Avvocati Part Time

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

PSEUDO riforma forense: resoconto seduta Camera 709 del 25/10/12

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 

(da www.servizi-legali.it ) L'Assemblea della Camera, nella seduta n. 709 del 25 ottobre 2012, è giunta a votare sull'art. 68 del progetto di legge di riforma forense (Atto Camera 3900) .E' PREVEDIBILE CHE GIA' MARTEDI 30 OTTOBRE 2012 LA CAMERA AVRA' APPROVATO L'INTERA PROPOSTA DI LEGGE E LA INVIERA' AL SENATO OVE SI SPERA SARANNO EFFETTUATE LE INDISPENSABILI MODIFICHE.

Il resoconto stenografico della seduta lo trovi qui ma puoi anche leggerlo di seguito, cliccando su "LEGGI TUTTO" .

FAI VALERE IL TUO DIRITTO AL LIBERO LAVORO INTELLETTUALE ! Aderisci e invita altri ad aderire al social network www.concorrenzaeavvocatura.ning.com (conta già centinaia di adesioni).

 

Seguito della discussione della proposta di legge: S. 601-711-1171-1198 - D'iniziativa dei senatori: Giuliano; Casson ed altri; Bianchi ed altri; Mugnai: Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 3900-A); e delle abbinate proposte di legge: Contento; Pecorella; Cavallaro; Capano ed altri; Barbieri; Mantini ed altri; Frassinetti ed altri; Cassinelli ed altri; Monai; Razzi ed altri; Cavallaro ed altri (A.C. 420-1004-1447-1494-1545-1837-2246-2419-2512-4505-4614) (ore 10,21).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge, già approvata, in un testo unificato, dal Senato, d'iniziativa dei senatori Giuliano; Casson ed altri; Bianchi ed altri; Mugnai: Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense; e delle abbinate proposte Pag. 5di legge d'iniziativa dei deputati Contento; Pecorella; Cavallaro; Capano ed altri; Barbieri; Mantini ed altri; Frassinetti ed altri; Cassinelli ed altri; Monai; Razzi ed altri; Cavallaro ed altri.
Ricordo che nella seduta del 24 ottobre 2012 è stato da ultimo approvato l'articolo 34.
Avverto che prima dell'inizio della seduta gli emendamenti Cavallaro 40.710 e 65.710 sono stati ritirati dal presentatore.

(Esame dell'articolo 35 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 35 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Cavallaro 35.3, Raisi 35.700, Cavallaro 35.4 e Beltrandi 35.6.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
Signor Presidente, mi domando, però, che fine abbia fatto l'emendamento 35.900 della Commissione. Posso chiederlo al relatore?

PRESIDENTE. Non abbiamo compreso, signor sottosegretario.

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Vorrei avere notizie dell'emendamento 35.900 della Commissione.

PRESIDENTE. Anche noi! Prego, onorevole relatore.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Pag. 6
Signor Presidente, credo che l'emendamento 35.900 della Commissione sia stato votato insieme all'articolo 29, con l'emendamento della Commissione.

PRESIDENTE. Quindi, per dirla in breve, l'emendamento 35.900 della Commissione è stato sostanzialmente incorporato nell'emendamento 29.900 della Commissione.
Prendo atto, dunque, che il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
Passiamo all'emendamento Cavallaro 35.3.
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Cavallaro 35.3 insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cavallaro 35.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, intendo ritirare il mio emendamento 35.3.

PRESIDENTE. Revoco l'indizione della votazione.
Prendo atto, dunque, che l'onorevole Cavallaro ritira il suo emendamento 35.3.

MARIO CAVALLARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, ritiro tutti gli emendamenti a mia firma relativi all'articolo 35.

PRESIDENTE. Sta bene. Si tratta di due emendamenti.
Passiamo all'emendamento Raisi 35.700.
Prendo atto che l'onorevole Raisi insiste per la votazione del suo emendamento 35.700.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raisi 35.700, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione). Pag. 7
Onorevoli Mondello, Cesario, Nola...l'onorevole Nola non riesce a votare. Onorevoli Cimadoro, Marco Carra, Monai, Nirenstein...ci siamo? Onorevole Lorenzin...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 408
Votanti 405
Astenuti 3
Maggioranza 203
Hanno votato
9
Hanno votato
no 396).

Ricordo che l'emendamento Cavallaro 35.4 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Beltrandi 35.6.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 35.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Garagnani, Carfagna, Calderisi, Pianetta, Gelmini, Mondello, Raisi, Verducci, Repetti...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 419
Votanti 417
Astenuti 2
Maggioranza 209
Hanno votato
9
Hanno votato
no 408).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 35, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Pag. 8

Onorevoli Biasotti, Vignali, Biancofiore, Menia, Cesario...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 421
Votanti 412
Astenuti 9
Maggioranza 207
Hanno votato
404
Hanno votato
no 8).

(Esame dell'articolo 36 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 36 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 36.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Concia, Sposetti, Rossomando, Tanoni, Divella, Zucchi, Crolla, Ravetto, Consolo...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 429
Votanti 427
Astenuti 2
Maggioranza 214
Hanno votato
426
Hanno votato
no 1). Pag. 9

(Esame dell'articolo 37 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 37 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Avverto che l'emendamento Cilluffo 37.201 è stato ritirato dal presentatore e che l'onorevole Raisi ha ritirato tutti gli emendamenti a sua prima firma.
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Cavallaro 37.1, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Contento 37.700.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

MARIO CAVALLARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, intervengo per ritirare il mio emendamento 37.1.

Pag. 10

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 37.700, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Mura, Giammanco, Zinzi, Marchioni, Goisis, Colaninno, Zucchi...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 430
Votanti 428
Astenuti 2
Maggioranza 215
Hanno votato
427
Hanno votato
no 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 37, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Gava, Marchioni, Goisis, Concia, Mura, Garagnani...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 434
Votanti 432
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato
432). Pag. 11

(Esame dell'articolo 38 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 38 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Contento 38.700.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 38.700, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli La Malfa, Biasotti, Pelino, Cesario, Buttiglione, Verducci, Sposetti...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 434
Votanti 432
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato
432).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 38, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Pag. 12

Onorevoli Mazzuca, Vella, Vico, Formichella, Follegot, Tanoni, Sposetti...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 436
Votanti 434
Astenuti 2
Maggioranza 218
Hanno votato
433
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 39 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 39 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Cavallaro 39.2.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore dell'emendamento Cavallaro 39.2 non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cavallaro 39.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Pag. 13

Onorevoli Biasotti, Tanoni, Zeller, Binetti, Colaninno, Malgieri...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 436
Votanti 431
Astenuti 5
Maggioranza 216
Hanno votato
176
Hanno votato
no 255).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 39.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Mazzuca, Garagnani, Tanoni, Aracu...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 439
Votanti 436
Astenuti 3
Maggioranza 219
Hanno votato
433
Hanno votato
no 3).

(Esame dell'articolo 40 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 40 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A). Avverto che l'unica proposta emendativa ad esso presentata è stata ritirata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 40. Pag. 14
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 434
Votanti 432
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato
432).

(Esame dell'articolo 41 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 41 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
Ricordo che gli emendamenti Raisi 41.2, 41.702, 41.703, 41.13, 41.28 e 41.705 sono stati ritirati dal presentatore.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 41.901 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Mantini 41.700. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Nicola Molteni 41.706, mentre esprime parere favorevole sul subemendamento Contento 0.41.250.1. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cavallaro 41.250 a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: alla lettera d), sopprimere le parole «e che abbiano conseguito almeno i 4/5 dei crediti previsti nel piano di studi»; al comma 9, inserire, dopo le parole «nel registro dei praticanti», le parole «purché in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza». La Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Contento 41.100, Mantini 41.701 e Raisi 41.704. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il Pag. 15parere è contrario, sull'emendamento Beltrandi 41.8, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Beltrandi 41.10. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, sull'emendamento Beltrandi 41.12 ed esprime parere favorevole sul subemendamento Contento 0.41.256.1 e sull'emendamento Cavallaro 41.256. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cavallaro 41.710 a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: aggiungere, dopo le parole «presso un avvocato», le parole «iscritto all'ordine o presso l'Avvocatura dello Stato». La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Beltrandi 41.17 e raccomanda l'approvazione del suo emendamento 41.900.

Pag. 16

La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento 41.800, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento e formula un invito al ritiro sull'emendamento Beltrandi 41.31.

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore, però volevo chiarire, a proposito dell'emendamento Cavallaro 40.710, che per il Governo non è irrilevante la notizia che la Commissione bilancio abbia dato parere negativo al riguardo. Di questo, il Governo non sapeva esattamente nulla.

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, il Governo si deve informare autonomamente. Non dobbiamo essere noi a informarlo.
Passiamo all'emendamento 41.901 della Commissione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 41.901 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Calderisi, De Angelis, Ciccanti, Ravetto, Rossomando, Patarino...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 447
Votanti 444
Astenuti 3
Maggioranza 223
Hanno votato
444). Pag. 17

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mantini 41.700, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Iannuzzi, De Angelis, Cesaro, Marini, Verducci, Minniti, Gatti, Giro, De Girolamo...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 450
Votanti 448
Astenuti 2
Maggioranza 225
Hanno votato
448).

Ricordo che gli emendamenti Raisi 41.702 e 41.703 sono stati ritirati.
Passiamo all'emendamento Nicola Molteni 41.706.
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Nicola Molteni 41.706 lo ritirano.
Passiamo al subemendamento Contento 0.41.250.1.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Contento 0.41.250.1, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Calderisi, Giorgio Conte, Marini, Paolini, Santori, Tocci, Giro, Verducci, Capitanio Santolini, Tanoni, Rossomando...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 448 Pag. 18
Votanti 446
Astenuti 2
Maggioranza 224
Hanno votato
445
Hanno votato
no 1).

Passiamo all'emendamento Cavallaro 41.250.
Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione proposta dal relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cavallaro 41.250, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli La Boccetta, Giorgio Conte, Zeller, Cesario, Colaninno, Verducci...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 442
Votanti 440
Astenuti 2
Maggioranza 221
Hanno votato
440).

Risultano così assorbiti gli identici emendamenti Contento 41.100, Mantini 41.701 e Raisi 41.704.
Passiamo all'emendamento Beltrandi 41.8.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, siamo sul mio emendamento 41.8, giusto?

Pag. 19

PRESIDENTE. Sì, onorevole Beltrandi.

MARCO BELTRANDI. Perfetto.
Con l'emendamento in oggetto chiediamo che colui che svolge il tirocinio - che, come sappiamo, consiste sia in una pratica, sia in un corso di formazione obbligatorio per ben 24 mesi - abbia la possibilità di interromperlo non solo per sei mesi, ma anche per un anno.
A me sembra che questa sia una misura assolutamente non compromettente per un percorso di studi e di formazione così lungo. Mi sembra, invece, una misura che, semplicemente, viene incontro alle esigenze, anche di carattere personale, dei giovani che già hanno così tante incombenze e difficoltà.
Quindi, inviterei davvero il relatore ed anche il Governo a tenerne conto e l'Aula a votare l'emendamento in oggetto, che va nella direzione di facilitare le cose a chi è più svantaggiato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 41.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole La Boccetta...

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente, un attimo.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente, le avevo chiesto di attendere.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Siliquini, non l'ho vista.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 442
Votanti 437
Astenuti 5
Maggioranza 219 Pag. 20
Hanno votato
48
Hanno votato
no 389).

Prendo atto che l'onorevole Giachetti ha espresso voto favorevole mentre intendeva esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Beltrandi 41.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Beltrandi. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, anche con l'emendamento in oggetto si vuole dare a colui che fa il tirocinio la possibilità di interromperlo anche per motivi di carattere personale.
Grazie ad un mio emendamento, passato con il parere favorevole del relatore, abbiamo riconosciuto agli avvocati la possibilità di sospendere la professione senza bisogno di giustificato motivo, quindi mi sembra che si dovrebbe prevedere quantomeno la stessa possibilità anche per i tirocinanti. Chiediamo che venga data la possibilità di interrompere il tirocinio stesso nel caso vi siano dei motivi di carattere personale. Inviterei dunque l'Aula ad esprimere voto favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 41.10, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli De Nichilo Rizzoli, Cesario, Frassinetti, Gatti, Zucchi...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 452
Votanti 450
Astenuti 2
Maggioranza 226 Pag. 21
Hanno votato
445
Hanno votato
no 5).

