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Indice
13 Prefazione
di Antonio Ruggeri
21 Introduzione
25 Capitolo I
Il cammino, lento ma irresistibile, verso la CEDU
1.1. Premesse. – 1.2. I rapporti fra ordinamento interno ed eurounitario. – 1.2.2.
Si aff accia all’orizzonte l’art. 117 1 comma Cost. – 1.2.3. A proposito dei c.d. controlimiti.
– 1.2.4. Il ruolo del rinvio pregiudiziale. – 1.2.5. Il rinvio pregiudiziale
alla Corte di Giustizia da parte della Corte costituzionale. – 1.2.6. Il problema
della direttive non autoapplicative: giudice nazionale ed armonizzazione fra fonti
normative interne ed eurounitarie. – 1.2.7. I diritti fondamentali nell’ordinamento
eurounitario: il ruolo della Corte di Giustizia. – 1.2.8. Il riconoscimento dei diritti
fondamentali nei Trattati, la Carta di Nizza. – 1.2.9. I principi generali dell’ordinamento
comunitario, i principi generali ed i principi contenuti nella Carta di Nizza.
– 1.2.10. L’adesione dell’Unione europea alla CEDU. – 1.3. I rapporti CEDU.
Ordinamento interno: la posizione del giudice di legittimità fi no al 2004. – 1.3.1.
Le sentenze nn. 1338/1341–2004 delle Sezioni Unite. La svolta nel processo di attuazione
dei diritti umani in Italia. – 1.3.2. Segue: il prima della Cassazione in tema
di Legge Pinto. – 1.3.3. La svolta: Corte dir. uomo, Scordino c. Italia, 27 marzo 2003.
– 1.3.4. Il poker di sentenze delle Sezioni Unite. – 1.3.5. I diritti pubblici soggettivi,
la CEDU e Cass. S.U. n. 28507/2005. – 1.4. La posizione della Corte costituzionale
fi no alle prime sentenze gemelle. – 1.4.1. Le prime sentenze gemelle: Corte cost.
nn. 348 e 349 del 2007. – 1.4.2. Come “leggere” le prime sentenze gemelle. – 1.4.3.
Il carattere precettivo della CEDU. – 1.4.4. La natura sistematica e strutturale delle
violazioni italiane alla CEDU: eccezionalità del ricorso al giudice costituzionale.
– 1.4.5. Le violazioni di sistema secondo la giurisprudenza della Corte europea. Il
caso Broniowski c. Polonia. – 1.4.6. Extrema ratio dell’intervento caducatorio della
Corte costituzionale per violazione delle norme CEDU. – 1.4.7. Le sentenze della
Corte costituzionale successive alle prime sentenze gemelle. – 1.4.8. Le “seconde”
sentenze gemelle: Corte cost. nn. 311 e 317 del 2009 e Corte cost. n. 93/2010. Il
sistema è in movimento. – 1.4.9. La prospettiva gerarchico–formale ed i livelli di
protezione dei diritti umani. Novità dalle ultime sentenze della Corte costituzionale?
– 1.4.10. Ancora sui livelli di protezione dei diritti umani e sugli artt. 53 della
8 La Convenzione europea dei diritti dell’uomo
Carta di Nizza–Strasburgo e della CEDU. – 1.4.11. Il margine di apprezzamento
secondo le recenti pronunzie della Corte costituzionale (Corte cost. nn. 311 317
del 2009). – 1.5. L’evoluzione della giurisprudenza sull’obbligo di disapplicazione
della norma interna contrastante con la CEDU. Premesse. – 1.5.1. La disapplicazione
della norma interna per contrasto con la CEDU innanzi alla Corte costituzionale.
– 1.5.2. La libido disapplicandi del giudice comune rispetto alla CEDU.
