Segui su www.avvocati-part-time.it tutte le vicende parlamentari della riforma forense, "Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense" (Atto Camera 3900 <già approvato dal Senato> C. 420 Contento, C. 1004 Pecorella, C. 1447 Cavallaro, C. 1494 Capano, C. 1545 Barbieri, C. 1837 Mantini, C. 2246 Frassinetti e C. 2419 Cassinelli).
Leggi di seguito i resoconti delle sedute della Commissione giustizia della Camera in sede referente del 6 luglio e del 13 luglio 2011 ...
6 luglio 2011:
"Giulia BONGIORNO, presidente, avverte che l'esame dei provvedimenti all'ordine del giorno, sui quali vi è una forte aspettativa da parte dell'avvocatura, riprenderà la prossima settimana al fine di adottare il testo base e fissare il termine per la presentazione degli emendamenti. Rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta."
13 luglio 2011
"Manlio CONTENTO (PdL) osserva che l'esigenza di adeguare l'ordinamento della professione forense è avvertito da gran parte degli interessati e costituisce anche un impegno che il Governo ha assunto nei confronti degli organismi di rappresentanza dell'Avvocatura.
Ritiene che proprio tale premessa imponga una prima valutazione di carattere politico sul testo licenziato dal Senato.
Vi sono, infatti, due opzioni. La prima risponde all'esigenza di accelerare l'iter di approvazione della riforma e consentirebbe di vedere, dopo diversi tentativi consumati nelle scorse legislature senza successo, raggiunto un risultato che, come anticipato, è auspicato da molti.
Questa opzione porterebbe con sé la scelta di non modificare il testo uscito dal Senato evitando così, attraverso eventuali aggiustamenti, la terza lettura del provvedimento.
La seconda opzione, invece, aprirebbe il confronto, alla Camera, sui contenuti della proposta definita dal Senato, richiedendo, così, all'esito delle modifiche, un ulteriore esame da parte dell'altro ramo del Parlamento.
Ritiene che sul punto sarebbe stato utile conoscere l'opinione del Governo e, comunque, acquisire l'orientamento delle forze di opposizione allo scopo di verificare se vi è un intento condiviso in ordine alla prosecuzione più opportuna dell'iter.
Prende, quindi, spunto dal dato fornito dal relatore circa l'iscrizione all'albo degli avvocati di circa 230 mila professionisti per contrastare gli argomenti di chi sostiene l'esigenza di abolire l'esame di Stato o, comunque, di «liberalizzare» la professione in parola perché vi sarebbero troppe barriere all'ingresso.
Anzi con riferimento ad altri paesi europei, come la Francia, balza agli occhi la differenza di avvocati in attività che, nel paese transalpino, risultano essere poche decine di migliaia di unità.
Ritiene, perciò, che, al contrario, andrebbe ripensata anche la programmazione universitaria che in assenza di misure, rischia di favorire le difficoltà di inserimento dei giovani laureati in un segmento che non sembra offrire più margini di crescita almeno per quanto concerne l'attività tradizionale.
Sottolinea, quindi, la novità costituita dal procedimento disciplinare e dall'organismo cui è rimessa la valutazione degli illeciti e le norme che ridisegnano la competenza e l'architettura degli ordini circondariali e del distretto.
Si sofferma, quindi, sulle disposizioni riferite all'esercizio in forma societaria della professione che ritiene equilibrate, pur manifestando un giudizio positivo anche per un eventuale ricorso a società di capitali purché riservato esclusivamente a professionisti.
A tale proposito ricorda come proprio la complessità dell'organizzazione della società e i temi attribuiti alla valutazione dell'Avvocatura, soprattutto sotto il profilo internazionale, suggeriscano un approccio più sereno al ricorso a figure societarie che, con i dovuti limiti, potrebbero favorire la costituzione di studi in grado di competere con analoghe strutture esistenti in altri paesi e rivolte proprio a far fronte alle problematiche di maggior spessore.
Ritiene misurata la proposta, contenuta nel testo, di ritornare alle tariffe minime come elemento di serietà, pur nel necessario contesto competitivo e come riferimento certo per le operazioni di liquidazione giudiziale delle spese.
Si sofferma, poi, sull'articolo 20 del testo approvato dal Senato, circa l'effettività dell'esercizio professionale, per evidenziare alcune perplessità in ordine alla formulazione. In particolare, ritiene che la ratio che ispira la norma, volta ad evitare che l'attività dell'avvocato possa essere svilita da un atteggiamento poco professionale, sia condivisibile, ma che la norma finisca per limitare gli spazi di libertà della persona che si estrinsecano anche attraverso la scelta di come svolgere il proprio lavoro. Ritiene, tra l'altro, che il rinvio al regolamento per l'accertamento delle modalità di verifica dell'esercizio effettivo dovrebbe contenere alcuni principi in modo da orientare il relativo potere regolamentare.
Mette infine sull'avviso la Commissione ed il Governo circa il ricorso a criteri di valutazione dell'effettività che operino sul piano tributario, ritenendoli poco opportuni anche alla luce della già ingombrante disciplina vigente in materia. Nello specifico fa riferimento anche al concetto di prevalenza, concetto che sembra evocare un rapporto tra ordini di grandezza riferibile a chi svolge anche altre attività e che, proprio per questo, potrebbe prestarsi all'introduzione di un sistema di misurazione reddituale che risulterebbe del tutto inopportuno.
Ritiene condivisibili, infine, le norme volte a rafforzare il tirocinio dei praticanti, la possibilità di svolgere il praticantato presso gli uffici giudiziari e lo svolgimento dell'esame di Stato cui dovrebbero accedere esclusivamente i giovani che dimostrano di voler seguire l'esperienza forense e che hanno seguito effettivamente il praticantato in tale direzione.
Auspica, da ultimo, che la legislatura in corso possa registrare il varo definitivo della riforma dell'ordinamento forense.
Cinzia CAPANO (PD) sottolinea l'esigenza di non esaminare i provvedimenti in titolo in modo affrettato e di approfondirne adeguatamente ogni aspetto. Con particolare riferimento alle disposizioni dell'articolo 20, citato dall'onorevole Contento, evidenzia il rischio che siano espulsi circa 50 mila avvocati dall'ordine, senza alcuna possibilità di un successivo reinserimento, per di più in un momento di grave crisi economica.
Il sottosegretario Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI, nel replicare all'onorevole Contento, chiarisce che il Governo ritiene che l'esame del provvedimenti in oggetto debba avere una accelerazione. Ricorda come la riforma dell'ordinamento forense sia attesa da sessant'anni e ritiene che i tempi siano maturi per una sua definitiva approvazione. Quanto al merito dei provvedimenti, dichiara la disponibilità del Governo al confronto.
Roberto CASSINELLI (PdL), relatore, accoglie con favore le dichiarazioni del rappresentante del Governo. Esprime tuttavia una forte preoccupazione per norme che potrebbero essere inserite nell'ambito della manovra finanziaria attualmente all'esame del Senato, relative agli ordini professionali e, quindi, anche alla professione forense, senza tenere conto né delle peculiarità e specificità di quest'ultima né dell'approfondito esame della materia già da tempo in corso presso questa Commissione.
Fulvio FOLLEGOT, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta".
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