sia anche a breve una riorganizzazione dei corsi di laurea a livello universitario. Per le fondamentali caratteristiche di modernizzazione che comunque il provvedimento contiene, confermo conseguentemente il voto favorevole sul provvedimento in esame a nome della componente Liberali per l'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Liberali per l'Italia-PLI).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisicchio. Ne ha facoltà.

Pag. 78

PINO PISICCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, svolgo soltanto alcune brevissime considerazioni per esprimere il consenso dei deputati di Alleanza per l'Italia al provvedimento che introduce elementi di innovazione ad una delle attività professionali più celebrate nelle Aule parlamentari.
Forse bisognerebbe partire proprio da questo dato statistico, che offre, con l'efficacia sintetica propria dei numeri, una chiave di lettura che aiuta a comprendere quanto immanente sia la presenza della professione forense nella legislazione italiana: in questa legislatura il 13,5 per cento dei deputati e il 14,6 per cento dei senatori sono avvocati.
Si dirà che è anche logico che siano così tanti, visto che il Parlamento è il luogo dove viene forgiata la materia prima dell'attività forense: la legge. È giusto. Verrebbe allora anche naturale la domanda: come mai questa professione, così popolare nelle Aule parlamentari, non è riuscita, proprio in questa istituzione, fino ad oggi a trovare efficaci impulsi di ammodernamento?
Forse, però, occorre evitare di insistere troppo su questa domanda e tornare al testo della proposta alla nostra attenzione che si fa carico di una situazione che è sotto gli occhi di tutti: con 230 mila avvocati iscritti all'ordine e 165 mila iscritti alla cassa, l'Italia rappresenta il Paese europeo con il più alto numero di esercenti la professione forense. Anche volendo comparare Paesi come la Francia o la Germania, di tradizioni giuridiche non lontane dalla nostra, ci troviamo a segnare numeri che li surclassano vistosamente: la Francia, con un numero di abitanti pressappoco simile, ha 52 mila iscritti e la Germania, ben più popolosa, ne conta 165 mila.
Per restare nell'area della giurisdizione in cui, a pieno titolo, è compresa la figura dell'avvocato, il rapporto tra professione forense e magistrato è di 1 a 32. Basterebbero questi numeri, dunque, a raccontare quanto urgente e necessaria possa essere la riforma per evitare che alle nuove Pag. 79generazioni di professionisti venga consegnato un titolo, nobile e carico di tradizione, ma del tutto privo di possibilità operative.
Infatti, non serve ricordare che solo alla professione di avvocato, insieme a quella di medico e di giornalista, la Costituzione riserva una considerazione esplicita, se poi l'esercizio di quella professione, dopo anni di studio, dopo la laurea, dopo un difficile esame di Stato resta una chimera.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

PINO PISICCHIO. Allora, questo provvedimento si muove nella direzione giusta, che è la direzione utile alle giovani generazioni affinché nessun giovane avvocato possa sentirsi dire qualcosa che assomiglia a quella massima attribuita allo scrittore americano Stevenson: «non può fare il suo mestiere, dunque questo lascia presagire una brillante carriera politica» (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Alleanza per l'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palomba. Ne ha facoltà.

FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, sottosegretario, colleghi, l'Italia dei Valori voterà a favore di questo provvedimento. Esso è stato redatto e approvato con estrema precisione e anche con senso di responsabilità in rapporto alle modifiche anche rilevanti operate sul testo del Senato. Questo è segno di una assunzione di responsabilità e denota la bontà del lavoro svolto dalla Commissione prima e dall'Aula poi.
Il gruppo dell'Italia dei Valori ha contribuito attivamente alla stesura di questo provvedimento. Voglio segnalare, in modo particolare, l'emendamento 28.4 a prima firma Di Pietro che richiamava l'esigenza che negli organi collegiali fosse garantita la rappresentanza di genere. Questo nostro emendamento ha costituito l'ossatura al 90 per cento dell'emendamento presentato poi dalla Commissione che è stato anch'esso unanimemente approvato dall'Aula.
Noi siamo fermamente convinti che in tutte le sedi sia necessario richiamare l'esigenza che vi sia una rappresentanza di uno dei generi meno rappresentati con una quota obbligatoria necessaria e adesso quindi obbligatoriamente attribuita. Pag. 80
Siamo contenti che questa nostra strada, questa strada che abbiamo tracciato con il nostro emendamento, sia divenuta poi patrimonio complessivo di tutto il Parlamento, di tutta la Camera. Noi abbiamo anche contribuito attivamente ad altri punti qualificanti del provvedimento, per esempio alla questione dell'attività esclusiva degli avvocati. Abbiamo contribuito ad una soluzione che ci pare equa, ci pare ragionevole, ci pare determinata da moderazione, nel senso che da una parte abbiamo assicurato alcune attività che sono veramente esclusive, ma questo lo abbiamo fatto non con criteri lobbistici o con criteri di tutela della casta degli avvocati, ma abbiamo espunto alcune parti che potevano essere pericolose, nel senso che vietavano ad altri soggetti o ad altre categorie di soggetti di esercitare funzioni che non sono strettamente connesse e collegate con l'attività legale. Quindi, crediamo che il compromesso sia un compromesso alto e, in questo senso, esprimiamo soddisfazione per il contributo che l'Italia dei Valori ha dato.
C'è poi il punto delle società tra avvocati. Crediamo che anche in questo caso la soluzione che è stata trovata sia una soluzione equa, una soluzione equilibrata. Noi eravamo contrari alla formazione di società miste tra avvocati e altre persone, società di capitali intendo, mentre siamo stati favorevoli alla individuazione di una forma associativa ulteriore rispetto a quella che già esiste, che è quella dell'associazione professionale tra avvocati.
Un altro punto importante al quale abbiamo contribuito e che segnaliamo appunto come importante in questo provvedimento è quello dell'avvocato specialista, che andava anch'esso disciplinato perché vi erano degli equilibri importanti da garantire e da preservare. Crediamo che la disciplina che è stata approvata rappresenti questo equilibrio tra i diversi valori e le diverse esigenze che all'origine si ponevano. Ugualmente accade per l'obbligo di formazione continua. Anche in questo caso abbiamo operato con oculatezza sui fronti delle possibili esenzioni della formazione continua, che sono a favore di categorie di persone che sono già impegnate, in qualche modo sono già ingaggiate nella loro ulteriore e diversa attività rispetto a quella legale, essenzialmente nel lavoro di impegno pubblico che esse esercitano. Pag. 81
Nulla quaestio sull'obbligo dell'assicurazione per la responsabilità civile, che tutela innanzitutto i cittadini, mentre contestualmente tutela anche gli avvocati. Abbiamo anche contribuito alla soluzione equilibrata della questione della retribuzione della prestazione professionale, partendo da una concezione pattizia, prevedendo altre soluzioni che operano sostitutivamente nel caso in cui l'accordo pattizio non ci sia, ed è importante che, come noi pensavamo, sia stato escluso il patto di quota lite.
Infine, ci sono soltanto altri due punti che vogliamo significare come punti importanti, sono quelli del tirocinio professionale e del regime di incompatibilità che è svolto, che è orientato nel senso di favorire la partecipazione dei giovani, quindi l'accesso anche da parte di nuovi professionisti, alla formazione professionale e alla professione.