– 1.5.3. La disapplicazione della norma interna contraria alla CEDU nella giurisprudenza
di merito. – 1.5.4. Perché il passato non si dimentichi: a proposito della
disapplicazione del diritto eurounitario e dell’art. 11 Cost. – 1.5.5. La sentenza
Granital ed il cambio di prospettiva della Corte costituzionale. – 1.5.6. La lettura
progressista dell’art.11 Cost. da parte della Corte costituzionale. – 1.5.7. I lavori
preparatori della legge di ratifi ca della CEDU. – 1.5.8. CEDU, cessioni e limitazioni
di sovranità. – 1.5.9. Il ruolo della CEDU nell’ordinamento interno. – 1.5.10. (Prime)
conclusioni sulle limitazioni di sovranità nascenti dalla CEDU. – 1.5.11. I rapporti
fra diritto eurounitario, CEDU e l’interpretazione evolutiva dell’art.11 Cost.
– 1.5.12. Qualche conclusione sulla posizione della Corte costituzionale in tema
di CEDU ed art. 11 Cost. – 1.5.13. L’entrata in vigore del Protocollo n.14 annesso
alla CEDU. – 1.5.14. La riduzione a sistema unico di diritto eurounitario e CEDU.
– 1.5.15. La rivalsa dello Stato sugli organi che hanno violato gli obblighi nascenti
da sentenze emesse dalla Corte europea di Giustizia e dalla Corte europea dei
diritti umani. – 1.5.16. Il Memorandum che raff orza l’unità fra Unione europea e
Consiglio d’Europa. – 1.5.17. L’intreccio fra Unione europea e diritti umani dopo
il Trattato di Lisbona. – 1.5.18. Rilettura dei rapporti fra ordinamento interno e
CEDU (a proposito dell’art. 43 t.u. espropriazione) dopo il Trattato di Lisbona.
La disapplicazione della norma interna incompatibile riemerge per eff etto della
comunitarizzazione della CEDU? – 1.5.19. La comunitarizzazione della CEDU per
il tramite della Carta di Nizza e la rilevanza dei confi ni. – 1.5.20. In attesa di nuovi
riposizionamenti della Corte costituzionale sul tema dell’effi cacia della Carta di
Nizza–Strasburgo e della CEDU: a proposito di Corte cost. n. 227/2010. – 1.5.21.
Rifl essioni fi nali sull’effi cacia dell’art.11 Cost. nel rapporto CEDU–ordinamento
interno. – 1.5.22. Le ultime prese di posizione della dottrina sul tema della disapplicazione.
– 1.5.23. L’assenza di tutela cautelare in caso di rimessione alla Corte
costituzionale per violazione dell’art. 117 Cost. – 1.5.24. Rifl essioni conclusive. Per
una collocazione sistematica della disapplicazione nei rapporti tra fonte interna e
CEDU. – 1.5.25. L’abrogazione della legge non conforme a CEDU antecedente
all’entrata in vigore della Convenzione. – 1.6. Conclusioni.
185 Capitolo II
L’interpretazione conforme e il giudice dei tre cappelli
2.1. Premesse. Le basi dell’interpretazione conforme. – 2.2. L’interpretazione
conforme nel diritto eurounitario. – 2.2.1. I “limiti” all’interpretazione conforme
secondo la Corte di Giustizia. – 2.2.2. L’elasticità dell’interpretazione conforme al
diritto dell’Unione europea. – 2.3. Interpretazione conforme del diritto interno
alla CEDU. Il punto di vista della Corte di Strasburgo. – 2.3.1. L’interpretazione
convenzionalmente orientata e le prime sentenze gemelle della Corte costituzionale.
– 2.3.2. I successivi interventi (correttivi) della Corte costituzionale sull’interpretazione
convenzionalmente conforme. – 2.3.3. Sulla vincolatività per il giudice
nazionale dell’interpretazione off erta dalla Corte dei diritti umani. – 2.3.3.1. Le
sentenze del Novembre 2009 sul vincolo della giurisprudenza della Corte di StraIndice
9
sburgo. – 2.3.3.2. Le (timide) aperture della Corte costituzionale al ruolo interpretativo
del giudice nazionale sulla CEDU. – 2.3.3.3. A proposito delle regole dell’interpretazione
della CEDU. – 2.3.3.4. La Cedu come Carta dei diritti “vivente”.
