(da www.dirittodelleprofessioni.it )
Dal discorso programmatico di Mario Monti sul quale il Professore ha chiesto la fiducia al Senato il 17 novembre 2011, : "Occorre anche rimuovere gli ostacoli strutturali alla crescita, affrontando resistenze e chiusure corporative. In tal senso, è necessario un disegno organico, volto a ridurre gli oneri ed il rischio associato alle procedure amministrative, nonché a stimolare la concorrenza, con particolare riferimento al riordino della disciplina delle professioni regolamentate, anche dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilità in materia di tariffe minime.
Intendiamo anche rafforzare gli strumenti d'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in caso di disposizioni legislative o amministrative, statali o locali, che abbiano effetti distorsivi della concorrenza ...".
Il 16 dicembre 2011, in un’intervisa ad AgenParl, poco prima di incontrare Mario Monti, il Prof. Jacques Attali ( http://blogs.lexpress.fr/attali/ ), noto intellettuale ed economista francese, si sarebbe detto molto felice che Mario Monti abbia accettato l'incarico di presidente del Consiglio. Avrebbe aggiunto che le riforme che ci saranno sono una grande speranza per la democrazia in Italia e in Europa e che “C’è una grande fiducia nei confronti della situazione italiana che non è certo disperata, secondo me”. E ancora : “La situazione finanziaria in italia è sempre stata definita catastrofica, in qualche modo questa è l’Italia. Ma nel mio incontro con Monti porterò queste idee: l’Italia ha problemi, certo, ma è una nazione forte”.
Per Jacques Attali del governo di Mario Monti non si può dire, semplicisticamente, che sia un governo ‘tecnico’; esso è, invece, più propriamente, “un governo democratico, repubblicano. Chi può pensare -chiede ironicamente- che questa situazione non porterà buone conseguenze?”.
I due professori si conoscono dal 2007, quando Attali presiedette la Commissione per la liberation de la croissance, nominata da Nicolas Sarkozy. Di quella Commissione (che propose al governo francese ben 316 misure concrete da attuare) era membro, oltre a Franco Bassanini, lo stesso Mario Monti. L'attuale Presidente del Consiglio, all'epoca, intervistato da La Repubblica, tra l'altro affermò che in Italia le riforme liberali cozzano contro l'incapacità strutturale del sistema politico di tener testa alle spinte corporative e agli interessi di parte. Affermò pure, però, che "per certi versi l'Italia è più avanti della Francia ... In parte anche nella liberalizzazione delle professioni, almeno per come era impostata nei decreti Bersani prima del massacro parlamentare ...".
MA ATTENZIONE:
Nello stesso giorno dell'incontro Monti-Attali, il 16 dicembre 2011, a Roma, erano in corso i c.d. "Stati Generali dell’Avvocatura", con le istituzioni forensi, gli ordini territoriali degli avvocati e le associazioni forensi di tutta Italia.
Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua, che rappresenta "politicamente" gli avvocati italiani, nel corso dei lavori dichiarava: "Sbagliare è umano, perseverare è diabolico ... a fine gennaio cento città saranno interessate dalle iniziative contro la rottamazione della giustizia civile e le liberalizzazioni selvagge. Successivamente, quindi, Congresso Straordinario Forense ed altre iniziative dure e incisive".
Contro il "decreto salva Italia" si schiera anche la Cassaforense, con queste parole: “Il Comitato dei Delegati della Cassa Forense esprime netta contrarietà alle misure imposte dal Governo in materia di Enti Previdenziali dei liberi professionisti, perchè misure tecnicamente errate e tendenti a scardinare un impianto che, attraverso recenti riforme adottate, assicura la sostenibilità a lungo termine.
Cassa Forense non garantisce privilegi, ha un tetto massimo pensionistico di 45.000,00 euro, fonda il suo impianto sulla solidarietà, ha portato l’età pensionabile a 70 anni, ha un patrimonio solido ed in grado di assicurare i diritti di tutti gli iscritti a fruire delle prestazioni previdenziali ed anche di interventi assistenziali, senza alcuna contribuzione dello Stato.
In luogo di favorire la tutela delle fasce più giovani e più deboli, come si tende a far credere, l’imposizione di questi vincoli comporterà per esse un inevitabile aggravio contributivo cui non corrisponderà l’adeguatezza dei trattamenti.
E’ l’ultimo di una serie di interventi penalizzanti per le professioni e segnatamente per la professione forense, che mortificano una funzione garantita dalla Costituzione e gravano su una categoria che subisce il peso dell’elevatissimo numero dei nuovi ingressi e delle conseguenze della pesante crisi economica in corso.
Il Comitato dei Delegati si oppone al disegno di privare Cassa Forense della propria autonomia e metterà in campo tutte le iniziative idonee a contrastare ogni forma di attacco all’indipendenza dell’avvocatura".
Io spero che l'anno 2012 sia un anno "costituente" anche riguardo alla riforma profonda delle professioni, nel senso della loro ampia e coraggiosa liberalizzazione. Spero che in tema di liberalizzazione delle professioni vincano i Monti e perdano i De Tilla: l'Italia può e deve superare la Francia anche in tema di liberation de la croissance. Possiamo dimostrare che ha torto chi pensa che l'Italia sia un Paese non riformabile: è vero infatti che, come ha scritto il New York Times, il Governo Monti "è destinato a sbattere contro i venti contrari degli interessi corporativi che avvinghiano ogni angolo della complessa, neofeudale economia italiana", ma è pur vero che quel vento non è più in grado di spingere avanti nessun veliero nell'economia globalizzata e lo sanno pure i tanti professionisti outsider d'Italia. 
FORZA, DUNQUE, AI PACATI TECNICI CHE RICORDANO (A CHI HA DAI 50 ANNI IN SU) IL MODO GARBATO DI PARTECIPARE ALLE TRIBUNE POLITICHE DIRETTE DA JADER JACOBELLI E UGO ZATTERIN. SONO CONVINTO CHE GLI OUTSIDER D'ITALIA DOVREBBERO SCENDERE IN PIAZZA PER CHIEDERE DI RIFARE LA VECCHIA TRIBUNA POLITICA (NON A CASO ERANO I TEMPI DI ITALIA-GERMANIA 4 A 3).
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