Pag. 82

Poi, in generale riteniamo che questo provvedimento garantisca un accesso anche ai giovani. Mentre per coloro che sono già iscritti all'albo richiede che l'esercizio della professione sia esercitato continuativamente con una ricerca abbastanza rigorosa, riteniamo però che, mentre si pretende da coloro che sono già iscritti all'albo un rigore nell'esercizio della professione anche come continuità, contestualmente si sia operato anche per favorire l'accesso da parte dei giovani.
Ricordo essenzialmente due questioni, che riguardano innanzitutto la necessità dell'adeguato compenso in favore del praticante e poi anche la previsione di un accesso accelerato per dimostrate capacità. Per tutte queste ragioni, noi del gruppo dell'Italia dei Valori, che abbiamo contribuito a questo provvedimento, esprimiamo il voto favorevole. Quindi, il nostro gruppo voterà «sì» (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siliquini. Ne ha facoltà.

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente, questa è una giornata importante per tutti coloro che si sono impegnati in un lavoro che ha richiesto effettivamente molto impegno e molta attività sia al Senato della Repubblica, sia in questi mesi avanti, alla Camera dei deputati. Questo lavoro, però, oggi vede il voto finale e soprattutto un testo che, a mio avviso, è stato decisamente migliorato dal lavoro che abbiamo fatto qui e do atto a tutta la Commissione del lavoro fatto da tutti i componenti.
Richiamerò le motivazioni principali in base alle quali noi votiamo convintamente questa riforma, che non era facile da portare a fine e a compimento e speriamo che il Senato la concluda rapidamente. Per quanto riguarda i nostri punti essenziali, poiché la legge è fatta di tanti di articoli, ricorderò quelli che mi hanno visto più convinta, anche perché, avendo sempre partecipato - e ho già fatto in passato proposte di riforma sia con riferimento alla professione forense che a tutte le altre, sin dai lontani anni Duemila - ho una particolare convinzione nel votare certi punti che condivido e che mi hanno visto sempre impegnata nell'attività parlamentare. Pag. 83
Quali sono questi punti? Abbiamo prima di tutto l'articolo 2, che finalmente meglio precisa la funzione dell'avvocato, perché ho sentito molti discorsi. Forse non tutti i colleghi di quest'Aula, ovviamente, possono essere al corrente di certi principi importanti. Allora, è giusto che noi troviamo indicato nell'articolo 2 della disciplina della professione di avvocato, qual è la funzione, ovvero quella di garantire al cittadino l'effettiva dei diritti. Per noi è scontato, perché noi svolgiamo attività professionale forense è il principio, la stella polare e la guida che abbiamo sempre avuto nelle aule dei tribunali. Però è bello e giusto trovare scritto in una legge questo come altri punti che andrò ad evidenziare. Questo è il cuore della funzione dell'avvocatura: l'avvocato, così il medico sotto altri profili, e altre professioni - chi, ad esempio, tutela la sicurezza pubblica, infatti, in questi casi anche altri professionisti hanno questa importanza di difendere dei diritti primari dei cittadini - sicuramente sono coloro i quali in modo emblematico rappresentano questa tutela.
Allora, ricordiamo che il diritto del cittadino, dal più piccolo processo per una multa o per un provvedimento assolutamente minore, ai gravissimi processi penali che hanno portato a casi clamorosi - ricordo purtroppo uno per tutti, quello del caso Tortora, che ancora recentemente è stato riproposto anche ai media e, quindi, è forse il più noto - in una situazione di vita difficile, che porta l'ingiusto processo (quando poi un processo alla fine si rivela ingiusto), viene difeso e tutelato dall'avvocato, da chi cioè si occupa di garantire la libertà di difesa del cittadino.
Noi riteniamo che questa sia una funzione primaria, di rango costituzionale, assolutamente primaria. Per questo ci siamo impegnati a lavorare per una riforma forense di questo genere.
Altro principio importante è quello di mantenere l'avvocato assolutamente indipendente e autonomo. È un principio e un concetto in cui crediamo fortissimamente e, per fortuna, siamo riusciti a mantenerlo saldo nel testo del provvedimento. In che modo? Bocciando emendamenti che, forse non comprendendo la portata della norma, portavano a inquinare l'attività dell'avvocato con un rassemblement di attività autonoma indipendente, Pag. 84denaro, capitale e altre attività, e siamo riusciti a mantenerlo, quindi in maniera totalmente autonoma e indipendente.
Altro punto essenziale, credo storico: fin da quando ero giovane praticante i miei maestri mi spiegavano che sarebbe stato giusto e opportuno che la consulenza legale fosse riservata all'avvocatura, a coloro i quali si cimentano tutti i giorni, studiando e preparandosi per dare delle risposte di natura giuridica. Questo era effettivamente un passaggio delicato, un passaggio difficile, perché ci sono state anche delle incomprensioni. Invece, alla fine sono assolutamente lieta di poter dire che lo abbiamo mantenuto nel provvedimento e gli articoli 3 e 4 prevedono che, finalmente, anche la consulenza legale sia riconosciuta come appannaggio, come competenza, come capacità forense.
Altro punto essenziale è l'ancoraggio alla deontologia, che è quello che salva l'avvocatura, nell'esercizio della professione, dal cadere in tanti problemi e in tanti rischi. Quindi, il vincolo del codice deontologico è un principio sul quale noi siamo assolutamente fermi e anche questo trova spazio nella proposta di legge che stiamo per approvare.
Il problema delle società, delle associazioni, anche qui si è detto: noi siamo stati a favore, e abbiamo ottenuto, nel provvedimento, che chi svolge l'attività dell'avvocatura, autonoma e indipendente, non possa fare società e associazione con un socio di capitale. Siamo consapevoli, perché ho partecipato alla stesura di quegli emendamenti, che per altre associazioni professionali vi può essere la società di capitale fino al vincolo del 33 per cento, come previsto nel provvedimento che abbiamo limato nel corso del passaggio al Senato, a febbraio e marzo di quest'anno. Ma, l'avvocatura ha un altro ruolo, un'altra funzione. Se stabiliamo per legge e riconosciamo che vi è quest'autonomia e indipendenza, questa altra funzione giurisdizionale, allora non possiamo - e questo è il punto che vorrei esprimere chiaramente, perché non tutti ne sono consapevoli - fare in modo che il giudizio dell'avvocato, che poi è espresso in tribunale, in un parere, in un'attività giurisdizionale, sia inquinato da un qualche altro interesse, magari legittimo, ma di un socio che ha una funzione economica, finanziaria. Quando parlo di un ipotetico socio - Pag. 85per cui è giusto che abbiamo estromesso quest'ipotesi di società con il capitale - può essere un denaro legittimissimo, da banche, assicurazioni, grandi gruppi industriali. Però, se l'avvocato deve scegliere, in ogni momento della sua attività e della sua funzione, e deve dare delle risposte, una linea operativa, come può farlo in piena autonomia se ha un socio di qualcuna di queste formule finanziarie che lo possono vincolare? Non è possibile. È impossibile! Quindi, bene ha fatto la Camera dei deputati e bene ha fatto la Commissione a prevedere che la società tra professionisti avvenga tra avvocati.
Non sono affatto contraria alla società tra vari altri professionisti, tant'è che nei miei progetti di riforma vi sono le società multidisciplinari. Abbiamo dibattuto il problema, però comportava, come ci è stato spiegato dal Governo, delle problematiche riguardo ad altri ordinamenti professionali. Non vedo nessun problema tra una società multidisciplinare tra avvocati e commercialisti, ad esempio, ma qui non è stato possibile farlo, per motivi tecnici.