Pag. 22

Passiamo all'emendamento Beltrandi 41.12.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, questo è un emendamento molto importante, perché in questa proposta di legge si vuole proporre di portare a cinque anni di iscrizione all'albo il requisito minimo per un avvocato per potere avere praticanti.
Credo che questo tipo di norma, se passasse, renderebbe ancora più difficile ai praticanti trovare un avvocato. Quindi io che cosa propongo? Propongo di prescrivere come requisito l'anzianità di iscrizione all'albo, invece che di cinque anni, di due anni. Guardate che già oggi per molti è difficilissimo trovare un avvocato. Non credo che cinque anni possano essere una buona soluzione. Diventa un altro ostacolo all'accesso alla professione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 41.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Marini, Tortoli...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 455
Votanti 449
Astenuti 6 Pag. 23
Maggioranza 225
Hanno votato
41
Hanno votato
no 408).

Ricordo che il successivo emendamento Raisi 41.13 è stato ritirato e che risultano, invece, assorbiti i successivi subemendamento Contento 0.41.256.1 ed emendamento Cavallaro 41.256.
Passiamo all'emendamento Cavallaro 41.710, così come riformulato.
Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione ed insiste per la votazione del suo emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cavallaro 41.710 nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Razzi, Gatti, Pelino, Beltrandi...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 455
Votanti 452
Astenuti 3
Maggioranza 227
Hanno votato
435
Hanno votato
no 17).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 41.17, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Patarino, Zeller, Beltrandi, Armosino... ancora l'onorevole Zeller... ancora l'onorevole Armosino... onorevoli Scanderebech, Aniello Formisano...

Pag. 24

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 455
Votanti 453
Astenuti 2
Maggioranza 227
Hanno votato
451
Hanno votato
no 2).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 41.900 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Marini, Razzi, Veltroni, De Torre... ancora l'onorevole De Torre...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 452
Votanti 450
Astenuti 2
Maggioranza 226
Hanno votato
450).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 41.800 della Commissione, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli La Boccetta, Patarino, Razzi, Verducci...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni). Pag. 25

(Presenti 455
Votanti 453
Astenuti 2
Maggioranza 227
Hanno votato
453).

Ricordo che l'emendamento Raisi 41.28 è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento Beltrandi 41.31. Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 41.31 formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, questo emendamento proporrebbe una misura che io definirei di giustizia sociale, per la quale i mesi di tirocinio, oltre a tutti quelli svolti successivamente quale praticante abilitato, possano essere riscattati ai fini pensionistici. So che qui c'è un problema evidentemente anche di copertura economica, e me ne rendo perfettamente conto, però anche in questo modo noi rendiamo colui che si avvia alla professione forense prima dell'esame dell'iscrizione all'albo, penalizzato in termini economici anche per quello che riguarda il suo piano «pensionistico, previdenziale». E io credo che non sia semplicemente giusto, cioè che noi viviamo in una situazione in cui i giovani dovremmo favorirli, non ostacolarli, e riconoscere loro dei diritti.

PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 41.31 formulato dal relatore. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 41.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Laboccetta, onorevole Armosino, onorevole Divella...

Pag. 26

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 450
Votanti 446
Astenuti 4
Maggioranza 224
Hanno votato
52
Hanno votato
no 394).

Ricordo che l'emendamento Raisi 41.705 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'articolo 41.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, si fa un gran parlare di giovani e di lavoro precario in molte sedi. Naturalmente per noi le ricette stanno lungo l'asse della maggiore concorrenza, del riconoscimento del merito, delle opportunità che nascono dalle liberalizzazioni, dal rispetto del patto generazionale che impone di non scaricare il debito pubblico sulle future generazioni. Però ogni tanto occorrono anche delle misure concrete che segnalino l'attenzione del Parlamento e dei Governi per i giovani, per le concrete condizioni dei giovani. Questo articolo 41 che ci accingiamo a votare, è una norma ragionevole in materia di tirocinio, ma quello che tengo davvero a sottolineare è che esso presenta per la prima volta un principio riconosciuto unanimemente dalle Commissioni sulla base di un nostro emendamento, un emendamento dell'Unione di Centro, il principio dell'equo compenso per i praticanti.
È una condizione che riguarda decine di migliaia, e anche di più, di giovani laureati che spesso per anni lavorano gratuitamente presso gli studi di ogni tipo e natura. Non è giusto francamente che queste risorse del Paese (decine, centinaia di migliaia di giovani laureati) non siano retribuite in alcun modo, spesso neanche un decimo di quel che si dà alla segretaria di studio. Il principio che ora è affermato, il principio dell'equo compenso, non è solo un principio generale, ma ha anche un parametro: cioè il praticante non può Pag. 27essere retribuito in misura inferiore del 30 per cento al trattamento di miglior favore che si è previsto per i contratti di apprendistato negli studi professionali.

Pag. 28

Si introduce, cioè, una soglia minima di retribuzione. Questa è una misura concreta e di grande rilievo nei confronti dei giovani, delle loro condizioni di lavoro e anche di una maggiore equità nei rapporti tra generazioni. Voglio sottolineare da ultimo che l'avvocatura, nelle sue rappresentanze varie, si è dimostrata disponibile e favorevole a questa misura di carattere solidaristico, che pesa anche sui redditi dei singoli professionisti e questo è un ulteriore fatto positivo di maggiore coesione sociale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siliquini. Ne ha facoltà.

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente, credo sia necessario e opportuno sottolineare questa norma, perché è veramente una svolta importantissima per la professione forense, per l'avvocatura, ma, soprattutto, per coloro che si accingono ad affrontare un percorso che li porterà a superare l'esame di Stato e, quindi, ad ottenere l'abilitazione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI (ore 11,05)

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Voglio dire con molta chiarezza a tutti coloro che, in questi giorni, sono stati detrattori di alcune norme, che questa, come tante altre, sta a indicare che il Parlamento si è fatto proprio carico dei giovani e della loro disponibilità a dare il contributo in uno studio professionale partendo dalla gavetta, partendo dall'inizio. Signor Presidente, voglio sottolineare che si tratta, cioè, di ragazzi che sono già titolari di un titolo di laurea, di ragazzi che hanno già fatto un corso alto e qualificato, che vanno negli studi professionali e si rimettono in gioco cominciando da zero, cioè meno della segretaria, come diceva anche il collega prima, dalle fotocopie alle ricerche di giurisprudenza, attività non finalizzate a un lavoro di basso livello, bensì finalizzate ad apprendere, a capire, a studiare, a imparare a esercitare secondo i vincoli, non solo di un titolo di studio che hanno, Pag. 29ma, soprattutto, della deontologia, della correttezza, dell'esercizio in autonomia e indipendenza della professione. E questo lo fanno negli studi professionali.
Bene, questa norma finalmente dice che essi devono avere diritto ad un equo compenso. Questo va sottolineato. È una norma importante che oggi vara la Camera dei deputati, anche se molti non lo capiscono, ma è un problema loro, non è un problema nostro. La norma, quindi, è importante perché prevede il contributo, e non ha importanza la quantità, ma il principio, cioè che il giovane che entra in uno studio professionale, come cominciai io trentacinque anni fa, allo stesso modo di tanti colleghi, deve avere un minimo compenso, un riconoscimento. Ciò è giusto e io ringrazio la Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raisi. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI. Signor Presidente, rispetto alla collega che mi ha preceduto, non solo noi capiamo molto bene, molto meglio di quanto lei possa pensare, ma rimane un dato di un settore che, purtroppo, troppo spesso vede i praticanti non riconosciuti nella loro attività, anche all'inizio della professione. Faccio presente alla collega che persone come me, che sono uscite dall'università, poi hanno fatto il master, e quando sono entrati in impresa, hanno avuto comunque dall'impresa un riconoscimento economico, piccolo per carità, ma per l'impresa per anni io e tanti altri, quando siamo entrati, siamo stati un costo, perché siamo entrati per imparare e per dare un nostro contributo, ma, nel frattempo, era l'impresa che, in quel momento, nei primi anni, insegnava a noi.
Oltre a questo riconoscimento, è peraltro imbarazzante pensare che nel recente decreto-legge sulle liberalizzazioni noi, per la prima volta, abbiamo riconosciuto che i praticanti negli studi legali per un anno potevano non essere retribuiti. Aldilà che già in questo momento esiste per deontologia professionale - e lo dice lo stesso ordine degli avvocati - l'obbligatorietà a riconoscere un contributo al praticante, il vero problema è come questo viene applicato e sanzionato qualora non venisse riconosciuto. Questo è il problema vero che, onestamente, non vedo neanche in questa norma in qualche modo applicato. Pag. 30Credo che tutti quanti quelli che sono qua presenti abbiano esperienza di persone che abbiano fatto praticantato gratuitamente all'interno di studi professionali. E questo è uno scandalo di questo Paese. Allora io pensavo che, con questa norma, si potesse in qualche modo anche eliminare quello che, come ripeto, è un grande scandalo.
Si parla tanto di giovani. Adesso abbiamo sentito anche un intervento in cui si fa la morale sul fatto che bisogna fare la gavetta: si sa che bisogna fare la gavetta, l'abbiamo fatta tutti la gavetta, non c'è bisogno di riconoscerlo, però tra fare la gavetta e fare gli schiavi c'è una grande differenza. Noi vorremmo che questi giovani facessero la gavetta, ma che venisse riconosciuto il fatto che comunque sono dei lavoratori come gli altri (Applausi dei deputati del gruppo Futuro e Libertà per l'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cavallaro. Ne ha facoltà.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, il testo dell'articolo certamente, come tutti i provvedimenti legislativi, potrebbe essere oggetto di miglioramenti, e lo sarà sicuramente dopo il collaudo dell'esperienza. Tuttavia voglio qui, anche a nome del gruppo del Partito Democratico, dichiarare la soddisfazione per il fatto che viene affermato un principio che da anni è stato oggetto di nostre iniziative, cioè quello che al praticante - ovviamente quando esso non si limita semplicemente ad arricchire la propria formazione personale ed intellettuale, ma quando coopera attivamente allo studio professionale - è riconosciuta un'indennità o un compenso che, abbiamo aggiunto, è commisurato all'apporto che egli dà allo studio professionale e che quindi va riguardato come un vero e proprio riconoscimento di una funzione immediata e diretta di cooperazione all'attività professionale.
Abbiamo anche aggiunto la possibilità, che ci era stata segnalata, per i tirocinanti, di svolgere, seppur limitatamente e per un periodo di tempo non illimitato, l'attività professionale. Questo consente di delineare una figura di tirocinante che, a tutto tondo, da un lato partecipa alla costruzione del proprio studio professionale, dall'altro esercita l'attività all'interno di uno studio organizzato e infine può, fin dall'inizio, trovare delle condizioni economiche di soddisfazione. Pag. 31
Tutti gli altri discorsi che sono stati fatti, sono sicuramente possibili da utilizzare e da amplificare. Resta il fatto che, nel momento in cui una norma afferma dei diritti, non c'è bisogno di altro che della loro eventuale tutela giurisdizionale. Quindi non dovevamo prevedere un apparato di sanzioni: abbiamo previsto un apparato di norme e la categoria forense, che come è stato richiamato, ha recepito queste innovazioni e dovrà poi utilizzarle, dovrà poi organizzarle, dovrà poi farne oggetto di uno sviluppo della figura del professionista.
Mi preme precisare che un altro punto qualificante è la possibilità, per una parte, di svolgere la formazione presso gli uffici giudiziari e presso l'Avvocatura dello Stato, cioè il testo cerca anche di ricostruire quella comune cultura della giurisdizione da cui a nostro avviso occorre partire anche nella formazione dell'avvocato. Infatti questo dovrebbe essere il traguardo di un comune sviluppo di identità e di comune sentimento che produce una nuova dimensione della giurisdizione pubblica nel nostro Paese.
Quindi questo testo non solo è frutto di una battaglia che anche personalmente combatto da quasi dieci anni nelle aule parlamentari, ma ritengo che sia il riconoscimento di doverosi diritti. Ovviamente è l'inizio di una prospettiva nuova, alla quale poi continueremo a lavorare nel tempo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lussana. Ne ha facoltà.