– 2.3.3.5. La dottrina del consenso nella giurisprudenza CEDU ed il margine di
apprezzamento degli Stati contraenti. – 2.3.3.6. Il vincolo interpretativo della giurisprudenza
CEDU sul giudice di Lussemburgo ed il rinvio del diritto dell’Unione
europea alle tradizioni costituzionali dei Paesi membri. – 2.3.3.7. La Conferenza di
Interlaken sul futuro della Corte europea dei diritti umani ed il ruolo delle autorità
nazionali. – 2.3.3.8. Considerazioni conclusive sul vincolo interpretativo della giurisprudenza
europea. – 2.3.4. Il rinvio pregiudiziale come strumento de iure condendo
nei rapporti fra Corti nazionali e Corte EDU. – 2.3.5. Ragionare sui valori
e bilanciare. – 2.3.5.1. A chi spetta bilanciare? – 2.3.5.2. Il bilanciamento puà essere
operato dal giudice comune? – 2.4. Interpretazione costituzionalmente conforme.
– 2.4.1. Le basi dell’interpretazione costituzionalmente conforme. – 2.4.2. Il rapporto
fra giudice comune e Costituzione dopo Gardone. – 2.4.3. I limiti all’interpretazione
costituzionalmente conforme. – 2.4.4. L’obbligo del giudice comune di
conformarsi all’interpretazione della Corte costituzionale. – 2.4.5. Gli eff etti del
regresso in tema di termini di custodia cautelare. – 2.4.6. Cass. S.U. n. 22601/04 ed
il vincolo dell’interpretazione costituzionalmente orientata proveniente dal giudice
costituzionale. – 2.4.7. La translatio iudicii ed il “confronto” fra Sezioni Unite
della Cassazione e Corte costituzionale. – 2.4.8. (Segue:) e la concordia fra le Corti
sul caso Englaro e sul potere di interpretare secundum Constitutionem del giudice
comune. – 2.4.9. L’obbligo del giudice comune di conformarsi all’interpretazione
della Corte costituzionale. – 2.5. I tre cappelli del giudice nazionale. – 2.5.1. Nessuna
gerarchia fra le interpretazioni conformi.
297 Capitolo III
Dialogo fra Corti, bilanciamenti e contaminazioni fra sistemi di protezione
dei diritti umani
3.1. I rapporti fra le interpretazioni conformi e Corti ed il dialogo fra giudici nazionali
e Corti sovranazionali: premesse. – 3.2. Casi pratici sull’interpretazione conforme
a diritto dell’Unione europea nel settore penale: a) il caso Pupino. – 3.2.1.
La vicenda del mandato di arresto europeo. Due casi di scuola di interpretazione
conforme: 1) i gravi indizi di colpevolezza. – 3.2.2. Segue: i termini massimi di
custodia cautelare (Cass. S.U. pen. n. 4614/07 e Corte cost. n. 109/2008). – 3.2.3.
Il divieto di interpretazione eurounitariamente orientata in malam partem (Cass.
S.U. 25 giugno 2009 n. 38691). – 3.3. Le Sezioni Unite civili sul tema dell’interpretazione
eurounitariamente orientata (Cass. S.U. n. 27310/2008 e Cass. S.U. n.