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Una cosa è certa, che la società deve essere fatta tra soci professionisti autonomi e indipendenti, e non quindi con un capitale che - come dico - può venire da fonti più che legittime, ma che incidono sulla decisione dell'avvocatura, ossia purtroppo - i giornali ne sono pieni, ahimè - da fonti inquinate gravi, fonti che possono essere organizzazioni illecite, come 'ndrangheta, mafia e camorra (purtroppo abbiamo anche queste realtà nel nostro Paese).
Allora, proprio per mettere non una scrivania tra l'avvocato ed il cliente, ma un lungo tavolo e far sì che l'avvocato, nella sua autonomia, prenda le sue decisioni sulla base dello studio del diritto, della giurisprudenza e della sua coscienza, noi abbiamo detto «no» al socio di capitale. Non ci sono altre motivazioni, come abbiamo sentito dire in quest'Aula, riferite a fermare il mondo e a non andare avanti. Questa è la motivazione.
Concludo, signor Presidente, ricordando, non solo che è giusto questo principio, ma anche dicendo: non parlate, per piacere, inutilmente delle cosiddette liberalizzazioni. Nulla c'è di più libero in Italia che partecipare ad un concorso pubblico per fare l'avvocato, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, iscrivendosi appunto ad un concorso, nell'ambito del quale si devono superare prima le prove scritte e poi, ahimè, attendere un anno, perché questi sono i tempi per fare un concorso e non si possono farne due in un anno, se non facendo demagogia. È comunque un concorso libero. Il problema dell'Italia, purtroppo - ben lo sa il Ministro, il sottosegretario il Governo e lo sappiamo tutti noi - è che c'è il triplo degli avvocati della Francia e della Germania. Questo è il problema, ma nessuno di noi li vuole limitare, però questi giovani non hanno più lavoro e non sanno più come fare a gestire la loro vita. Abbiamo quindi la necessità di una disciplina che non sia chiudere l'accesso.
La ringrazio, signor Presidente, voteremo convintamene a favore di questa proposta di legge (Applausi dei deputati del gruppo Popolo e Territorio).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Angela Napoli. Ne ha facoltà.

Pag. 87

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, una breve dichiarazione per annunciare che il gruppo di Futuro e Libertà voterà a favore di questo provvedimento che, dopo ben 80 anni, tende a riformare la disciplina della professione di avvocato.
Il testo che oggi approviamo è frutto di un lungo e scrupoloso lavoro svolto da tutti i componenti della Commissione giustizia, primo tra gli altri dal relatore, onorevole Cassinelli, ed apporta diverse modifiche al provvedimento pervenutoci dal Senato, cercando di tenere in considerazione le esigenze della classe forense, nonché quelle della sua parte giovanile.
Il testo, altresì, ha dovuto prendere in considerazione la riforma generale delle professioni e le relative posizioni del Governo nazionale. Come tutte le riforme, quanto oggi questa Camera andrà ad approvare, sicuramente non riuscirà ad essere esaustivo rispetto a tutte le esigenze ed aspettative. Tuttavia, la unanime condivisione sulla necessità di procedere, dopo così lunghi anni, alla riforma forense obbliga tutti noi a definire una regolamentazione, la migliore possibile che, da una parte, sia garante del rapporto tra il difensore ed il cittadino e, dall'altra, aiuti il buon funzionamento della giustizia.
Si è cercato di rispettare la garanzia, l'indipendenza e la libera concorrenza della classe forense. Personalmente, ritengo che, al di là delle valutazioni, la riforma porti sicuramente anche la tutela della parte giovane della classe forense, giacché una regolamentazione sull'accesso, sulla specializzazione, sul tirocinio non potrà che incidere sulla specialità e sulla meritocrazia, senza poi sottacere sulla fissazione di regole deontologiche e le sanzioni disciplinari delle relative violazioni, che rappresentano la migliore garanzia per la specificità della professione forense.
Essendo la mia una dichiarazione di voto finale, non mi addentro poi sull'intero contenuto del provvedimento che, tra l'altro, disciplina le società tra avvocati, l'avvocato specialista, la vincolatività dei minimi tariffari, l'istituzione dello sportello presso gli ordini professionali, la formazione continua, l'esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione ed altro. Pag. 88
È quindi, ad avviso di Futuro e Libertà per il Terzo Polo, una riforma adeguata ai tempi, garante dei cittadini e degli assistiti, ma soprattutto una riforma che suggella la specificità della professione forense. Pertanto ribadisco il voto favorevole di Futuro e Libertà per il Terzo Polo (Applausi dei deputati del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ria. Ne ha facoltà.

LORENZO RIA. Signor Presidente, dopo anni di attesa, oggi finalmente votiamo la riforma dell'ordinamento forense, un percorso lungo e impervio di proposte e di modifiche, riformulazioni e aggiustamenti che ha attraversato cambi di Governo e cambi di legislatura.
Dall'inizio dell'esame parlamentare infatti si sono succedute, oltre alle vicende inerenti il provvedimento in questione, anche normative di riflesso riguardanti le professioni in generale e le liberalizzazioni che tanto hanno influito sull'iter di approvazione del testo di oggi. Votiamo su una proposta di legge che si aspettava da anni, dato che eravamo ancorati ad una disciplina risalente al 1933, anacronistica e non rispondente alle esigenze attuali.
Mi soffermerò brevemente sugli argomenti più innovativi rispetto al passato. L'articolo 5 del testo in questione, ad esempio, contiene i principi di delega che il Governo dovrà seguire nel disciplinare l'esercizio della professione forense in forma societaria; un'esigenza che proviene direttamente dallo sviluppo globale del nostro sistema economico che non può non interessare anche l'esercizio della libera professione. Riteniamo che la strada della legge delega in tale ambito sia stata quanto mai opportuna, specie in considerazione della precedente normativa varata in tema di liberalizzazioni e di libere professioni.
Come gruppo, abbiamo dato un deciso contributo sulle società professionali fra avvocati senza socio terzo di capitale, non sono mancati dubbi sulla possibilità ad oggi prevista di esercitare la professione forense anche attraverso forme di società di capitali e per il vero neppure sulla soluzione finale che esclude la presenza di altri professionisti, cosa che è anche fra le possibili, sulla base del principio generale contenuto Pag. 89nell'articolo 10 della riforma delle professioni. Abbiamo però responsabilmente riconosciuto la specificità della professione di avvocato, che è parte necessaria della funzione giustizia, con un riconoscimento nella Costituzione, pur in coerenza con i principi di modernizzazione della riforma delle professioni.
Ritengo dunque che il Governo, nel rispetto dei criteri direttivi ad oggi imposti dalla legge, possa avere i mezzi per licenziare una disciplina coerente delle società tra avvocati come del resto dovrà fare per le altre professioni regolamentate. Quello della società fra avvocati è uno dei temi più innovativi della riforma, insieme all'esercizio della professione forense in forma associativa. Nell'economia della conoscenza e dei servizi, nell'epoca del capitalismo intellettuale e della sussidiarietà, è essenziale, a mio avviso, che le professioni si trasformino.
La riforma si pone come principali obiettivi lo sviluppo della concorrenza, con abolizione delle tariffe e pubblicità informativa; lo sviluppo delle società professionali con un socio di capitale non superiore ad un terzo; maggiori garanzie per imprese e cittadini, con l'obbligo di assicurazione e della formazione permanente; maggiori responsabilità, separando il sistema di disciplina dai consigli degli ordini; maggiore apertura ai giovani professionisti, con la riduzione del tirocinio da 24 a 18 mesi. Temi complessi che hanno richiesto un'analisi attenta e scrupolosa in tutte le fasi dell'iter legislativo.
Sui giovani professionisti tengo a ricordare l'impegno del nostro gruppo, in particolare del collega Mantini, primo firmatario di un emendamento approvato in Commissione giustizia proprio in relazione alla previsione dell'adeguato compenso per i praticanti negli studi legali, fissato in misura comunque non inferiore al 30 per cento del trattamento contrattuale più favorevole previsto per gli apprendisti negli studi professionali.