CAROLINA LUSSANA. Signor Presidente, interveniamo anche noi per sottolineare, a nome del gruppo Lega Nord, l'importanza del testo che oggi andiamo qui ad approvare. Questa riforma della professione forense ha, grazie al contributo di tutti i gruppi, anche del nostro, una forte attenzione ai giovani. Noi sappiamo che quando si esce dalle nostre università abbiamo dei giovani magari brillanti, molto preparati, che conoscono la teoria, ma che devono imparare la pratica. Per questo è previsto un percorso di tirocinio, che però non deve essere come purtroppo accade, perché io ho ascoltato l'onorevole Raisi: è vero che oggi c'è la possibilità di retribuire il praticante, ma questa possibilità - su cui ci sono indicazioni da parte dell'ordine, chiaramente - molto spesso Pag. 32è rimessa alla mera discrezionalità del dominus. Noi qui invece, per legge, sanciamo un principio importante: comprendiamo che un ragazzo che esce dall'università deve completare un percorso di formazione, ma questa formazione, siccome svolge - lo sappiamo benissimo - all'interno degli studi, un ruolo importante per il proprio dominus, deve essere retribuita.

Pag. 33

Deve essere riconosciuto un rimborso spese. Quindi, questo è un principio importantissimo che viene scritto in un provvedimento: è un segnale importante per tutti i giovani che si vogliono avvicinare a questa professione; una professione complicata, una professione, magari, ancora in crisi, ma che dà tante opportunità di lavoro ai giovani. Per questo, è importante incentivarli, sancendo anche il principio della, seppur minima, retribuzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palomba. Ne ha facoltà.

FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, l'Italia dei Valori voterà a favore di questo articolo 41. Esso rappresenta una mediazione molto importante tra l'accesso indiscriminato e l'ingolfamento degli albi professionali anche da parte di chi non esercita effettivamente la professione e, invece, la garanzia della possibilità di accesso ai giovani meritevoli.
Il tirocinio così individuato con criteri di serietà, di severità professionalità e anche di adeguato compenso, è un'importante modalità attraverso la quale i giovani meritevoli possono accedere e farsi strada nella professione. Quindi, noi riteniamo che un tirocinio fatto in maniera corretta, in maniera anche severa, in uno studio professionale qualificato, possa garantire ai giovani veramente meritevoli l'accesso alla professione. Poi, attraverso altre modalità, che sono selettive, che riguardano l'effettività dell'esercizio della professione, si può arrivare a scremare l'iscrizione all'albo. Tuttavia, questo principio del tirocinio previsto dall'articolo 41 rappresenta anche un'applicazione della normativa europea, che ci invita a liberalizzare. Noi non lo abbiamo voluto applicare completamente, però, attraverso l'articolo 41 in oggetto, arriviamo ad avvicinarci maggiormente alla liberalizzazione della professione di avvocato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 41, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione. Pag. 34
(Segue la votazione).

I colleghi hanno votato?

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 440
Votanti 428
Astenuti 12
Maggioranza 215
Hanno votato
426
Hanno votato
no 2).

Commemorazione dell'onorevole Piero Melograni (ore 11,15).

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lui, l'intera Assemblea ed il rappresentante del Governo). Onorevoli colleghi, come è noto, lo scorso 27 settembre, è venuto a mancare, all'età di 81 anni, l'onorevole Piero Melograni, insigne storico e saggista, componente della nostra Camera nella XIII legislatura.
Nato a Roma il 15 novembre 1930, laureato in giurisprudenza, professore ordinario di storia contemporanea presso l'università di Perugia, iniziò giovanissimo, a soli 16 anni, la sua militanza politica nel Partito comunista italiano. Da qui fuoriuscì con gli altri firmatari del «Manifesto dei 101» nel 1956, a seguito dei tragici fatti di Ungheria.
Allontanatosi per molti anni dalla politica attiva per dedicarsi agli studi, alla scrittura e all'insegnamento, prese parte nel 1995 alla Convenzione liberale e, nel 1996, fu eletto alla Camera dei deputati. Iscritto al gruppo di Forza Italia, autorevole componente della Commissione cultura, nonché della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Melograni diede un importante contributo all'approvazione della legge di riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, nonché della legge in materia di organici funzionali e di reclutamento del personale della scuola.
Nel corso della legislatura, fu designato, in qualità di rappresentante del Parlamento italiano, quale componente Pag. 35della Convenzione incaricata di redigere la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, Carta che fu, poi, solennemente proclamata dai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione in occasione del Consiglio europeo di Nizza del 7 dicembre 2000.
Accademico di fama internazionale, studioso di grande curiosità intellettuale, sempre attento ai problemi del suo tempo, Melograni ha saputo felicemente coniugare il rigore e l'approfondimento dello storico con una costante e prolifica attività di divulgatore. Egli pose costantemente la sua intelligenza critica e creativa al servizio, non tanto o non solo degli specialisti, quanto dei suoi studenti e più in generale dei lettori. I suoi studi sulla prima guerra mondiale e sul fascismo hanno dato un indiscusso contributo alla storiografia moderna e hanno fornito un documentato e originale apporto alla comprensione della storia del Novecento italiano.
Le opere successive di Melograni, di analogo spessore scientifico, costituiscono una lucida e intelligente analisi dei ritardi della società italiana contemporanea. Tra i suoi scritti più importanti, molti dei quali tradotti in varie lingue del mondo, ricordo: Storia politica della grande guerra. 1915-1918, Gli industriali e Mussolini, l'Intervista sull'antifascismo (Giorgio Amendola), Fascismo, comunismo e rivoluzione industriale, Il mito della rivoluzione mondiale, Le rivoluzioni del benessere, Dieci perché sulla Repubblica, La modernità e i suoi nemici.
Come ricordato, Melograni ha affiancato ad una vasta produzione scientifica una costante attività di divulgatore; oltre ad essere stato editorialista del Corriere della Sera, de Il Sole 24 Ore e del Quotidiano nazionale, egli ha curato prodotti multimediali di grande successo e larghissima diffusione, quali Combat film, Storia del fascismo, La guerra degli italiani, La storia della seconda guerra mondiale.
Personalità certamente poliedrica, era anche un grande appassionato di musica: ne sono testimonianza la pubblicazione di un'apprezzatissima biografia di Wolfgang Amadeus Mozart e una di Arturo Toscanini.
Con la morte di Melograni scompare, quindi, una figura di altissimo spessore culturale, morale e politico, un docente generoso e sempre disponibile nei confronti dei suoi studenti, che non a caso affollavano le aule dei suoi corsi. Un Pag. 36intellettuale, che, nel corso di tutta la vita ha contribuito alla crescita del patrimonio culturale del Paese e che con raro equilibrio e passione ha saputo coniugare una seconda attività di studioso e saggista con l'impegno nella politica e nelle istituzioni.
La Presidenza ha già fatto pervenire ai familiari l'espressione della più sentita partecipazione al loro dolore, che desidero ora rinnovare anche a nome dell'Assemblea.
Invito, pertanto, ad osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio - Generali applausi, cui si associa il rappresentante del Governo).

FABRIZIO CICCHITTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per ricordare degnamente Piero Melograni dobbiamo collocare la sua figura nel dibattito politico-culturale svoltosi nel XX secolo e anche nella storia della storiografia italiana.
La storiografia italiana di molto precedente alla generazione di Melograni fu dominata da giganti come Benedetto Croce e come Gioacchino Volpe, i cui orientamenti culturali e anche politici furono, come tutti sanno, nettamente divergenti.
Poi, nell'Italia del secondo dopoguerra, crebbe ed ebbe forme di organizzazioni culturali sempre più penetranti l'elaborazione storico-politica fondata su molte personalità di rilievo, per tutte ricordiamo Ernesto Ragionieri e Paolo Spriano, che si espresse anche attraverso riviste specializzate come Studi storici. Questa impostazione traduceva il concetto gramsciano di egemonia anche sul terreno della ricerca storica.

Pag. 37

Il senso più profondo di quell'operazione fu lucidamente espresso in quel bellissimo libro intitolato: Intervista sull'antifascismo, nel quale proprio Melograni intervistò Giorgio Amendola, il quale disse: «Ripeto che ogni forza politica, che voglia contare, deve avere una coscienza storica. Questo è un grande insegnamento di Gramsci: avere coscienza storica della propria funzione, il che vuol dire del posto che si è avuto, o che non si è avuto». Sul terreno della ricerca storica, della storiografia non c'è stato nessun altro partito che si è posto in modo così organico sul terreno dell'organizzazione culturale come fece a suo tempo il PCI. Emersero però spontaneamente due generazioni di storici che, nella libertà dell'elaborazione culturale, espressero filoni di ricerca differenti, spesso, anzi, nettamente divergenti, rispetto alla cultura storica sviluppata dal mondo culturale di impostazione comunista. I capostipiti furono, indubbiamente, Rosario Romeo e Renzo De Felice; dopo di loro però emersero altre personalità assai significative. Per fare qualche nome nella molteplicità delle loro impostazioni culturali di fondo, citiamo Piero Craveri, Brunello Vigezzi, Simona Colarizi, Roberto Vivarelli, Francesco Perfetti, Victor Zaslavsky, Elena Garossi. Eminente fra di essi fu, appunto, Piero Melograni, i suoi filoni di ricerca sono stati molteplici e sono andati al cuore del secolo breve; hanno riguardato, da un lato, il fascismo, basti pensare al suo libro Gli industriali e Mussolini e, dall'altro, il comunismo, vedi i libri Il mito della rivoluzione mondiale e Fascismo, comunismo e rivoluzione industriale. Poi, Melograni si è misurato con i nodi costituiti dalla modernità e anche con un'interpretazione complessiva della storia d'Italia contenuta nel volume Dieci perché sulla Repubblica. La vastità dei suoi interessi è testimoniata dai suoi ultimi due libri su Mozart e Toscanini.
Il gruppo di Forza Italia, a suo tempo, ebbe l'onore di averlo fra i suoi aderenti, insieme a Lucio Colletti, mentre un'altra personalità di grande rilievo come don Gianni Baget Bozzo venne eletto al Parlamento europeo. Rivendichiamo così il merito di aver dato voce, anche in Parlamento, a personalità che, come Piero Melograni, avevano e hanno svolto un ruolo fondamentale nel dibattito politico culturale del Paese e che hanno dato contributi assai elevati a quello che, con un'espressione Pag. 38 complessiva, sintetica e forse generica, fu chiamato il revisionismo storiografico, inteso nel suo senso più ampio. Di quel filone Piero Melograni è stata un'espressione fra le più significative; lo ricordiamo qui non solo nella sua dimensione di uomo di cultura, di grande storico ma anche come persona straordinariamente affascinante nel suo tratto socratico, sempre disponibile al dibattito e al colloquio, mai arrogante e professionale, spesso ironico e autoironico. Addio Piero, ad essere proprio sinceri, nessuno sarà in grado di colmare il vuoto che hai lasciato (Applausi).

GIANPAOLO DOZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei rivolgere un deferente saluto e le condoglianze più sentite del gruppo Lega Nord alla famiglia e, in maniera particolare, alla signora Paola che è qui presente e che assiste a questa seduta.
Piero Melograni, innanzitutto, è stato uno storico di fama che ha dedicato molto della sua vita allo studio della storia dei totalitarismi e allo studio della politica e lo ha fatto con una costanza e una dedizione davvero encomiabili. Ci sarà, spero, l'occasione, e mi rivolgo a lei, signor Presidente, che la Camera possa organizzare un convegno di studi sulla copiosa opera e sul pensiero del professore, scrittore e saggista, su ciò che ha lasciato in termini di produzione bibliografica e di idee per la politica. Tuttavia, oggi siamo qui a commemorarlo soprattutto come deputato, come nostro collega che ha reso lustro a quest'Aula durante la XIII legislatura. Si potrebbe dire che sia stato un tecnico, in quanto professore prestato alla politica, come si usa dire.
Ma ritengo che questa definizione ne sminuirebbe la figura, perché Melograni era uno studioso che ha messo le sue conoscenze a disposizione e al servizio della politica, non certo in antitesi ad essa e mai lo avrebbe fatto. Cari colleghi, l'esperienza parlamentare di Piero Melograni ci deve spingere ad una riflessione comune. Melograni aveva capito che il sistema politico del nostro Paese stava cambiando, anche se forse non stavano cambiando le regole che ne sono state alla base. Pag. 39
Mi riferisco alla difficoltà che spesso incontra un singolo parlamentare, così come l'intero Parlamento, ad incidere sulle decisioni politiche collettive, forse perché i regolamenti e procedure inadeguate spesso ne frenano l'iniziativa. Ebbene, sono certo che Melograni fece queste considerazioni e preferì non ricandidarsi per ritornare a tempo pieno all'arena politica che prediligeva, ossia la ricerca storica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Piero Melograni era un uomo libero, che difendeva con orgoglio e tenacia le sue idee e le sue convinzioni, non importava che fossero maggioritarie o minoritarie. Ebbene, queste sue idee resteranno vive per sempre nelle nostre menti come la sua presenza resterà viva nel nostro ricordo (Applausi).