6316/2009) ed il raff ronto con la giurisprudenza comunitaria — Corte Giust., 25
febbraio 1999, causa C–131/97. – 3.4. Alcuni casi di interpretazione convenzionalmente
orietanta: a) la prescrizione quinquennale e l’occupazione acquisitiva
(Cons. Stato, Ad. Plen. n. 2/2005 e Cons. Stato n. 2582/07). – 3.4.1. L’interpretazione
conforme alla CEDU di Cass. n. 20543/2008. – 3.4.2. Il dialogo fra giudice
nazionale e Corte dei diritti umani sugli artt. 512 e 526 c.1 bis c.p.p. e sul valore
delle dichiarazioni dei testimoni irreperibili – 3.4.3. L’interpretazione conforme
a CEDU della Cassazione penale in tema di sequestro preventivo a carico di terzi
acquirenti in caso di lottizzazione abusiva. – 3.4.4. Confi sca per equivalente:
l’interpretazione conforme alla CEDU approda alla Corte costituzionale (Corte
cost. 1 aprile 2009 n. 97). – 3.5. Prove di dialogo a distanza fra giudice nazionale
10 La Convenzione europea dei diritti dell’uomo
e Corte dei diritti umani. 1) La ragionevole durata del processo e l’istanza di prelievo
nel giudizio amministrativo: Corte dir. uomo, 2 giugno 2009, Daddi c. Italia.
– 3.5.1. Corte dir. uomo, Grande Camera, 22 dicembre 2009, Guiso Gallisay c.
Italia. Revirement della Corte europea sul risarcimento da occupazione acquisitiva
e rimandi alle giurisdizioni nazionali. – 3.5.2. La sentenza della Grande Camera
del 22 dicembre 2009. – 3.5.3. Le prove del dialogo fra autorità nazionali e CEDU
e la conferma dei processi osmotici fra giurisdizioni nazionali e sovranazionali. –
3.5.4. Ripensamenti del giudice europeo, ruolo dei sistemi nazionali e necessità di
conformazione dei sistemi interni. – 3.5.5. Il ruolo della sussidiarietà nei rapporti
fra autorità statali e CEDU. – 3.5.6. La generalizzazione degli eff etti delle sentenze
della Corte di Giustizia e della Corte di Giustizia. – 3.5.7. L’interpretazione
per principi nell’occupazione acquisitiva ed il bilanciamento sbilanciato fra valori
operato dai giudici nazionali. – 3.6. Ancora sul bilanciamento. Il divieto di tortura
rispetto all’espulsione per motivi di ordine pubblico — Corte dir. uomo 28 febbraio
2008, Saadi c. Italia – 3.7. Gli obblighi positivi di protezione dei diritti umani a
carico delle Autorità nazionali. La giurisprudenza della CtEDU. – 3.8. Alla ricerca
dei confi ni. Corte cost. n. 393/2006, prescrizione penale retroattiva e rapporti fra
ordinamento interno, diritto internazionale e principi generali dell’ordinamento
eurounitario. – 3.8.1. Internazionalizzazione dei valori costituzionali e costituzionalizzazione
degli ordinamenti sovranazionali. Il valore di Corte cost. n. 93/2010.
– 3.8.2. Convergenze (inconsapevoli o naturali) dei giudici (costituzionali e comuni)
nazionali con la Corte dei diritti umani e contaminazioni delle Carte (nazionali
e sovranazionali) dei diritti umani: a proposito del matrimonio di coppie omosessuali.
– 3.8.3. La Corte costituzionale (sent. n. 236/2010) dialoga ex offi cio con la
CEDU in tema di contenzioso elettorale. – 3.8.4. Corte dir. uomo, 17 settembre
2009, Scoppola c. Italia: il principio della retroattività della legge mitior approda,
attraverso l’interpretazione conforme della CEDU al diritto internazionale, nel
diritto eurounitario e dei Paesi membri. Ancora conferme della circolarità dell’interpretazione
conforme. – 3.8.5. Contaminazioni tra Carta di Nizza e CEDU. A
proposito di — Corte Giust.5 ottobre 2010, causa C–400/10 PPU, J. McB. I confi ni
restringono la protezione dei diritti fondamentali. – 3.8.6. L’uso talvolta eccentrico
(o quasi) della Carta di Nizza. – 3.9. Il dialogo ascendente e discendente tra
giudice nazionale e Corte di Giustizia. – 3.9.1. La metafora della rete ed il dialogo
fra giudice nazionale e Corte di Giustizia. – 3.10. Dialogo o gerarchia fra Corte di
Giustizia e CtEDU.