Pag. 90

Credo che essersi spesi a favore di una definizione del rapporto tra avvocato e tirocinante, tutelando finalmente con precisione la figura del tirocinante anche sotto l'aspetto del compenso economico, sia segno di grande sensibilità e di estrema coerenza con l'intento di aprire concretamente un varco alle nuove generazioni.
È importante infatti che il lavoro di tanti giovani laureati in giurisprudenza, che svolgono un ruolo essenziale all'interno degli studi legali, sia riconosciuto anche sotto l'aspetto retributivo. Siamo stati tutti tirocinanti prima di diventare avvocati e non abbiamo dimenticato le esigenze e le difficoltà di quei tempi. Oggi si parla tanto di ricambio generazionale.
In politica soprattutto è molto in voga il termine rottamazione. Non mi appiattisco su certi atteggiamenti strumentali e non mi sembra questa la sede per commentarli, ma sul tema mi esprimerei meglio in termini di meritocrazia, una meritocrazia che dovrebbe rappresentare il filtro attraverso cui vagliare le capacità di ciascuno, al di là dell'età anagrafica.
Non parlerei di ricambio generazionale immediato, dunque, ma di scambio tra professionisti esperti e giovani leve, uno scambio che con molta naturalezza dovrebbe portare via via al ricambio della classe dirigente.
La riforma tiene conto anche di questo. Prendiamo ad esempio il tema delle specializzazioni: dall'entrata in vigore della nuova disciplina, sarà possibile per gli avvocati ottenere e indicare il titolo di specialista secondo le modalità stabilite dall'articolo 9. Il titolo di specialista si può conseguire all'esito positivo di percorsi formativi almeno biennali o per comprovata esperienza nel settore di specializzazione. I percorsi formativi sono organizzati presso le facoltà di giurisprudenza, con le quali il Consiglio nazionale forense e i consigli degli ordini territoriali possono stipulare convenzioni per corsi di alta formazione per il conseguimento del titolo di specialista.
L'attribuzione del titolo di specialista sulla base della valutazione della partecipazione ai corsi relativi ai percorsi formativi, nonché dei titoli ai fini della valutazione della comprovata esperienza professionale spetta in via esclusiva al Consiglio nazionale forense. Questo cosa vuol dire? Non solo i giovani avvocati, ma anche quelli di comprovata esperienza Pag. 91dovranno superare il vaglio del Consiglio nazionale forense, tramite i parametri e i criteri fissati in via regolamentare sulla base dei quali valutare l'esercizio assiduo, prevalente e continuativo di attività professionale in uno dei settori di specializzazione.
Mi avvio a concludere, facendo un breve cenno, per restare in tema di novità, alla disciplina della pubblicità informativa sull'attività professionale, prevista dall'articolo 10, che consente all'avvocato la pubblicità informativa sulla propria attività professionale, sull'organizzazione e struttura dello studio e sulle eventuali specializzazioni e i titoli scientifici e professionali posseduti. La pubblicità e tutte le informazioni diffuse pubblicamente con qualunque mezzo, anche informatico, debbono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere comparative con altri professionisti, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive. In ogni caso, le informazioni offerte devono fare riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale e l'inosservanza di tali disposizioni costituisce illecito disciplinare. In tal modo, credo si sia giunti ad una soluzione concreta, che bilancia la tutela delle professioni intellettuali con l'esigenza di rispondere alle nuove richieste del mercato globale. La strada per confezionare questa riforma, tanto attesa e tanto voluta, è stata molto difficile e controversa. Credo si sia giunti infine ad un buon testo, una buona riforma, che noi abbiamo contribuito a delineare in tutto il percorso. Una riforma per la quale dichiaro, quindi, per quanto detto, il nostro voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Molteni. Ne ha facoltà.