GIANCARLO LEHNER. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO LEHNER. Signor Presidente, sono particolarmente emozionato perché Piero è stato indirettamente il mio maestro quando ero un giovane assistente all'università e mi accingevo a scrivere il mio secondo saggio, il cui tema era quello della Grande Guerra per l'appunto. Fu illuminante il suo volume sulla Prima guerra mondiale, illuminante perché a me marxista aprì un orizzonte diverso, mi fece comprendere l'importanza delle sovrastrutture degli avvenimenti storici e politici.
Mi avvicinò anche alla comprensione di quanto il mito, l'emozione, il pathos possano essere elementi fondanti della politica e degli eventi storici. Infatti, Melograni mi insegnò anche un'altra cosa, ossia che non si doveva parlare tanto di fascismo quanto di mussolinismo perché il cuore stesso del fascismo era per l'appunto il mito trainante di Mussolini. Mi avvicinò anche a quel grandissimo autore francese, Le Bon, il quale spiegò il rapporto tra leader e folla, e credo che tuttora sia valido perché, in un periodo storico in cui prevale tuttora il liderismo, ci sono primarie in cui si deve scegliere il leader; ebbene quel rapporto con la folla si gioca ancora non tanto sulla ragione quanto sull'entusiasmo, sui sentimenti, sulle speranze, sulla parte pre-razionale e irrazionale dell'uomo.
Grazie a Piero ho compreso che, scrivendo di storia, non bisognava guardare soltanto agli elementi strutturali, ma porre Pag. 40grande attenzione alla sovrastruttura. Un'altra cosa mi ha insegnato Piero, grandissima questa cosa secondo me, e cioè che la più grande e progressiva rivoluzione fu quella industriale, mentre fascismo e comunismo furono una risposta reazionaria a quella rivoluzione, reazionaria perché, attenzione, erano contrarie e cercavano di azzerare quel quantum di civiltà e di libertà che dalla rivoluzione industriale era scaturito.

Pag. 41

Piero, però, con la sua ragione critica scrisse cose interessanti anche su questo: «Sono per la società aperta. Sono per il mercato, ma, attenzione, però che le regole introdotte dalla rivoluzione industriale e i parametri scaturiti da essa poi hanno creato anche angoscia sociale, disagio e problemi anche di confusione e di infelicità».
Allora, Piero mi disse una volta: «L'unica ricetta nella società aperta, che è l'unica possibile, è quella di passare dalla cultura dei diritti tout court alla cultura anche dell'etica della responsabilità alla cultura dei doveri. Su Piero non posso aggiungere altro, se non che gran parte di quanto so e applico scrivendo saggi storici proviene da lui. Grazie Piero (Applausi).

FERDINANDO ADORNATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERDINANDO ADORNATO. Signor Presidente, il sorriso e la verità: queste sono le due immagini che vengono in mente ricordando Piero Melograni. Il sorriso - che meglio di tutti conosce Paola, che l'ha seguito con amore e dedizione fino alla fine, e alla quale rivolgiamo ancora il senso della nostra vicinanza - era un tratto caratteristico del suo essere sociale e un tratto anche importante sul quale anche riflettere in un Paese nel quale le classi dirigenti spesso soffrono di presunzione, amano sentirsi assolute, non relative e reagiscono spesso con indispondenza al rapporto con gli altri, mentre Piero diceva: »Questo sorriso è di tutti, questo sorriso è il tratto dalla mia umanità". Questo sorriso - voglio aggiungere io, anche se lui l'avrebbe mai detto - è il tratto della mia cristianità, del sapersi relativo che unisce un liberale e un cristiano come filosofia di fondo della propria vita.
Poi, la verità, la verità che Piero ha cercato per tutta la vita, la verità politica, dalla quale però è rimasto deluso due volte: la prima quando ha dovuto lasciare il Partito Comunista, che non corrispondeva più a quel partito della libertà che da ragazzo aveva sognato, e la seconda quando ha dovuto lasciare Forza Italia, dopo aver creduto alla costruzione di un partito liberale di massa di un sogno che nella storia italiana non si Pag. 42era mai verificato. Piero in quell'esperienza di intellettuale, che ha saputo sfidare il conformismo dalla sinistra alla destra, leggeva anche la soluzione di grandi nodi della storia d'Italia: se poteva nascere un partito liberale di massa in un paese dove il liberalismo era stato in fondo male interpretato e, quindi, ridotto a minorità politica. Poi, la verità della storia, che Piero cercava al di là dello storicismo, oltre lo storicismo della nostra tradizione. Non amava la microstoria come filosofia, ma le sue lezioni partivano proprio da molti episodi di microstoria dai quali Piero ricavava la cornice e il quadro dell'insieme del nostro Paese. È una verità che inseguiva sempre nella sua ricostruzione storiografica, anche di grande divulgatore e di grande comunicatore, inseguiva sempre una stella polare: l'etica della responsabilità, che Piero attribuiva criticamente come latitanza alle classi dirigenti italiane, ma pretendeva anche dal popolo. Piero si chiedeva perché nel consenso di massa che i partiti cercavano e le classi dirigenti cercavano nella storia d'Italia l'etica della responsabilità poche volte avesse fatto capolino appunto come stella polare delle nostre ricerche di comunità nazionale. E se il 26 aprile 1945 ci siamo svegliati tutti antifascisti - quasi negando che ci possa essere stato un consenso, come De Felice invece ha mostrato, al regime di Mussolini - e se, alla fine della prima Repubblica, ci siamo svegliati tutti antidemocristiani e antisocialisti - come se nessuno avesse votato per la DC o per il PSI - e se oggi cresce un'antipolitica che fa finta di non aver costruito un sistema, quello della seconda Repubblica, che ha avuto un consenso che poi è crollato, ebbene se il popolo italiano e i partiti, che dovrebbero rappresentarlo, non rispondono, diceva Piero, a queste domande, se ciascuno gioca alla scaricabarile e non fa i conti con il consenso, così come culturalmente e politicamente si è costruito, se ciascuno nega le proprie responsabilità e non sa dire la verità al popolo, non sa dire al popolo la verità sulla storia, diceva Piero, questo è un Paese che non potrà riprendersi.
Noi, dicendogli addio in quest'Aula, vogliamo testimoniare, con questo stesso orientamento, la nostra vicinanza a lui. Se non si sa dire la verità al popolo la storia italiana non troverà mai un riscatto. Questa è la svolta che Piero chiedeva al Pag. 43discorso pubblico, questa è la svolta che Piero chiedeva alle classi dirigenti. Noi ci impegneremo perché lui, da lassù, ci rivolga ancora un sorriso (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Veltroni. Ne ha facoltà.

WALTER VELTRONI. Signor Presidente, non è un caso che negli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto la vicenda politica, parlamentare e umana di Piero Melograni sia stata letta come un tratto importante della storia politica di questo Paese. Al di là della sua gentilezza, del suo tratto umano che, però, di questi tempi non appaiono, ai miei occhi, un elemento indifferente nel giudizio e nella valutazione del segno che un essere umano lascia in una comunità, al di là del significato e del peso che la famiglia Melograni tutta ha avuto nella storia del Novecento italiano, vorrei ritornare qui alla definizione che ha unito gli interventi dei colleghi e, cioè, la definizione di Piero Melograni come di un liberale. È una parola, questa, che corrisponde ad un pensiero politico tanto auto-acquisito da definizioni collettive di partiti e di singoli e tanto poco praticato nell'esperienza concreta della storia politica italiana.
Le idee liberali, le idee riformiste, sono state, purtroppo, minoranza nella storia della seconda parte del Novecento italiano e non sono riuscite ad affermarsi tanto quanto avrebbero potuto e dovuto. In fondo, la storia di Piero, cominciata con la più grande battaglia liberale, che è stata la liberazione dal fascismo di questo Paese, e con la militanza in un partito comunista nel quale lui aveva investito molte speranze e conclusa con una solitudine, successiva alla delusione dell'esperienza in un altro partito al quale aveva attribuito grande fiducia, come il partito di Forza Italia, raccontano di un tragitto fatto seguendo una stella polare. La stella polare, per Piero Melograni, è stata la cultura liberale, intesa come cultura delle regole, intesa come rispetto della libertà, intesa come dovere della promozione delle opportunità sociali. È per questo e su questo che, in fondo, maturò la sua rottura con il Partito comunista italiano. E quando Piero Melograni ruppe, nel 1956, aveva ragione lui e avevano ragione le altre 100 persone che firmarono il documento nel quale si prendeva le distanze, criticamente, dall'invasione, sanguinosa, che le truppe sovietiche avevano realizzato in Ungheria. Pag. 44
Dunque, la cosa che in quest'Aula ha un senso ricordare, non solo per rispetto alla sua storia, ma per ciò che la sua storia politica e intellettuale consegna a tutti noi, è questa fiammella, l'idea che la cultura liberale dovesse essere difesa e sostenuta anche quando tutto militava, nell'emotività e nell'ideologia che hanno dominato la storia passata e, purtroppo, anche recente e, in qualche misura, presente del nostro Paese, la vicenda politica nazionale.
Piero, poi, era un uomo curioso intellettualmente. Lei, signor Presidente, ha ricordato la sua passione per la musica. Ma, la sua passione per la storia era passione e coscienza del valore della memoria e dell'idea che non si costruisce un Paese se non si ha memoria della storia che si è vissuta e la storia del Novecento è una storia che bisogna costantemente tenere davanti ai nostri occhi, perché ci ammonisce dei rischi che populismo e ideologia possono determinare in una comunità nazionale.
In fondo, la solitudine politica nella quale si è conclusa la vita di Piero Melograni è anche la testimonianza di una grande coerenza.

Pag. 45

Capita ai liberali, è capitato a Piero ed è capitato a tanti altri di non sentirsi sufficientemente a casa propria quando le idee ed i valori che si ritiene di rappresentare non vengono non nelle definizioni, ma nella pratica collettivamente acquisiti.
Penso che il significato ed il valore per questo Parlamento, per la politica e per la cultura italiana dell'opera di Piero Melograni possa essere oggi riconosciuto con questa intensità, l'intensità di una testimonianza attiva e della difesa di una cultura, la cultura liberale, che è qualcosa alla quale il nostro Paese deve continuare a guardare come molto feconda e carica di significati e di possibilità per il futuro (Applausi).

PRESIDENTE. Si è così conclusa la commemorazione dell'onorevole Piero Melograni.

Si riprende la discussione.

(Esame dell'articolo 42 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 42 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 42.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

PRESIDENZA DL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI (ore 11,45)

Onorevoli Follegot, Fabi, Cesario, Concia, Cuomo, Frassinetti, Palumbo, Oliverio, Costa, Laboccetta, Giachetti, Crosetto, Zazzera, Barbato, Compagnon, Bossi, Laura Molteni...

Dichiaro chiusa la votazione.

Pag. 46

Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 416
Votanti 412
Astenuti 4
Maggioranza 207
Hanno votato
412).

(Esame dell'articolo 43 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 43 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Cavallaro 43.3 e Lussana 43.707 e 43.708.
La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 43.900, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Beltrandi 43.700.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo vorrebbe svolgere qualche considerazione.

PRESIDENTE. Diciamo che il Governo ci dà un parere motivato. Sta bene. Prego, sottosegretario.

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, l'articolo 43, nel testo originario, dico subito che non ci persuade per nulla, l'ho già detto in Commissione, per la semplice ragione che tocca un tema, quello dei corsi di formazione legati al tirocinio (Commenti)...

Pag. 47

PRESIDENTE. Colleghi, scusate, ma il Governo ha il diritto di intervenire quando lo richiede (Commenti)...sottosegretario...scusate un attimo...

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Non capisco...

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, i colleghi hanno qualche problema sulle mani in tasca.

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Francamente non capisco...ah, non vogliono che io abbia le mani in tasca? Invece quando state con le spalle rivolte verso il Governo, va bene (Commenti)?