403 Capitolo IV
La “forza” del giudicato interno alla prova del diritto sovranazionale
4.1. L’effi cacia delle sentenze della Corte dei diritti umani nell’ordinamento italiano.
– 4.2. La giurisprudenza della Cassazione penale in caso di giudicato interno
contrastante con la pronunzia resa dalla Corte dei diritti umani nello stesso procedimento
giudiziario. – 4.2.1. La storica requisitoria del Procuratore Generale
della Cassazione nel caso Cat Berro 2 e gli obblighi positivi del giudice nazionale. –
4.2.2. Gli eff etti delle sentenze della Corte dei diritti umani sul giudicato interno:la
Cassazione sui casi Somogyi e Dorigo. – 4.2.3. La giurisprudenza di legittimità
successiva alle sentenze gemelle del 2007. Conferma piena della forza delle sentenze
della Corte EDU sul giudicato nazionale: il caso Drassich. – 4.2.4. L’ultima
frontiera della giurisprudenza di legittimità in tema di giudicato contrastante con
norme CEDU: i casi Scoppola e Presidenza del Consiglio dei Ministri. – 4.2.5. Il
caso Scoppola. – 4.2.6. L’ulteriore attacco del giudicato interno contrastante con
Indice 11
qualunque disposizione CEDU — Cass. n. 23761/2010 — ed il caso Punta Perotti.
– 4.2.7. Le critiche all’impostazione della Cassazione. – 4.2.8. Gli obblighi di risultato
ed il ruolo del giudice nazionale nel processo di conformazione dei giudicati
interni alla CEDU. – 4.3. Il ruolo del “giudicato esecutivo”. – 4.4. Una fi nestra sul
tema dei rapporti fra giudicato interno e sentenze della Corte di Giustizia e sul
ruolo del giudice nazionale. – 4.4.1. Qualche conclusione sul tema del giudicato
interno contrastante con il diritto eurounitario. – 4.5. A mo’ di conclusione sui
rapporti fra i giudicati nazionali e sovranazionali.
457 Capitolo V
Il ruolo del giudice nella società che cambia
5.1. Il ruolo del giudice nella società che cambia. — 5.2. Il ruolo dell’interpretazione
conforme e la responsabilità dello Stato–Giudice. – 5.2.1. Corte Giust.13
giugno 2006, Traghetti del Mediterraneo c.Italia. – 5.2.2. Le ricadute interne sul
canone della libertà interpretativa. – 5.2.3. La responsabilità dello Stato–giudice
indebolisce l’autonomia della magistratura? – 5.2.4. Ma non si può ammettere la
responsabilità diretta del giudice in nome dei principi espressi dalla sentenza Traghetti
del Mediterraneo. – 5.2.5. La responsabilità “etica” del giudice. – 5.3. Qualche
conclusione sull’obbligatorietà dell’interpretazione conforme. – 5.3.1. Interpretazione
conforme vs. certezza del diritto? – 5.4. La giurisprudenza come fonte
del diritto. – 5.4.1. La rilevanza della motivazione come elemento di recupero della
certezza del diritto (giurisprudenziale e non). – 5.4.2. Il ruolo della motivazione
nei revirement giurisprudenziali. – 5.4.3. Revirement giurisprudenziali e certezza
del diritto. – 5.5. Pericoli della democrazia: un ponte fra dottrina e giudici. – 5.6.
Il giudice ed i confi ni. – 5.7. Pericoli della democrazia: un ponte fra dottrina e giudici.
– 5.8. Giurisdizione, diritto europeo, diritto transnazionale e ricerca di nuove
strategie per la formazione dei giudici.
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