NICOLA MOLTENI. Signor Presidente, il gruppo della Lega Nord voterà a favore della riforma dell'ordinamento della professione forense, nella speranza di una rapida approvazione poi al Senato, in modo da fornire, dopo circa ottanta anni, uno strumento nuovo e migliore per una professione, quella dell'avvocato, fondamentale e necessaria per lo sviluppo economico, ma anche sociale e culturale del Paese. L'avvocatura rappresenta una delle professioni cardine del sistema delle professioni ordinistiche, costituzionalmente garantita, che rappresenta il diritto e la garanzia di difesa dei cittadini. Pag. 92
Rappresenta un mondo di 240 mila professionisti e il mondo del sapere e della conoscenza, che vive, però, anch'esso, la crisi economica che sta colpendo il Paese. È una riforma necessaria per avere un'avvocatura più moderna, aperta ai giovani, non di casta e corporativa, basata sulla competenza e sulla qualità delle prestazioni, orientata ad avere una giustizia migliore e più efficiente, che guardi al cittadino e alla difesa dei diritti dell'utente consumatore.
È una riforma complessa, probabilmente non la migliore riforma in assoluto, ma la migliore possibile in questo momento e in questo contesto politico, o comunque la meno deleteria, anche alla luce del dibattito intenso che vive ormai da anni il mondo dell'avvocatura stessa.
È una riforma non perfetta, perfettibile, che rappresenta, però, una base di partenza importante per far ripartire questa professione. Poteva, forse, essere fatto di più e meglio. Probabilmente, arrivare all'approvazione di questa riforma nella parte finale della legislatura non ha agevolato la produzione normativa, ma siamo certi e consapevoli di poter consegnare al Senato una riforma migliore di quella che abbiamo ricevuto e di quella iniziale.
È una riforma che si innesta in un contesto normativo sulle libere professioni complesso e in continua evoluzione; un contesto confuso, disorganico, a volte schizofrenico, rispetto al quale, però, la specificità dell'avvocatura andava difesa e salvaguardata, senza, per questo, esercitare una difesa puramente corporativa e di casta della professione. La professione di avvocato non va liberalizzata, perché è già liberalizzata; va semplicemente regolamentata e disciplinata.
Noi non vogliamo difendere una casta, ma vogliamo sostenere una categoria di lavoratori, di liberi professionisti, che, insieme a tutti gli altri rappresentanti del mondo delle professioni ordinistiche, rappresentano complessivamente qualcosa come 2,3 milioni di iscritti: 240 mila sono, appunto, gli avvocati, tutto il sistema delle professioni ordinistiche in Italia rappresenta il 15 per cento del PIL del Paese e il 50 per cento degli iscritti all'ordine ha meno di 45 anni, e quindi l'evoluzione di questo mondo del lavoro rispetto ai giovani rappresenta un'evoluzione e uno sbocco occupazionale importante. Pag. 93
La mano del legislatore in questi anni, e in modo particolare nell'ultimo anno con il Governo dei tecnici, con il pressing dell'Antitrust, nell'ottica dello sviluppo di politiche di liberalizzazione e di apertura a politiche proconcorrenziali, non è stata una mano ferma. Anzi, con il regolamento delle professioni emanato dal Governo ad agosto ha tracciato un quadro fortemente penalizzante per la categoria, giustamente criticato dagli avvocati, come è emerso anche sabato durante il convegno che la Lega Nord ha tenuto con tutto il mondo delle professioni ordinistiche, al quale erano presenti anche notevoli e importanti esponenti del mondo dell'avvocatura, come il professor Alpa, il professor De Tilla e il presidente dell'ordine degli avvocati di Milano.
Da questo dibattito e da questo convegno è emersa da parte di tutti i rappresentanti della categoria degli avvocati un'aspra critica nei confronti del regolamento di delegificazione n. 137 del 2012, a cui si sono aggiunte critiche, critiche dure, mosse anche al Governo e, in modo particolare, al Ministro Severino.
Questo è il Governo che ha liberalizzato tutto o ha tentato di liberalizzare tutto, ivi compreso il modo delle professioni, ma non ha liberalizzato quello che andava liberalizzato, ovvero il comparto delle banche e delle assicurazioni. Noi ringraziamo il sottosegretario Mazzamuto per essere presente e per aver seguito i lavori in Commissione e al Comitato dei nove, ma l'assenza del Ministro Severino, la quale era qui presente durante l'esame del disegno di legge anticorruzione e avrebbe potuto mantenere e conservare la propria presenza, dando un segnale di attenzione a questa riforma, è un'assenza colpevole ed è l'assenza di un Ministro che dimostra di disinteressarsi di questa riforma e del mondo dell'avvocatura.
È un'assenza doppiamente colpevole, visto che il Ministro è un avvocato, un avvocato importante e stimato, e avrebbe potuto aiutare questa riforma e il lavoro svolto dal Parlamento per migliorare le condizioni degli avvocati. La Lega Nord, come ho detto, voterà a favore della riforma forense, anche perché alcuni dei nostri emendamenti hanno trovato accoglimento da parte del relatore e del Comitato dei nove.
Sono emendamenti migliorativi, importanti, significativi, in particolare quelli a tutela dei giovani. Questa riforma non deve essere contro i giovani, contro la possibilità per i giovani bravi, Pag. 94preparati, competenti, che hanno merito, di poter accedere al mondo della professione. Noi crediamo nei giovani, crediamo nella possibilità che i giovani capaci possano vedere in questa nobile ma decadente professione uno sbocco occupazionale importante, nonostante la crisi economica.