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, la prego di non...(Commenti)...la prego di svolgere le sue considerazioni (Commenti) Colleghi, per cortesia, per cortesia! Ci penso io, va bene? Ci penso io! Signor sottosegretario, la prego di non avere atteggiamenti provocatori nei confronti dell'Aula, svolga le sue considerazioni (Applausi)!

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, non è mia intenzione...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, adesso il sottosegretario svolgerà le sue considerazioni, non ha le mani in tasca e voi siete pregati di stare in silenzio!

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, per tornare (Commenti)...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo è stato zitto praticamente per tutta...

PRESIDENTE. Sì però adesso deve parlare e basta, parli (Applausi)!

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia....e adesso vorrebbe parlare.

Pag. 48

PRESIDENTE. Sì, parli però, anziché continuare a provocare, è pregato di svolgere le sue considerazioni e l'Aula la ascolterà (Applausi)! Signor sottosegretario, se lei non comincia a parlare, io sarò costretta a toglierle la parola.

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, va bene.

PRESIDENTE. Non può pretendere, dopo il suo atteggiamento, il silenzio. Lei cominci a parlare, per cortesia (Commenti).

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, va bene, stavo dicendo - mi sono poi interrotto, chiedo scusa - che il Governo non apprezza il testo di cui all'articolo 43, il testo base, per la semplice ragione che si detta una disciplina dei corsi di formazione legati al tirocinio senza, per così dire, prospettare una riforma organica di tutta la materia che ricomprenda l'accesso alla professione forense, il tirocinio, la formazione ed i rapporti con l'università. Non è materia che si può disciplinare in modo estemporaneo.
La vicenda di poco fa relativa all'emendamento Cavallaro, che è stato bloccato dalla Commissione bilancio, da questo punto di vista la dice, lunga perché la Commissione bilancio ha considerato priva di copertura la possibilità di una convenzione tra ordini forensi, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Ministero della giustizia, e università, e siccome senza un minimo di risorse è difficile prospettare l'effettuazione di un tirocinio di sei mesi durante il corso universitario - era quello l'oggetto - praticamente noi non siamo riusciti a mettere un tassello che pure poteva essere significativo.

Pag. 49

Questo dimostra che tutta la materia va sottoposta ad una revisione organica. L'articolo 43, per come è formulato, crea problemi di disarmonia nel sistema, perché crea un binario che è in qualche modo concorrenziale rispetto alle attuali scuole per la professione legale. Non è che la concorrenza di per sé sia negativa, però ci vuole un quadro di riferimento comune. Devo però prendere atto che l'emendamento dell'onorevole Cavallaro rappresenta un passo avanti nella formulazione della norma, quanto meno perché prevede che i corsi di formazione esterni alle scuole siano regolati tramite una disciplina regolamentare emanata dal Ministero della giustizia, sentito il Consiglio nazionale forense. Quindi, da questo punto di vista, preferisco rimettermi all'Assemblea, però manifesto tutto il disagio del Governo per quanto riguarda - mi sia consentito - l'estemporaneità di questo spot normativo rispetto ad un'esigenza fortemente avvertita di una riforma organica di tutta la materia dell'accesso e della formazione (Applausi di deputati dei gruppi Unione di Centro per il Terzo Polo e Futuro e Libertà per il Terzo Polo).

PRESIDENTE. Colleghi, adesso darei la parola al relatore che me l'ha chiesta, dopodiché non riaprirei la discussione, perché considererei l'intervento del sottosegretario come intervento motivante i suoi pareri, e vi pregherei di accogliere la mia proposta che è la seguente: darò la parola a chi la richieda sui singoli emendamenti, onde evitare di riaprire una discussione. Prego relatore.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, intervengo molto semplicemente e brevemente per segnalare - cosa che certamente non sarà sfuggita al sottosegretario - che la Commissione, proprio nello spirito segnalato dal sottosegretario nel suo intervento, con il suo emendamento 43.900 prevede che il Ministro della giustizia, sentito il Consiglio nazionale forense, disciplini con regolamento la materia. Quindi, a me sembra che le preoccupazioni che manifestava il sottosegretario in buona parte possano essere assorbite e risolte da questo emendamento.

Pag. 50

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Cavallaro 43.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cavallaro. Poi darò la parola all'onorevole Siliquini. Ne ha facoltà.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, per la medesima ragione ritiriamo questo emendamento, poiché il Governo ha già il potere di disciplinare questa materia.

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente?

PRESIDENTE. Onorevole Siliquini, non posso darle la parola se i presentatori ritirano l'emendamento. Le darò la parola sull'emendamento della Commissione.
Passiamo all'emendamento Lussana 43.707.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

CAROLINA LUSSANA. Signor Presidente, noi ritiriamo l'emendamento Lussana 43.708, però manteniamo l'emendamento Lussana 43.707. Volevo esprimere alcune considerazioni perché noi invece la pensiamo in maniera completamente diversa rispetto al Governo in merito all'articolo 43. Pensiamo che sia importante offrire ai giovani che si avvicinano al mondo della professione, proprio per una migliore preparazione e un migliore approccio a quello che poi dovrà essere il loro ruolo futuro, la possibilità di svolgere forme alternative a quelle del classico tirocinio. Quindi, data l'importanza di questi corsi di formazione nel nostro emendamento - c'è poi anche l'emendamento correttivo della Commissione - cerchiamo di regolarli in maniera più appropriata e idonea, non rimettendoli quindi solamente agli ordini, ma prevedendo anche che vi sia il controllo da parte del Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca. Nell'emendamento della Commissione si parla unicamente di Ministero della giustizia e quindi di un regolamento, che però secondo me dovrebbe coinvolgere anche il Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca. Quindi noi manteniamo questo emendamento, mentre - ripeto - ritiriamo l'emendamento Lussana 43.708.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siliquini. Ne ha facoltà.

Pag. 51

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente, vorrei dire che l'osservazione fatta dal sottosegretario non è sbagliata. Quindi, non è che sto dicendo qualcosa contro questa impostazione, anzi, mi permetto di far osservare alla Commissione, al relatore e ai colleghi Cavallaro e Mantini, se mi ascoltano solo un attimo, un concetto che coincide con quello che ha detto ora il sottosegretario.
Il fatto è tecnico, non si tratta di una polemica, anzi. Nel momento in cui diamo la delega a riformare tutto l'accesso alle professioni, poiché quest'ultimo è sempre stato di competenza del Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca - so cosa dico, perché ho esercitato per cinque anni la delega in materia di accesso alle professioni - non ha senso darla al Ministero della giustizia, è sbagliato. Scusate, mi permetto di osservarlo, poi decidete voi.
La delega va data al Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca e al Ministero della giustizia. Se volete, si può prevedere di sentire il Ministero della giustizia, ma non ha senso dare oggi al Ministero della giustizia una delega che è già per legge di competenza del Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca.
In tal senso vi sono tutte le leggi che sono state fatte in materia di accesso alle professioni. Un conto è l'accesso alla professione, un conto è il suo svolgimento. Lo svolgimento della professione è di competenza del Ministero della giustizia e così via, l'accesso alla professione, il passaggio dall'università all'esame di Stato, è di competenza del Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca.
Quindi, ha ragione il sottosegretario e chiedo alla Commissione e al relatore di perfezionare meglio questo articolo, per non fare un fuor d'opera, per non fare un pasticcio. Questo chiedo cortesemente. Ha ragione il sottosegretario.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, io credo che vada fatta un po' di chiarezza in relazione all'argomento che stiamo affrontando. Il sottosegretario è intervenuto ritenendo che questo dispositivo che ci accingiamo a votare possa rendere più confuso il quadro relativo alla formazione per l'accesso Pag. 52alla professione di avvocato, e lo ha fatto citando le disposizioni normative vigenti relative alla scuola di specializzazione per le professioni legali.
Siccome il nostro ordinamento, dice in sostanza il rappresentante del Governo, prevede già le scuole di specializzazione per le professioni legali, questa formazione va ad aggiungersi e non si trova coordinata con quelle disposizioni. In verità, signor sottosegretario, io credo che l'articolo 43 abbia un'altra finalità, e cioè quella, come si ricava dalla lettura, di fare in modo che questi tirocini avvengano attraverso corsi di formazione di indirizzo professionale tenuti da ordini ed associazioni forensi, nonché dagli altri soggetti previsti dalla legge.
Perché non c'entra il Ministero dell'università, dell'istruzione e della ricerca? Perché la lettera a) del comma 2, in seguito, tra l'altro, anche all'emendamento della Commissione che demanderà al Ministro della giustizia il potere di disciplinare, con regolamento, le modalità dei corsi, dispone, in relazione ai corsi di formazione, che vengano svolti da parte degli ordini e delle associazioni forensi giudicate idonee, in maniera da garantire la libertà ed il pluralismo dell'offerta formativa e della relativa scelta individuale.
Concludendo, signor Presidente, questa disposizione aumenta la libertà di formazione, dà alle associazioni che, in base al regolamento varato dal Ministro, vengano ritenute idonee la possibilità di avviare i tirocini professionalizzanti e nulla esclude, in base al primo comma, che le scuole di specializzazione possano concorrere a questa attività.
La differenza, signor rappresentante del Governo, è che, mentre il tirocinio formalizzante di cui stiamo parlando si rivolge esclusivamente alla formazione dei tirocinanti che vogliono intraprendere la professione dell'avvocato, nella scuola di specializzazione, come lei ben sa, si svolge una formazione che riguarda magistrati, professioni legali e, in particolare, anche i notai.

Pag. 53
Quindi la distinzione è la specializzazione che rappresenta, se mi permette, anche uno dei motivi di fondo per cui stiamo riformando l'avvocatura. Avvocati e tirocinanti maggiormente specializzati sono garanzie come contributo della giustizia e per i cittadini. Siamo convinti che non stiamo sbagliando e andremo avanti in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raisi. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI. Signor Presidente, credo invece che il sottosegretario - che ringrazio per il suo intervento - abbia manifestato delle giuste e corrette preoccupazioni, anche perché, come qualcuno ha detto prima di me, qui si va un po' a svilire il ruolo dell'università e delle sue competenze nel caso, appunto, venisse in qualche modo eliminato questo importante ruolo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Questa è la cosa che più mi preoccupa, ossia ritenere oggi l'università incapace di sostenere questo tipo di attività. Questa è una cosa che si legge un po' lungo tutto il percorso di questa norma. Credo che invece - ed è il motivo per cui poi voteremo a favore dell'emendamento presentato dalla Commissione - sia giusto ripristinare e chiarire i ruoli e le competenze di questo Paese, in questo Stato.
Voteremo contro l'emendamento Lussana 43.707 e a favore dell'emendamento presentato dalla Commissione. Riteniamo le parole del sottosegretario comprensibili, sintomo di un'attenzione che deve essere manifestata da tutto il Parlamento su una norma che stiamo per votare e che lascia perplesse molte categorie del lavoro le quali, peraltro, vengono penalizzate da questa normativa dell'ordinamento della professione forense, da questa nuova riforma dell'avvocatura. Lascia perplessi anche sulle modalità di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e sulle opportunità che essi possono avere anche attraverso la laurea in giurisprudenza. Lascia sospesi tanti percorsi.
In questo senso, faccio perlomeno miei i dubbi manifestati dal Governo.

Pag. 54

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lussana 43.707, non accettato dalla Commissione e su cui il Governo si è rimesso all'Assemblea.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Scilipoti...colleghi, vi invito a prendere posto e vi prego di non allontanarvi dall'Aula perché dobbiamo ancora svolgere molte votazioni...onorevoli Fogliardi, Verducci, Ferranti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 422
Votanti 419
Astenuti 3
Maggioranza 210
Hanno votato
53
Hanno votato
no 366).

Ricordo che l'emendamento Lussana 43.708 è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento 43.900 della Commissione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 43.900 della Commissione e su cui il Governo si è rimesso all'Assemblea.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Scilipoti, Buonanno, Morassut, Verducci, Presidente Casini, segretario La Morte...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 425
Votanti 374
Astenuti 51
Maggioranza 188
Hanno votato
364
Hanno votato
no 10).

Passiamo all'emendamento Beltrandi 43.700. Pag. 55
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, intervengo solo per dire che con l'emendamento in oggetto cerchiamo di ridurre il danno, nel senso che 160 ore di corso di formazione appaiono davvero troppe, riduciamole almeno a 120.
È una misura solo di riduzione del danno rispetto a tutto un articolo, che francamente è stato certo molto migliorato con l'emendamento testè approvato della Commissione, ma che certamente presenta delle criticità. E io sono d'accordo anche con quello che diceva il sottosegretario prima.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 43.700, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si è rimesso all'Assemblea.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Bellanova, Verducci, Razzi, Scilipoti, Laganà Fortugno... ancora l'onorevole Razzi... l'onorevole Laganà Fortugno non riesce a votare...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 430
Votanti 427
Astenuti 3
Maggioranza 214
Hanno votato
193
Hanno votato
no 234).

