L'On. Antonio Di Pietro ha presentato alla Camera, il primo aprile 2011, la proposta di legge n. 4252 intitolata "Introduzione dell'articolo 4-bis della legge 15 febbraio 1953, n. 60, in materia di incompatibilità tra il mandato parlamentare e l'esercizio della professione di avvocato". La proposta dell'On. Di Pietro prevede in sostanza che il mandato parlamentare sia incompatibile con l'esercizio delle professioni intellettuali regolamentate, il cui esercizio e' condizionato all'iscrizione a un albo professionale. Dunque, non solo gli avvocati ma tutti gli esercenti una professione ordinistica incapperebbero nell'incompatibilità. Se la proposta di legge Atto Camera 4252 divenisse legge: a) l'esercizio delle professioni suddette sarebbe sospeso durante il periodo del mandato parlamentare; b) i membri del Parlamento per i quali sussiste o si determina l'incompatibilita' sarebbero tenuti a optare fra il mandato parlamentare e l'esercizio della libera professione.
Agli Onorevoli colleghi il proponente spiega che in materia di libera professione il legislatore si e' sempre mosso con particolare prudenza, circondandone di necessarie cautele l'esercizio, poichè la libera professione intellettuale "regolamentata" è profondamente connessa alla realizzazione di valori costituzionalmente garantiti e volta a integrare funzioni di pubblico interesse. Ricorda in particolare il proponente che si è sempre cercato di consentire un esercizio dell'attivita' professionale in condizioni di piene indipendenza e autonomia, organizzative e di giudizio, mentre "l'esercizio della libera professione, cumulata all'ufficio parlamentare, non puo' ritenersi immune da diversi, piu' o meno piccoli, conflitti di interesse, annidati tra le pieghe dell'attivita' parlamentare (cio' e' documentato anche da ricerche metodologiche che hanno studiato l'incremento percentuale e per categorie dei redditi dei liberi professionisti-parlamentari nel periodo dei mandati)". D'altro canto, al fine di garantire piena indipendenza di pensiero e di giudizio, sono stati previsti per gli uffici parlamentari benefici economici e previdenziali adeguati all'impegno richiesto. Pertanto, si ritiene, sarebbe ragionevolmente fondata e costituzionalmente legittima la previsione legislativa di un'incompatibilita' tra l'esercizio di una libera professione ordinistica e il mandato parlamentare: chi intende assumersi la responsabilita' di diventare rappresentante del popolo nelle istituzioni deve potervisi dedicare interamente, a tempo pieno.
La proposta di legge è stata assegnata alla Commissione giustizia il 3 maggio 2011. Seguine le vicende sul sito della Camera all'indirizzo http://www.camera.it/126?Pdl=4252
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