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Pertanto abbiamo chiesto con forza l'eliminazione di un limite che rappresentava una vera e propria ingiustizia, nei confronti dei giovani in modo particolare. Abbiamo chiesto l'eliminazione del limite reddituale come condizione per il mantenimento dell'iscrizione all'interno degli albi. Il limite reddituale avrebbe rappresentato una ingiusta barriera sociale in particolar modo nei confronti dei giovani, ma non solo nei confronti dei giovani; un discrimine non accettabile che abbiamo cancellato anche grazie ad un nostro emendamento, e credo sia giusto ricordare la battaglia fatta in questo senso anche dal collega Cavallaro. Così come abbiamo guardato con favore alla norma relativa all'anticipazione del tirocinio. Sappiamo che il tirocinio rappresenta un momento importante di formazione, di crescita e di avvicinamento al mondo della professione: quindi, l'avvicinamento di questo processo di formazione anche durante gli studi universitari.
Abbiamo presentato emendamenti in tal senso perché crediamo che il tirocinio, che, ripeto, è assolutamente fondamentale per la crescita e per la formazione del giovane, debba avere una portata non solo teorica ma anche e soprattutto pratica. Così come guardiamo con favore e in modo assolutamente positivo alla riduzione dei termini del tirocinio stesso da 24 a 18 mesi; o ancora, altro elemento positivo contenuto in questa riforma, la possibilità di poter svolgere la pubblicità informativa nel rispetto ovviamente dei principi, dei dettati di natura deontologica, utilizzando anche quei mezzi - i social network - che rappresentano uno strumento in più, in modo particolare per i giovani; anche questa riformulazione dell'articolo relativo alla informativa pubblicitaria è stata da noi fortemente voluta e fortemente difesa proprio per dare un segnale importante nei confronti dei giovani.
Ci sono due temi rispetto ai quali il regolamento delle professioni fatto dal Governo danneggia profondamente la professione di avvocato e quindi, a nostro avviso, anche il rapporto tra il professionista e il cittadino cliente.
I due temi sono quello delle tariffe professionali, con la cancellazione dei minimi, e l'aspetto relativo - se ne è discusso molto in Commissione, se ne è discusso durante il Comitato dei Nove, ne abbiamo discusso e dibattuto molto anche nell'Aula Pag. 96- al modello e alle modalità organizzative della professione, in modo particolare con riferimento alle società di capitali con socio di capitale anche di minoranza. Crediamo, con questa riforma e con riferimento a questi due aspetti, di aver declinato al meglio e comunque di aver ovviato a principi che riteniamo assolutamente deleteri per il mondo della avvocatura. I parametri sostitutivi delle tariffe in caso di contenzioso fissati dal regolamento governativo sono sbagliati - l'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto - e sono anche oggetto di impugnativa. La pattuizione del compenso attraverso il preventivo di massima, così com'era previsto nella formulazione iniziale, è inapplicabile e sbagliata. L'abolizione delle tariffe rischia di creare più precariato, soprattutto per i giovani, e meno qualità delle prestazioni professionali, quindi anziché favorire i cittadini si rischia di danneggiarli e di ridurre la professionalità.
Abbiamo apprezzato la parte relativa alla formazione (una formazione continua, una formazione permanente), la parte relativa alle specializzazioni proprio per avere un avvocato migliore, più preparato, che possa fornire servizi più efficienti nei confronti del cittadino. Oggi il mondo dell'avvocatura vive una grave crisi. Oggi il mondo della avvocatura sta facendo manifestazioni. Ci sono scioperi, si stanno contestando duramente alcune scelte, alcune linee di indirizzo da parte del Governo, e mi riferisco, in modo particolare, alla scelta del Governo di riformare la geografia giudiziaria. È di pochi giorni fa la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale relativamente alla media conciliazione per quanto riguarda un eccesso di delega.
Noi vogliamo difendere questo mondo che non è un mondo corporativo ma è un mondo di lavoratori che ha bisogno di essere sostenuto, di essere difeso, di essere modernizzato e di guardare in una prospettiva nuova e al futuro. Per tutte queste ragioni il gruppo della Lega Nord voterà a favore di questa riforma (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cavallaro. Ne ha facoltà.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, com'è stato ricordato, dopo ottant'anni finisce la ricerca di una legge perfetta, ovviamente non con una legge perfetta, ma con una legge, almeno per quanto riguarda l'intenzione e la volontà di Pag. 97questo ramo del Parlamento. Sebbene si possano esercitare numerose critiche al testo, va, tuttavia, chiarito che alcune di esse sono presumibilmente da dedicare soprattutto alla tecnica che è stata utilizzata. Probabilmente, sarebbe stato meglio un più ampio ricorso alla delegificazione, così come, nonostante le nostre richieste, è mancata a monte un'indagine conoscitiva approfondita, tanto che, a tutt'oggi, manca un quadro analitico della composizione, anche di genere e anagrafica, dell'avvocatura e mancano i dati effettivi sul numero e sulla consistenza, per esempio, degli studi europei che operano in Italia come avvocati stabiliti: tutti elementi che avrebbero potuto essere utilizzati meglio nella regolazione della professione forense.
Tuttavia, la legge ordinamentale era necessaria, anche se non ci sfugge, come abbiamo più volte affermato, che, in questo momento di criticità, occorrono pure alcune misure che non sono ordinamentali, ma che sono urgenti e che sono state oggetto di provvedimenti normativi da noi proposti, come la riforma del gratuito patrocinio e della difesa d'ufficio, delle norme cogenti per la trasparenza e la circolazione degli incarichi pubblici, la riforma della magistratura onoraria, di cui si sta occupando un provvedimento presentato dal nostro collega Melis, e un ampliamento delle competenze specifiche e mirate degli avvocati che, invece, in questa sede non è stato possibile ottenere e che si potrebbe tentare di riordinare anche attraverso una modifica dell'istituto, ora cassato dalla Corte costituzionale, della media conciliazione.
Noi, comunque, abbiamo posto l'accento sulla necessità costituzionale di una riforma legislativa della professione forense, in base al principio dell'esistenza di poche professioni ordinistiche legate al principio, a garanzia del cittadino, dell'articolo 33 della Costituzione, e di altre professioni non ordinistiche ordinate secondo i principi di una legge che recentemente noi abbiamo approvato e che colgo l'occasione per fare voti affinché venga rapidamente approvata dall'altro ramo del Parlamento, proprio per cercare di completare il quadro della riforma del sistema professionale.
Noi rivendichiamo con forza di avere compiuto sul testo del Senato, che deriva da una diversa temperie socio-economica ed istituzionale, un'opera di significativa modifica la cui rotta Pag. 98è stata formalmente e sostanzialmente quella di un adeguamento soprattutto ai principi che nel frattempo erano stati introdotti nella legislazione, non solo per la professione forense, ma per tutte le professioni, che non mi piace chiamare «principi di liberalizzazione», bensì principi di modernizzazione e di ammodernamento dell'ordinamento delle professioni, che rimangono uno degli elementi fondanti della vita e della società del nostro Paese.
Abbiamo intrattenuto - e di questo meniamo vanto - una feconda opera di collaborazione dialettica con le istituzioni e le associazioni forensi, basata sul principio del rispetto della reciproca libertà ed autonomia intellettuali, tanto che pensiamo che quel tavolo istituzionale con l'avvocatura che anche il Governo in questi ultimi tempi sta portando avanti possa essere, come ha proposto il nostro responsabile giustizia Andrea Orlando, un modo per garantire una continuità di rapporti per un sistema professionale che non è solo uno dei pilastri economici, ma anche uno dei pilastri della formazione culturale e della formazione della classe dirigente nel nostro Paese.
Il testo che licenziamo oggi con il nostro voto favorevole non è, quindi, un punto d'arrivo, ma è un punto di partenza di un'elaborazione e di un'evoluzione ulteriori della disciplina della professione forense e in genere di tutte le professioni.
La nostra consapevolezza è che alcuni temi restano, se non irrisolti, certamente da affrontare nuovamente. Ci riferiamo, in particolare, per esempio, al tema dell'accesso e del suo rapporto con la formazione universitaria e pure dell'esame, anche perché il Governo ha evocato più volte il suo intervento su questo tema, ma, poiché in quest'Aula non ci è stato consentito di esaminare delle proposte specifiche, rinviamo l'argomento ad una successiva fase, quando meglio conosceremo il legame tra formazione universitaria e formazione professionale.
Tale tema, com'è noto, è stato espunto attraverso lo stralcio.