Pag. 56

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 43, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Zeller, Scilipoti, Verducci, Giulietti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 430
Votanti 425
Astenuti 5
Maggioranza 213
Hanno votato
412
Hanno votato
no 13).

(Esame dell'articolo 44 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 44 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Ha chiesto di parlare per dichiarazioni di voto l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale - perché ovviamente il gruppo seguirà l'indicazione del nostro rappresentante in Comitato dei nove - per dire che voterò contro tutto l'articolo e tutte le questioni che riguardano l'esame di Stato.
Infatti trovo che la liberalizzazione degli ordini, che è quella che davvero l'Europa ci chiede da tempo, avrebbe dovuto avere come primo passaggio proprio l'eliminazione degli esami di Stato che, come noto, fanno sì che, chi può permetterselo, si sposti in altri Paesi dell'Unione europea, dove Pag. 57l'esame non c'è, e poi torni a fare l'avvocato normalmente. Non c'è il coraggio di intervenire davvero per una liberalizzazione anche del settore delle professioni cosiddette liberali e, quindi, io preannunzio il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 44.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Che succede? Onorevole Borghesi? Niente...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 427
Votanti 422
Astenuti 5
Maggioranza 212
Hanno votato
413
Hanno votato
no 9).

(Esame dell'articolo 45 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 45 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Beltrandi 45.3
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cavallaro 45.250 a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: sostituire alla quarta riga le parole «dieci anni» con le parole «cinque anni».

PRESIDENTE. Il Governo?

Pag. 58

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Beltrandi 45.3.
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 45.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Scilipoti, Santori, Dal Moro, Verducci, D'Anna, Moroni, Leo...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 424
Votanti 419
Astenuti 5
Maggioranza 210
Hanno votato
47
Hanno votato
no 372).

Pag. 59
Passiamo all'emendamento Cavallaro 45.250. Chiedo al presentatore se accetti la riformulazione dell'emendamento Cavallaro 45.250 proposta dal relatore.

MARIO CAVALLARO. Signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione dell'articolo 45. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 45.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Saltamartini, onorevole Leo, onorevole Meloni, onorevole Paladini...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 427
Votanti 404
Astenuti 23
Maggioranza 203
Hanno votato
394
Hanno votato
no 10).

(Esame dell'articolo 46 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 46 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A). Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Beltrandi 46.3, 46.4, e 46.5.

PRESIDENTE. Il Governo?

Pag. 60

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Beltrandi 46.3. Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 46.3 formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà per un minuto.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, il sistema con cui oggi si tengono gli esami di Stato è veramente incredibile, perché si dà l'esame oggi, poi ci vuole un anno per correggere gli scritti e nel frattempo poi c'è l'orale. È veramente incredibile, quindi ritengo che almeno prevedere due sessioni di esame l'anno, sia il minimo proprio indispensabile, altrimenti si costringono i giovani a spese, a spostamenti inutili, a dare scritti in più, perché ancora non si sa il risultato dello scritto dell'anno precedente. Insomma una follia completa, che fa parte di tutti quegli ostacoli all'accesso alla professione, che veramente sono il segno di questa controriforma dell'ordine forense.

ANTONIO BORGHESI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, solo per dire che la mia precedente dichiarazione in realtà valeva a partire da questo articolo ora in discussione, articolo 46, e fino all'articolo 50, poiché il nuovo testo prevede che da questo articolo si parli dell'esame di Stato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raisi. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI. Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che condivido le precisazioni fatte dal collega Beltrandi. È incredibile che in un Paese che voglia modernizzarsi, Pag. 61si tenga una sola sessione all'anno degli esami di Stato. Il mondo corre oggi velocemente e noi continuiamo a mantenere dei sistemi arcaici che potevano andare bene cinquanta anni fa. È veramente incomprensibile che si mantenga un sistema per gli esami di Stato fatto in siffatta maniera.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Consolo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CONSOLO. Signor Presidente, bisogna avere il coraggio di sostenere quello che ha detto il collega Raisi. Attendere un anno per la correzione dei compiti è qualcosa che va contro quella celerità e quella speditezza che dovrebbe caratterizzare non solo il processo, ma il mondo della giustizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Compagnon. Ne ha facoltà.

ANGELO COMPAGNON. Signor Presidente, mi pare che questo emendamento sia anche un emendamento di buon senso, oltre che di coraggio, perché con le lungaggini che ci sono a tutti livelli trasversalmente, cercare di ridurre dei tempi, anche in previsione della futura professione di un giovane, credo sia soltanto buonsenso e coraggio. Per cui, per quanto mi riguarda, intendo apporre la mia firma a questo emendamento e spero che il mio gruppo possa anche votarlo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 46.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Colleghi, ho detto prima che c'è il parere contrario, sia della Commissione di merito, sia del Governo e della V Commissione. Lo ribadisco, vedendo l'orientamento del voto, perché questo comporta comunque, come voi sapete, essendo vicino (Commenti)...No, io ve lo dico perché non ho nessun orientamento; nel merito sono d'accordo, ma ve lo devo segnalare Pag. 62che succede questo. In sessione di bilancio non si possono approvare provvedimenti onerosi. L'approvazione di questo emendamento rischia di bloccare il provvedimento.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi polemici dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Popolo e Territorio).

(Presenti 430
Votanti 422
Astenuti 8
Maggioranza 212
Hanno votato
294
Hanno votato
no 128).

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 46.4 formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, anche qui il fatto che, indipendentemente dal numero degli abitanti, ci sia una sola sede di esame per circondario, è veramente troppo poco. In altre parole, come sempre, queste misure e questi ostacoli burocratici all'accesso, le spese dei giovani, sono qualcosa di veramente vergognoso e indegno di un Paese civile. Lo dico senza mezzi termini.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 46.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Pag. 63
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 431
Votanti 409
Astenuti 22
Maggioranza 205
Hanno votato
38
Hanno votato
no371).

Colleghi, un attimo di attenzione perché temo che l'approvazione dell'emendamento precedente Beltrandi 46.3 comporti l'interruzione dell'esame del provvedimento (Commenti).

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, vorrei fare in modo di evitare che noi prendiamo decisioni affrettate, nel senso che vorrei fare presente, ai colleghi e alla Presidenza, che, comunque, questo provvedimento è garantito da una clausola di invarianza finale. Quindi, se gli emendamenti non sono dichiarati inammissibili, è del tutto evidente che essi vengano posti in votazione, anche nella sessione di bilancio. Certo, su di essi grava una valutazione e una condizione della Commissione bilancio, ma sappiamo che questa condizione talvolta non viene osservata dal voto dell'Aula e, quindi, potrebbero conseguirne degli aggravi dal punto di vista della finanza pubblica. Tuttavia, poiché c'è la clausola di invarianza che garantisce tutto il provvedimento, di conseguenza, ad esempio nel merito, sarà compito di coloro che ne avranno la responsabilità, dal punto di vista del Ministero o dal punto di vista dell'autonomia universitaria, di fare in modo che le risorse disponibili per un esame annuale, siano le medesime per due esami nel corso di un anno. Quindi, da questo punto di vista, se va garantita la clausola di invarianza, saranno i soggetti che la devono garantire responsabili, non già il fatto probabilmente che noi dobbiamo soprassedere alla valutazione del provvedimento. Pag. 64
Per evitare, quindi, che noi prendiamo delle decisioni affrettate, vorrei, se fosse possibile, proseguire. Se il Presidente pensa che sia opportuno accantonare eventualmente il voto dell'articolo e degli altri emendamenti non ho nulla in contrario, però è bene proseguire nell'esame del provvedimento, eventualmente accantonando l'articolo, non bloccando i lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. A me sembra un suggerimento saggio. Verifichiamo se è possibile perseguire questa strada.

Pag. 65

MANLIO CONTENTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Signora Presidente, per quanto riguarda il gruppo del Popolo della Libertà, noi avevamo preso una posizione precisa, che si rispecchiava nel parere, che lei ha ricordato correttamente, della Commissione e del Governo. Abbiamo tenuto fede a quel parere proprio perché l'accorciamento dei tempi, al di là delle difficoltà organizzative, avrebbe comportato gli effetti che sono emersi. Ora, noi non abbiamo nessuna intenzione di sospendere il provvedimento. Noi voteremo contro questo articolo, perché è l'unico modo che abbiamo per evitare che questo provvedimento si insabbi, dopo che con il lavoro dell'intera Commissione l'abbiamo portato in Aula per mandarlo al Senato (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Ci penserà il Senato. Cercheremo di fare le corse, ma non intendiamo, come Popolo della Libertà, tornare indietro, perché noi gli impegni politici li rispettiamo (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

MARIO CAVALLARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARIO CAVALLARO. Signora Presidente, vorrei chiarire in maniera inequivoca che il nostro affondo a favore dell'emendamento presentato da Beltrandi non ha e non può avere alcun effetto di bloccare il provvedimento, se non altro perché la celebrazione di più rapide sessioni di esame, cosa che fra l'altro evita l'assurdità, che è nota a tutti noi in quest'aula, di gente che fa perfino due volte lo stesso esame, senza conoscere l'esito dell'esame già affrontato; infatti anche di questo ci dobbiamo fare carico, anche di gente che va per due anni consecutivi a fare l'esame senza sapere ancora come è stato fatto. Io credo tra l'altro che, diminuendo la platea dei partecipanti al concorso, ci saranno delle riduzioni di spesa e Pag. 66quindi, fra l'altro, si possono benissimo contenere le spese all'interno della previsione generale che, come giustamente ha detto Quartiani, è coperta dalla clausola di invarianza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Quindi ritengo che adesso si possa accantonare la votazione dell'articolo 46. Tuttavia aggiungo anche io che, se servisse a dimostrare che noi, e per primi noi, siamo persone serie, voteremmo anche contro l'articolo 46, se sarà meglio chiarito che si provvede con la clausola di invarianza (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Unione di Centro per il Terzo Polo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io darei la parola al relatore. Chiedo scusa agli altri che mi hanno chiesto di intervenire, ma darei la parola al relatore perché mi pare che ci sia una possibilità di terminare l'esame dell'articolo 46 e di prendere, solo dopo la votazione sull'articolo 46, la decisione che dobbiamo comunque prendere. Infatti se venisse respinto, è chiaro che potremmo andare avanti; se fosse approvato dovremmo comunque aspettare che si riunisca la V Commissione (Bilancio) e che ci sia la riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, per decidere come procedere.
Do la parola al relatore. Prego, onorevole Cassinelli .

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signora Presidente, le risparmio le mie considerazioni personali su questo emendamento, nel senso che concordo anch'io sul fatto che ci sono dei problemi nei tempi della correzione dei compiti e degli elaborati, ma questo è un problema diverso dalla periodicità. Io credo che l'unica soluzione sia quella da lei prospettata, quella cioè di mettere in votazione subito l'articolo 46; nel caso in cui l'Assemblea, come ovviamente personalmente auspico, dovesse bocciare l'articolo 46, io credo che non ci dovrebbero essere problemi nella prosecuzione dell'esame del provvedimento.

