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Una critica (in tema di incompatibilità) alla riforma forense approvato dal Senato

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 Riporto una mail di critica al testo di riforma forense approvato in prima lettura dal Senato nel novembre 2010: 
"Preg.mo Avv. Perelli,
leggo sul web le Sue brevi note in ordine alla riforma di cui in oggetto.
Premesso che non sono legato ad AIGI, non posso non condividere le critiche di detta associazione alla incompatibilità ancora una volta prevista per gli avvocati dipendenti privati.
La questione di costituzionalità (art.3 Cost.), di tutta evidenza, si pone quanto alle previsioni dell'art.18 c.3  e dell'art.22 della legge di riforma approvata in Senato. Considero, infatti, aberrante che si possa consentire a chi versa nelle medesime condizioni dello scrivente (avvocato addetto ad Ufficio Legale di Istituto di Credito privato) quanto appresso : "gli avvocati degli uffici legali specificamente istituiti presso gli enti pubblici, anche se trasformati in persone giuridiche di diritto privato, sino a quando siano partecipati prevalentemente da enti pubblici, ai quali venga assicurata la piena indipendenza ed autonomia nella trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente ed un trattamento economico adeguato alla funzione professionale svolta, sono iscritti in un elenco speciale annesso all’albo. L’iscrizione nell’elenco è obbligatoria per compiere le prestazioni indicate nell’articolo 2. Nel contratto di lavoro è garantita l’autonomia e l’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica dell’avvocato".
Dapprima si discriminava il dipendente privato rispetto a quello pubblico, oggi si legittima la discriminazione palese tra dipendenti privati di serie A e serie B.
L'obiettivo della norma, scritta per il vero molto male (che vuol dire, in lingua italiana, avvocati degli uffici legali ?), è assai scoperto e qualifica, ancora una volta, la nostra come la perfetta Repubblica delle banane.
Tralascio, per ora, il problema dell'assai penoso onere cui i giuristi d'impresa devono sottoporsi, allorquando taluni liberi professionisti siano del tutto sprovvisti della benché minima cognizione di quanto sarebbe, invece, loro necessario sapere per poter approntare una difesa adeguata delle società loro clienti (nonostante essi spesso si professino "specialisti").
Cordialità."

 

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Gli uomini sono tanto vili. Oltraggiano tutte le leggi del mondo ed hanno paura della sua lingua (O. Wilde)