Pag. 99

Comunque abbiamo riformato il tirocinio secondo i criteri moderni, non più come un'area di parcheggio, statica e permanente, ma come un momento breve ed intenso di formazione professionale.
Come è stato da altri ricordato, richiamiamo anche noi con soddisfazione il fatto che, pur senza una specificazione quantitativa, al tirocinante è ora riconosciuto un compenso proporzionale all'apporto che egli dà allo studio. Qui evochiamo la necessità che vi siano degli accordi associativi che sostituiscano, almeno per quella parte necessaria, il rigore ma anche la rigidità delle norme di legge. Infatti, è bene che si faccia sempre più riferimento ad una crescita del sistema associativo e del valore dell'autodeterminazione della categoria.
Abbiamo introdotto, come è noto, la società forense in senso proprio. Qui per noi si poteva anche prevedere - lo abbiamo detto in maniera abbastanza chiara - una partecipazione minoritaria del socio di capitali, purché con norme che garantissero la partecipazione solo ai professionisti della governance e dei patti parasociali. Tuttavia, abbiamo risolto l'obiezione sia introducendo comunque la forma della società cooperativa, che è utile, sia ragionando sul fatto che l'apporto di capitali effettivamente non è particolarmente significativo in una società che rimane strettamente forense e rinviando a quando il Governo eserciterà le deleghe in materia di società interprofessionali e di società fra professionisti in genere l'eventuale verifica della compatibilità di quello che noi abbiamo scritto in questo ordinamento.
Anche altri temi rimangono inesplorati: ci è stato segnalato il tema dei giuristi di impresa, il tema dei collaboratori di studi di grandi dimensioni (che, peraltro, la collega Rossomando aveva fatto oggetto di emendamenti). Riteniamo anche qui che si debba operare per sviluppare un riconoscimento di specifici diritti e doveri nel quadro, tuttavia, della specialità e della salvaguardia del lavoro forense.
Sul tema delle competenze esclusive ritengo che abbiamo scritto una norma che è significativa, perché ancora la competenza dell'avvocato alla fase prognostica dell'esercizio della giurisdizione e qui mi sento incidentalmente di rassicurare anche quelle associazioni che, non svolgendo attività Pag. 100forense, si sono preoccupate e hanno lanciato segnali di allarme. Credo che, se si limitano a svolgere attività di consulenza non finalizzata all'esercizio della giurisdizione e quindi non prognosticamente ad essa legata, non debbano avere queste preoccupazioni. Quindi, ci pare che anche sotto questo tema ci siamo.
D'intesa con tutte le altre forze parlamentari abbiamo rimosso il vincolo censuario alla continuità dell'esercizio professionale, lo abbiamo non sostituito, ma integrato con la necessità dell'iscrizione alla cassa forense. Il nostro disegno, che mi pare la cassa abbia già recepito nelle prime dichiarazioni, è che entro un anno si crei, attraverso il principio della solidarietà intercategoriale, che riguarda non solo i giovani e gli anziani, ma tutti insieme i professionisti, si possa, anche attraverso la formazione - perché no? - di casse più ampie, mantenere il principio della libertà previdenziale, ma al tempo stesso garantire non solo la previdenza, ma anche l'assistenza, che in particolare ai giovani e alle donne è considerata necessaria.
Sulle specializzazioni faccio anche qui una breve precisazione: noi abbiamo pensato che fosse necessario un sistema di carattere pubblico per valorizzare il riconoscimento; tuttavia le associazioni avranno e potranno avere tutto il ruolo che meritano nell'esercizio delle attività funzionali al rilascio delle specializzazioni. Lo stesso vale per la funzione di patrocinanti innanzi alle giurisdizioni superiori: il numero ormai ridondante fa grazia di ogni specifica norma di favore.
Conclusivamente abbiamo anche sollevato il tema della governance e ringraziamo le colleghe (in particolare, Cinzia Capano, Amalia Schirru e la collega Samperi), che hanno fatto degli emendamenti che già introducono il principio della rappresentanza di genere. Ci pare che sulla rappresentanza debba essere aperto un cantiere di lavoro. Abbiamo indicato dei principi di partecipazione democratica e capitaria e di riforma generale dell'ordinamento associativo ed istituzionale forense.
Crediamo che sia opportuno che l'avvocatura a sua volta, con questo rapporto fecondo che si è instaurato con il Parlamento, dia un segnale di diverso interesse e soprattutto dia delle indicazioni che, sempre con lo spirito di reciproca libertà, sicuramente il Parlamento in futuro potrà recepire. Pag. 101
Dunque, è un cantiere che rimane aperto, ma è anche un cantiere che finalmente, almeno per quanto riguarda questo ramo del Parlamento, ad oggi, si chiude con un provvedimento normativo che noi consideriamo sicuramente utile ed importante non per gli avvocati, della cui rappresentanza nessuno di noi ha inteso farsi carico, ma per i cittadini e per il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, credo di poter dire che il Popolo della Libertà, in relazione a questo provvedimento, si è mosso lungo alcune linee direttrici molto chiare. La prima: un'avvocatura moderna non poteva rimanere ancorata ad una legge degli anni Trenta, perché essa non rappresentava più la situazione attuale. Vi era, quindi, necessità di una riforma che ristabilisse il contatto tra la situazione attuale e uno dei compiti più delicati che è previsto all'interno del nostro ordinamento.
La seconda questione era quella relativa alla correttezza, quindi, una maggiore attenzione nella riforma agli aspetti deontologici, che rimangono, oggi come sempre, rilevanti per l'esercizio di una professione che ha risvolti di carattere pubblicistico all'interno del nostro sistema di giustizia.
La terza questione era quella riferita alla trasparenza. Il cambiamento epocale che si è sviluppato negli ultimi decenni necessitava di vedere tradotte, attraverso una riforma legislativa, anche quelle regole nel rapporto tra il cittadino e l'avvocato, che erano state, ormai, superate dal tempo e che meritavano, quindi, di essere aggiornate.
Un altro aspetto doveva essere rivolto nei confronti dei giovani. L'inadeguatezza delle regole attuali non considerava principalmente l'esigenza di fare in modo che i giovani avvertissero sicuramente la necessità di un tirocinio professionale, sicuramente l'esigenza di tempi ridotti per accedere alla professione, sicuramente l'esigenza di strade diverse per rafforzare la loro professionalità.
Manca, forse, un tassello che non è proprio di questo provvedimento: l'aspetto relativo alla riforma universitaria. Soltanto sei corsi universitari saranno specificamente dedicati Pag. 102a rafforzare l'insegnamento di chi vuol scegliere questa strada nella vita: essi potranno combaciare perfettamente con la riforma che il Parlamento sta delineando.
Ma le ultime questioni a cui voglio rivolgere l'attenzione e a cui il Popolo della Libertà ha guardato durante il confronto parlamentare, che è arrivato ormai alla fine, riguardano l'aspetto relativo alla competenza. È vero che ai giovani dobbiamo indicare strade certe e rapide, ma dobbiamo avere anche il coraggio di dire ai nostri ragazzi che la professione si fa con maggiore specializzazione, con maggiore formazione e, quindi, con maggiore professionalità. In assenza di questi elementi, la vita, anche per un ragazzo che si accinge ad entrare nell'avvocatura, non è semplice perché, checché ne dicano alcune istituzioni, la concorrenza in questo Paese è stata assicurata per anni attraverso il numero crescente degli avvocati. Non ci sono eguali nei Paesi europei tra i giovani che hanno avuto accesso all'avvocatura in Italia e i giovani che hanno avuto accesso in altri ambiti nazionali del contesto europeo.
L'ultima questione - e mi avvio alla conclusione - è quella dell'indipendenza. Come Popolo della Libertà, abbiamo difeso questo principio nell'ambito della riforma dell'avvocatura e anche il confronto serrato sulle questioni che hanno riguardato la riforma delle società professionali relative all'avvocatura è alla base di questa scelta di fondo, di cui siamo soddisfatti, per avere, attraverso la delega, convinto anche quei colleghi che erano un pochino riottosi e che ritenevano che, comunque, la presenza del capitale, magari minoritario, non avrebbe determinato conseguenze nei confronti di quel principio dell'indipendenza, che è tipico della libera professione.

Pag. 103

Lo abbiamo fatto convinti di dover marcare una linea profonda tra chi voleva una completa assimilazione tra la libera professione dell'avvocato e l'esercizio di un'attività imprenditoriale e chi, invece, continua a rappresentare significando come quella libertà sia assicurata dall'indipendenza dell'avvocato.
Non possiamo dimenticare gli articoli della Carta costituzionale, che sanciscono la tutela dei diritti, la difesa degli imputati, le questioni relative al giusto processo: tutti elementi che non possono che garantire quell'indipendenza, perché soltanto attraverso l'indipendenza dell'avvocatura si rafforza il ruolo di prestigio dell'avvocato. E quel ruolo non è stabilito, signor Presidente, in considerazione dell'avvocato stesso, ma è stabilito in considerazione dei valori costituzionali che sono messi in discussione dalla giustizia e, soprattutto, dal cittadino che a quella giustizia si affida o alla quale deve guardare molto spesso con attenzione di fronte ai numerosi procedimenti penali e a situazioni che, purtroppo, anche in quest'Aula, sono spesso echeggiate.
Soltanto di fronte ad un avvocato indipendente, soltanto di fronte ad un professionista capace, soltanto di fronte ad un avvocato preparato, la giustizia può guadagnare sotto il profilo della difesa dei cittadini e anche quel confronto all'interno del giusto processo tra magistratura e avvocatura può avere, come riferimento principale, che riteniamo assicurato in larga misura da questa riforma professionale, il cittadino, il quale si affida alla giustizia nel confronto, per fare un esempio tanto caro alla procedura penale, su un piano di parità tra l'accusa e la difesa.
Il prestigio che assicura questa riforma è, quindi, garanzia del cittadino di fronte alla giustizia e noi del Popolo della Libertà abbiamo affrontato questa riforma con questo faro, con questo riferimento, con questo indirizzo, che si può leggere e ritrovare attraverso l'articolato che oggi sanciamo con l'ultimo voto in questa Camera (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Beltrandi. Ne ha facoltà.