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, intervengo perché forse non sono state comprese le parole dell'onorevole Pag. 67Quartiani, che pure mi sembravano chiare e vorrei rivolgermi, se fosse possibile, pacatamente a tutti i colleghi. Innanzitutto io credo che la preoccupazione che tutti abbiamo - ed è legittima - è di fare in modo che un voto non pregiudichi l'esito di questa legge e su questo siamo d'accordo. Dovremmo anche riflettere sul fatto - almeno noi, il gruppo del Partito Democratico - che la proposta fatta dall'onorevole Beltrandi è una proposta seria, che ha una sua ragione (un attimo, arrivo alla fine onorevole Contento). Allora il collega Quartiani ha chiesto: poiché forse può capitare anche che la V Commissione (Bilancio) si pronunci, che a noi possa capitare di immaginare che un emendamento comporta spese e poi magari possiamo anche verificare che non comporta spese. Allora io le dico molto francamente, signor Presidente, che la proposta dell'onorevole Quartiani non era quella di dire: votiamo l'articolo 46 e se non viene respinto poi lo accantoniamo, no.
Poiché noi siamo convinti che quel voto sia un voto che non compromette il provvedimento, l'unica verifica che possiamo fare per capire se quel voto comprometta il provvedimento o meno, è che gli uffici, la V Commissione (Bilancio) rivedano questa materia e ci diamo un parere - tra virgolette - pro veritate. Una volta che, effettivamente, ciò fosse dimostrato non da quello che dico io, da quello che dice l'onorevole Contento o da quello che dice ciascuno di noi, ma da una verifica seria fatta, è chiaro che la posizione del gruppo potrebbe sicuramente essere in linea con quanto diceva l'onorevole Cavallaro e, dunque, respingere l'articolo. Tuttavia, prima di respingere l'articolo, poiché riteniamo che quella che è stata approvata sia una cosa seria, vorremmo essere certi che effettivamente ciò non si possa fare e, dunque, che comprometta. Infatti, se non compromette e si può fare, noi voteremo a favore dell'articolo 46 e invitiamo tutti a votare a favore dell'articolo 46.
Ergo, con riferimento a questo, le chiedo formalmente, signor Presidente, di dare priorità alla richiesta di accantonamento dell'onorevole Quartiani, come, inevitabilmente, deve essere fatto prima di mettere in votazione l'articolo 46, perché altrimenti non avrebbe alcun senso. Quindi, le chiederei, se non vi fosse accordo - ma mi auguro che questa piccola spiegazione ci possa aiutare -, di mettere prima in votazione Pag. 68la richiesta di accantonamento e, poi, eventualmente, se fosse respinto l'accantonamento, di mettere in votazione l'articolo 46.

PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola a chi me l'ha chiesta, per un minuto a testa, vorrei profilare le possibilità che abbiamo di fronte. Io credo che la proposta di accantonamento che è stata formulata dall'onorevole Quartiani, e testé ripresa dall'onorevole Giachetti, sia possibile solo nella misura in cui noi, procedendo nell'esame degli altri articoli, non si arrivi, comunque, alla conclusione del provvedimento. Infatti, in questo caso, la V Commissione (Bilancio) potrà dirci se vi sono oneri aggiuntivi e, a quel punto, rimettere all'Aula l'approvazione o il respingimento dell'articolo 46, nel caso appunto in cui vi fossero oneri; se, invece, non vi fossero oneri, non essendo il provvedimento terminato, noi potremmo approvare l'articolo 46 e procedere all'approvazione dell'intero provvedimento.
Adesso darò la parola per un minuto a testa a coloro che l'hanno chiesta. Vi pregherei di esprimervi su questa possibilità che abbiamo a disposizione, così evitiamo di votare.

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente, entro cinquanta secondi solo, vorrei spiegare che noi abbiamo il dovere di votare, perché c'è già il parere della V Commissione (Bilancio). C'è già. Noi non possiamo adesso interrompere i lavori per chiedere un parere che c'è già. Quindi, è giusto, secondo me, che si vada avanti e si voti.
Oltretutto, nel merito, due commissioni ogni sei mesi sono impraticabili in Italia: li facciamo solo andare agli esami per, poi, bocciarli a prescindere. Se questo vuole la sinistra, con questa demagogia, lo faccia, ma noi andiamo a votare, perché è una cosa giusta farli in un anno. Non è vero che vanno a fare l'esame l'anno dopo senza sapere i risultati. Basta informarsi. Telefonate agli ordini del...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Siliquini, il suo pensiero è chiaro.

Pag. 69

PIERLUIGI MANTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, credo che la sua proposta abbia buonsenso: se nel corso dei lavori e senza influire sui tempi, la V Commissione (Bilancio) è in grado di dare un approfondimento o anche una richiesta di riformulazione per evitare che vi siano oneri, credo che questa sia una strada che si possa seguire; diversamente, non vi è che quella di votare contro l'articolo 46. Infatti, noi siamo convinti che, al di là delle buone ragioni - cioè accelerare l'accesso agli esami -, il problema si possa risolvere anche in un altro modo, facendo le correzioni degli esami con modalità diverse; quindi, il problema si potrebbe risolvere.
Signor presidente, l'articolo 46 in sé contiene dei principi già contenuti nell'ordinamento, quindi, l'eventuale bocciatura con un voto contrario risolverebbe il problema immediato senza danno per il sistema. Quindi, ci rimettiamo alla decisione che, infine, lei vorrà assumere, però, con il limite che il provvedimento deve andare avanti e, se vi sono rilievi non superabili da parte della V Commissione (Bilancio), la strada principale è quella della bocciatura, per quanto ci riguarda, dell'attuale testo dell'articolo 46.

Pag. 70

CAROLINA LUSSANA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAROLINA LUSSANA. Signor Presidente, penso che in quest'Aula sia stato approvato un emendamento che, nel merito, pone una questione rilevante. Io non sono d'accordo con i colleghi sull'impossibilità di svolgere due esami nel corso dell'anno di abilitazione alla professione. Semmai forse - e questa è anche una critica forte che muovo al Governo, che però è stato assente, e mi dispiace per il sottosegretario ma non abbiamo mai visto il Ministro Severino presente in Aula - il Governo è stato assente in ordine a quello che doveva essere un altro punto qualificante della riforma: avere il coraggio di modificare in maniera seria l'accesso alla professione.
Allora è chiaro che, di fronte ad un emendamento di buon senso da parte del collega Beltrandi, l'Aula si sia espressa in un certo modo. Dunque, c'è questo parere della Commissione bilancio; non so se sia ostativo o meno, però chiaramente noi siamo favorevoli al fatto che il provvedimento, comunque, debba andare avanti. Ci sembra ragionevole la proposta di accantonamento, affinché la Commissione bilancio si possa riunire, e poi in base a questo decideremo l'iter successivo del provvedimento.
Però, non sminuiamo l'emendamento che è stato approvato, il quale, nel merito, invece, ha trovato un'ampia condivisione perché tocca un tema, purtroppo, solo marginalmente affrontato da quest'Aula, sia alla Camera che al Senato, ossia quello dell'accesso alla professione nel senso della riforma dell'esame di Stato. Qui, è vero, abbiamo avuto poco coraggio noi, ma soprattutto il grande latitante è stato il Governo.

ANGELA NAPOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, ribadisco in questa sede ciò che avevo cercato di dire, invitando anche i gruppi Pag. 71politici nelle fasi precedenti l'approvazione di questo emendamento. L'altro giorno avevo, infatti, invitato i gruppi politici a tenere conto del lavoro che ciascun rappresentante ha svolto in seno al Comitato dei nove. Io non so che cosa subentri poi nell'Aula se non interessi lobbistici, perché questo è quello che sta accadendo su questo provvedimento.
Pertanto, siccome siamo in una fase ravvicinata al disegno di legge di stabilità, non possiamo protrarre oltre: dobbiamo proseguire; ognuno si impegni anche ad attuare il proprio voto secondo Regolamento e cercando di non inficiare sul bilancio proprio in prossimità.

PRESIDENTE. Onorevole Napoli, la invito a concludere.

ANGELA NAPOLI. Io ho l'impressione - ed è già il secondo caso che si sta verificando su questo provvedimento - che vi sia in fondo l'intento di affossarlo. Allora, è inutile addossare responsabilità al Governo. Il Governo aveva anche assunto responsabilità con una lettera inviata in Commissione, in base alla quale non consentiva nemmeno la sede legislativa.
Noi siamo andati avanti; stiamo cercando di portare avanti il provvedimento nel migliore dei modi, però poi che in Aula i gruppi agiscano per conto proprio e che i rappresentanti dei gruppi diano indicazioni diverse rispetto agli accordi del Comitato, mi dispiace ma non credo sia una posizione legittima da parte del legislatore.

PRESIDENTE. Onorevole Napoli, deve concludere.

ANGELA NAPOLI. Questo provvedimento si sta tirando da una parte e dall'altra, e non so fino a che punto poi il legislatore potrà essere soddisfatto del risultato.

FEDERICO PALOMBA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, vorrei tentare di riportare un po' alla razionalità tutto questo dibattito. Siamo contrari all'esame di Stato e quindi abbiamo parlato di liberalizzazione e preannunzio il nostro voto di astensione; abbiamo soltanto votato a favore di questo emendamento Pag. 72perché si dice che, nella logica in cui ci siano gli esami di Stato, questi non devono essere annuali ma devono essere semestrali. Allora, non vedo che cosa, in tutto questo, infici la logica di chi sostiene che le cose devono andare avanti così, anche perché si tratta comunque di spese che sarebbero a carico del consiglio nazionale forense e non a carico dello Stato e, quindi, non capisco la Commissione bilancio che cosa possa interloquire su questo. Ciò anche perché c'è la clausola di invarianza finale per cui maggiori oneri a carico della spesa pubblica ci devono essere; quindi, secondo me, si può andare a votare, noi voteremo in un certo modo però questo nella logica della maggioranza non mi sembra che determini un vulnus particolare.

GUIDO CROSETTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUIDO CROSETTO. Signor Presidente, senza entrare nel merito del tema in discussione che ha una legittimità, noi siamo in un periodo particolare, ci troviamo in sessione di bilancio. Il parere della Commissione bilancio può cambiare quando ci sono elementi che modificano l'emendamento perché, altrimenti, cambierebbe soltanto per motivi politici e quindi non si può richiedere ad una Commissione che, nella sua interezza, ha detto che un emendamento costa, di dire, il giorno dopo, che lo stesso emendamento non costa. Questo darebbe un'immagine di totale mancanza di serietà. Per quanto riguarda la clausola di salvaguardia, per rispondere all'onorevole Quartiani, devo far notare che le clausole di salvaguardia ci sono nelle leggi degli ultimi quindici anni e siamo a duemila miliardi di euro di debito pubblico.

PRESIDENTE. E poi c'è anche l'articolo 81 della Costituzione.
Pongo allora in votazione la richiesta di accantonamento che è stata formulata dal gruppo Partito Democratico.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Pag. 73

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, nell'ipotesi di accantonamento forse sarebbe opportuno accantonare gli articoli dal 46 al 50 che disciplinano la materia. Altrimenti rischiamo di assumere delle decisioni che poi potrebbero trovarsi in contrasto.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento degli articoli dal 46 al 50.
(È approvata).

La Camera approva per 240 voti di differenza.

(Esame dell'articolo 51 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 51 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cavallaro 51.710.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cavallaro 51.710, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Pag. 74

Onorevole Bruno, Rampelli, Verducci, Tortoli, Mazzarella, Trappolino...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
417
Hanno votato
no 2).

Pag. 75

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 51 nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Onorevole Tocci...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 416
Votanti 415
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
413
Hanno votato
no 2).

(Esame dell'articolo 52 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 52 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 52.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Scilipoti, Orlando...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 424
Votanti 421
Astenuti 3
Maggioranza 211
Hanno votato
420
Hanno votato
no 1). Pag. 76

(Esame dell'articolo 53 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 53 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 53.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Scilipoti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 403
Votanti 400
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato
400).

(Esame dell'articolo 54 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 54 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 54.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Scilipoti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 411
Votanti 408
Astenuti 3
Maggioranza 205
Hanno votato
407
Hanno votato
no 1).

Pag. 77

(Esame dell'articolo 55 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 55 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 55.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Onorevoli Tortoli, Madia...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 422
Votanti 419
Astenuti 3
Maggioranza 210
Hanno votato
418
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 56 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 56 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 56.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Pag. 78
Onorevoli Mura, D'Anna, Cesario, Madia...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 426
Votanti 424
Astenuti 2
Maggioranza 213
Hanno votato
424).

(Esame dell'articolo 57 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 57 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Beltrandi 57.700.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Beltrandi 57.700.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Beltrandi 57.700 formulato dal relatore.

MARCO BELTRANDI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, qui siamo nell'ambito del termine di prescrizione per l'azione disciplinare. Questo testo prevede sei anni di termine. Ora, che anche il giudizio disciplinare debba prevedere termini di prescrizione Pag. 79così lunghi, come se fossero i tribunali italiani, mi sembra veramente e francamente eccessivo. Per questo propongo che il termine sia portato ad un anno, anche per non ingenerare situazioni - lo ripeto - per cui, visto che ci sono tanto sei anni di tempo, si decide magari dopo tre, dopo quattro, dopo cinque anni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Beltrandi 57.700, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Onorevoli Pescante, Cicu, Tortoli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 419
Votanti 414
Astenuti 5
Maggioranza 208
Hanno votato
28
Hanno votato
no 386).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 57.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Tommaso Foti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 410
Votanti 402
Astenuti 8
Maggioranza 202
Hanno votato
395
Hanno votato
no 7).