Pag. 104

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, a nome della delegazione Radicale sono lieto - anzi, orgoglioso - di annunciare un convintissimo voto contrario a questa riforma. Questa è una proposta di legge corporativa, anzi l'allora presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Antonio Catricalà ebbe a dire che era la più corporativa dai tempi dei fasci e delle corporazioni. Questa è una proposta di legge che carica i costi dell'eccessivo numero degli avvocati sui giovani, anzi sono i giovani che già stanno giudicando questa proposta di legge. Se qualcuno qui dentro non se ne accorge e pretende di dire che, invece, è una proposta di legge per i giovani, basta leggere su Internet, non bisogna andare molto lontano.
È una proposta di legge che scarica i costi sugli utenti, perché c'è meno concorrenza. I prezzi dei servizi legali si alzeranno, perché questa proposta di legge scaricherà i costi sulle aziende, perché è contro il mercato. Questa proposta di legge ha anche profili - come è stato osservato autorevolmente - di dubbia costituzionalità e ce ne sarà traccia. È una proposta di legge che smentisce sentenze della Corte di giustizia europea, smentisce pronunciamenti dell'Antitrust e ci allontana dall'Europa - diciamo così - con il concorso attivo del Governo e, per questo, diciamo anche che siamo fortemente delusi da questo atteggiamento.
Ancora, è una proposta di legge che prevede un accentramento verticistico nel Consiglio nazionale forense, con addirittura aspetti persino grotteschi, come il giuramento dei nuovi professionisti verso l'ordine forense: un aspetto simbolico, ma che dice tutto su questo testo e sul modo in cui è stato concepito.
Si dice: dobbiamo farlo perché gli avvocati sono troppi. Eh già, perché quando si voleva e si poteva affrontare questo problema seriamente con la riforma universitaria - perché poi era chiaro che il numero degli avvocati sarebbe stato troppo -, non si è voluto fare niente per anni...

PRESIDENTE. Onorevole Beltrandi, la invito a concludere.

MARCO BELTRANDI. ...e adesso improvvisamente si ergono delle barriere per buttare fuori i giovani dalla professione. Complimenti! Questa è una riforma che aggiunge un Pag. 105altro «mattoncino» al disastro della giustizia italiana (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, credo che il nostro Paese abbia bisogno di profonde riforme nel senso della liberalizzazione, mentre questa legge va esattamente in direzione opposta a quella che ci voleva, e gli ordini professionali sono quelli che per primi dovrebbero essere liberalizzati. Per questo motivo, in dissenso dal gruppo, annuncio un voto di astensione da parte mia.

(Correzioni di forma - A.C. 3900-A)

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, ai fini del coordinamento formale delle disposizioni contenute nella proposta di legge A.C. 3900-A, il Comitato dei nove propone le seguenti correzioni di forma:all'articolo 17, comma 5, le parole: «e g)» devono intendersi sostituite dalle seguenti parole: «g) e h)» e al medesimo articolo, al comma 16, le parole: «da b) a f)» si intendono sostituite con le seguenti parole: «da b) a g)». Si propone questa correzione di forma al fine di armonizzare i criteri per l'iscrizione nel registro dei praticanti (comma 5) nonché per la nuova iscrizione nell'albo da parte dell'avvocato che da esso sia stato cancellato, con quelli per l'iscrizione all'albo ai quali è stato aggiunto l'ulteriore requisito di cui alla lettera g) dell'articolo 17, introdotto dalla Commissione. Tale requisito consiste nel non avere riportato condanne per i reati di cui all'articolo 51, comma 3-bis del codice di procedura penale.
All'articolo 28, comma 1, le parole: «fatta salva la previsione di cui all'articolo 25, comma 2,» si intendono soppresse. Questa correzione di forma viene proposta in quanto l'articolo Pag. 10625, comma 2, è stato soppresso dall'emendamento Ciluffo 25.200 che ha peraltro soppresso anche il comma 3 dello stesso articolo.
All'articolo 37, il comma 4 si intende soppresso. È necessario procedere in tal senso in quanto il comma 4 si riferisce a criteri stabiliti dall'articolo 31, comma 5, che è stato soppresso dall'emendamento Ciluffo 31.200 .
Vi è infine un'ultima correzione di forma da fare. Al fine di armonizzare il contenuto dell'emendamento Cavallaro 41.250, sostitutivo del comma 8 dell'articolo 41, e dell'emendamento 41.800, posto in votazione ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, entrambi approvati dall'Assemblea, il Comitato dei nove propone all'Assemblea la seguente correzione di forma, le parole: «Negli studi legali privati», recate dalla parte principale dell'emendamento 41.800, devono intendersi premesse al secondo periodo del comma 8 dell'articolo 41. La parte consequenziale del medesimo emendamento 41.800, che reca l'introduzione di un periodo aggiuntivo, rimane invece collocata alla fine dello stesso comma 8 dell'articolo 41, come sopra modificato.
Signor Presidente, mi consenta infine di esprimere il ringraziamento agli uffici, ai dirigenti, ai funzionari, al personale tutto della II Commissione (Giustizia), al sottosegretario che ci ha assiduamente seguito nei lavori della Commissione e del Comitato dei nove, al Comitato dei nove, alla Commissione e al suo Presidente. Il dibattito è stato, a tratti, molto vivace ma, come dimostrano anche le dichiarazioni di voto dell'Assemblea, mi sembra che il risultato ottenuto sia un risultato molto buono.

PRESIDENTE. Un ringraziamento va anche al relatore.
Se non vi sono obiezioni, le correzioni di forma proposte dal relatore si intendono approvate.
(Così rimane stabilito).

(Coordinamento formale - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione finale, chiedo che la Presidenza sia autorizzata al coordinamento formale del testo approvato. Pag. 107
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
(Così rimane stabilito).

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sulla proposta di legge già approvata in un testo unificato dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato n. 3900-A, di cui si è testé concluso l'esame.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Patarino, Razzi, Vassallo, Concia, Zinzi, Goisis...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva
(Vedi votazioni).

(S. 601-711-1171-1198 - Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense (Approvata in un testo unificato dal Senato) (3900-A):

(Presenti 416
Votanti 402
Astenuti 14
Maggioranza 202
Hanno votato
395
Hanno votato
no 7
Sono in missione 27 deputati).

Prendo atto che la deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole.

 

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I due difetti della nostra età sono la mancanza di principi e la mancanza di profilo (O. Wilde)