Pag. 80

(Esame dell'articolo 58 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 58 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 58.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Mura...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 411
Votanti 409
Astenuti 2
Maggioranza 205
Hanno votato
408
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 59 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 59 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 59.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Mura... Onorevole Tortoli... Onorevole Zeller... Onorevole Pelino...
Dichiaro chiusa la votazione. Pag. 81
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 415
Votanti 412
Astenuti 3
Maggioranza 207
Hanno votato
411
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 60 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 60 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 60.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 410
Votanti 408
Astenuti 2
Maggioranza 205
Hanno votato
407
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 61 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 61 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 61.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Pag. 82

Onorevole Mura... Onorevole Veltroni...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 409
Votanti 407
Astenuti 2
Maggioranza 204
Hanno votato
406
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 62 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 62 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cavallaro 62.2, a condizione che venga riformulato nel senso di mantenere esclusivamente le parole: «avanti ad apposita sezione disciplinare del CNF».

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è favorevole.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Cavallaro accetta la riformulazione proposta dalla Commissione per il suo emendamento 62.2.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cavallaro 62.2, accettato dalla Commissione e dal Governo, nel testo riformulato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Pag. 83

Onorevole Paolini... Onorevole Mogherini Rebesani... Onorevole Abrignani...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 423
Votanti 419
Astenuti 4
Maggioranza 210
Hanno votato
418
Hanno votato
no 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 62, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Tortoli... Onorevole Porfidia...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 420
Votanti 419
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato
418
Hanno votato
no 1).

Pag. 84

(Esame dell'articolo 63 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 63 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 63.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Pelino, Bossa, Osvaldo Napoli, Giorgio Conte, Misiti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 424
Votanti 421
Astenuti 3
Maggioranza 211
Hanno votato
420
Hanno votato
no 1).

(Esame dell'articolo 64 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 64 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ROBERTO CASSINELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Contento 64.700.

PRESIDENTE. Il Governo?

Pag. 85

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Contento 64.700.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 64.700, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Stasi...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 414
Votanti 410
Astenuti 4
Maggioranza 206
Hanno votato
403
Hanno votato
no 7).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 64, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Quartiani, Ghizzoni, Moles...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 415
Votanti 412
Astenuti 3
Maggioranza 207
Hanno votato
411
Hanno votato
no 1).

Pag. 86

(Esame dell'articolo 65 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 65 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Ricordo che l'emendamento Cavallaro 65.710 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 65.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 406
Votanti 402
Astenuti 4
Maggioranza 202
Hanno votato
402).

Prendo atto che i deputati Paolini, Adornato e Ferranti hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.

(Esame dell'articolo 66 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 66 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A).
Avverto che la II Commissione (Giustizia) ha presentato l'emendamento 66.900, che è in distribuzione, con riferimento al quale risulta alla Presidenza che tutti i gruppi abbiano rinunciato alla presentazione di subemendamenti. Per darne piena conoscenza all'Assemblea ne do lettura: «Sostituire il comma 3 con il seguente: L'articolo 19 non si applica agli avvocati già iscritti agli albi alla data di entrata in vigore della presente legge, per i quali restano ferme le disposizioni dell'articolo 3, quarto comma, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578». Pag. 87
Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sull'emendamento 66.900 della Commissione.

SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo esprime parere favorevole sull'emendamento 66.900 della Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 66.900 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Paolini, Adornato, Tortoli, Froner...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 401
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato
400
Hanno votato
no 1).

Si intende ritirato l'emendamento Torrisi 66.700

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 66, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Verducci, De Girolamo, Zeller, Brugger, Tortoli, Leo...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 405
Votanti 402
Astenuti 3
Maggioranza 202
Hanno votato
402).

Pag. 88

(Esame dell'articolo 67 - A.C. 3900-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 67 (vedi l'allegato A - A.C. 3900-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 67.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Cesario...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 406
Votanti 402
Astenuti 4
Maggioranza 202
Hanno votato
402).

Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo 68. Essendo stato accantonato l'articolo 46, proprio per ragioni connesse alla copertura finanziaria del provvedimento, è necessario accantonare anche questo articolo, che reca la clausola di invarianza finanziaria.
Se non vi sono obiezioni, così rimane stabilito.
Sospendiamo, a questo punto, l'esame del provvedimento, che è rinviato ad altra seduta. La Commissione bilancio sarà chiamata a pronunciarsi sull'onerosità del testo.

Sull'ordine dei lavori (ore 13).

ANDREA ORLANDO. Chiedo di parlare.

Pag. 89

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANDREA ORLANDO. Signor Presidente, il 25 ottobre dello scorso anno, le zone della riviera ligure delle Cinque terre e della Val di Vara furono colpite da una calamità naturale, che portò purtroppo anche a gravi lutti, perdite e a danni ingentissimi. Ad un anno da allora non sono ancora stati stanziati per i comuni direttamente interessati i fondi che il Governo si era impegnato ad erogare.
Approfitto non solo per ricordare, quest'oggi, quella tragedia che ha così violentemente e drammaticamente colpito le comunità interessate, ma per sollecitare, ancora una volta, il Governo ad assumere un'iniziativa in quella direzione.
Ciò che è stato fatto è stato fatto grazie alla buona volontà ed all'impegno di molti volontari, delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, ma siamo ancora nella fase dell'emergenza. Non c'è stato un serio sostegno ad un processo di ricostruzione e soprattutto non si sono sostenute le comunità locali anche per interventi di prevenzione rispetto alla possibilità di ulteriori calamità.
Per questo, signor Presidente, le chiedo di farsi attrice nei confronti del Governo di un sollecito affinché le comunità interessate e la regione Liguria siano supportate nell'attività, che è ancora importante e imponente, di ricostruzione, che non potrà dirsi compiuta fino a che a quei comuni di Borghetto di Vara, Brugnato, di Rocchetta Vara, di Vernazza e di Monterosso non sarà resa pienamente la possibilità di poter dire che quella ferita si è rimarginata. Si tratta di realtà che svolgono un'importante funzione nell'ambito del territorio ligure ed è, quindi, anche un investimento sul futuro di tutta la regione. Io le chiedo, signor Presidente, che ci sia un'assunzione di responsabilità in questo senso.

PRESIDENTE. Onorevole Andra Orlando, la Presidenza si farà sicuramente interprete della sua richiesta, però mi permetto anche di consigliarle la presentazione di un atto di indirizzo o di sindacato ispettivo proprio per avere la garanzia di un'ulteriore risposta da parte del Governo.

Pag. 90
Non ha più poteri di lei la Presidenza da questo punto di vista.

SIMONE BALDELLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, in relazione a quanto accaduto poc'anzi sul provvedimento relativo alla nuova disciplina della professione forense, solo per lasciare agli atti dei nostri lavori una considerazione. Essendo stato approvato un emendamento che, a detta della Commissione bilancio, reca nuovi oneri e quindi con il parere contrario della Commissione bilancio, a maggior ragione in sessione di bilancio e a maggior ragione con il parere contrario del Governo, si è trovata una soluzione attraverso un voto che ha previsto l'accantonamento, una soluzione rispetto alla quale il gruppo del PdL si è diversificato, con un voto di astensione.
Nel voto precedente, signora Presidente, molti gruppi hanno votato a favore di questo provvedimento, anche qui tengo a ribadire che il gruppo del PdL, con argomentazioni concrete sostenute con competenza in Aula dall'onorevole Contento, ha votato contro, insieme ad altri gruppi, su questo provvedimento, io credo, signor Presidente, che siamo riusciti in qualche misura a salvare il proseguimento del provvedimento con un accantonamento, credo e auspico per il futuro che quando si affrontano provvedimenti che, insomma, hanno avuto già un esame approfondito nel Comitato dei nove e specie in queste circostanze in cui ci si trova con delle situazioni di problemi di bilancio, probabilmente gli accantonamenti andrebbero chiesti prima del voto, poiché è di tutta evidenza che si può comprendere che un emendamento possa passare o meno anziché dopo, ponendo invece in una situazione difficoltà per un verso la Presidenza e per l'altro l'Aula.
Quindi, lo lascio a futura memoria, perché credo che abbiamo superato, anche con il contributo procedurale del collega Quartiani, un momento di difficoltà concreto - perché siamo effettivamente in sessione di bilancio - attraverso un Pag. 91accantonamento, molto probabilmente non avremo terminato probabilmente tutti gli articoli del provvedimento nella giornata di oggi, sta di fatto che però credibilmente, di fronte ad un emendamento che ha il parere contrario del Governo e della Commissione bilancio, è auspicabile che, se non c'è una questione politica di fondo, le forze di maggioranza che intendono sostenere questo emendamento, l'accantonamento - e l'approfondimento - siano portate a chiederlo prima e non dopo che il guaio è fatto.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sì, ho scritto tutti, siete tanti quindi tutti...

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Baldelli per aver poi alla fine contribuito a fare in modo che l'Aula decidesse con un voto, a grande maggioranza e con l'astensione del suo gruppo, di accantonare il voto sul testo complessivo risultante dal voto dell'emendamento in questione perché evidentemente avevamo bisogno, come è ovvio, di un'ulteriore valutazione relativamente agli esiti che si determinavano a fronte dell'approvazione di un emendamento su cui, vorrei fosse chiaro, la Commissione bilancio aveva posto una condizione ma, essendo l'Aula sovrana a questa condizione, come è già capitato altre volte, poche volte, ma tuttavia può esser messa in discussione con un voto più o meno unanime, più o meno di maggioranza, valutando nel merito probabilmente in questo caso chi lo ha votato che non si infrangeva una regola che non si rifaceva al contenuto dell'emendamento, perché un conto è che l'onorevole Baldelli si riferisca al contenuto dell'emendamento, un altro conto è che si riferisca alle modalità di funzionamento dell'Aula nel momento in cui c'è una sessione di bilancio.
Allora, poiché abbiamo fatto un voto incidentale, il voto incidentale serve a fare un'ulteriore verifica su quanto si determina relativamente non al merito dell'emendamento, ma a quando eventualmente questo provvedimento potrà essere rimesso in discussione e votato dall'Aula.
Qui non viene messo in discussione l'esito del voto e non può essere messo in discussione l'esito del voto nel merito che Pag. 92è stato esercitato dall'Aula sull'emendamento specifico. Mettiamo in discussione, eventualmente, quando l'Aula potrà ritornare a votare sull'articolo in questione, nel momento in cui sarà conclusa la sessione di bilancio. Lì si potrà determinare, nel merito, un voto ulteriore dell'Aula che sancisca o meno il voto complessivo e definitivo sull'articolo, bocciandolo o approvandolo. Qui evidentemente stiamo parlando di due questioni e non si può confondere il parere della Commissione bilancio nel merito e il voto incidentale nel momento in cui questo emendamento è stato votato. Pertanto, signor Presidente, credo che sarà bene ritornare a ragionare con Regolamento alla mano, ma anche con la prassi e con la buona collaborazione tra tutti i gruppi, di maggioranza e di minoranza, perché stiamo facendo un provvedimento assai importante, che riguarda la giustizia italiana, i diritti della difesa e i diritti e i ruoli di chi assume una responsabilità nel procedimento penale.

PRESIDENTE. Non ci sono dubbi sul fatto che l'Aula sia sovrana e che l'emendamento è stato votato. Auspichiamo che la Commissione bilancio, riunendosi verifichi che non viene violata la non onerosità aggiuntiva del testo e che quindi si possa procedere, perché saremmo in tempo, se la Conferenza dei presidenti di gruppo decide, di considerarlo come primo punto all'ordine del giorno di martedì prossimo e saremmo in grado di licenziare il provvedimento come era, d'altra parte, previsto.

SIMONE BALDELLI. Per questo c'è la Conferenza dei presidenti di gruppo, che ha già stabilito quale sarà il primo punto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Baldelli, sarà la Conferenza dei presidenti di gruppo a decidere, non c'è dubbio. Se c'è la volontà politica nella Conferenza dei presidenti di gruppo ci sono i tempi per poter fare tutto. Da questo punto di vista non spetta certamente alla Presidenza.

 

Pubblicità


Annunci

"Nulla è più duro della pietra e nulla è più molle dell'acqua. Eppure la molle acqua scava la dura pietra". (Ovidio)