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L'avvocato-docente universitario: uno dei casi di avvocato "diversamente compatibile"

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(da www.servizi-legali.it )

 

L'art. 18, lettera d), della legge di riforma forense (l. 247/2012) prevede: "La professione di avvocato è incompatibile: ... d) con qualsiasi attività di lavoro subordinato, anche se con orario di lavoro limitato".

Ebbene, legg nella newsletter di deontologia forense del CNF del 29 agosto 2013 che è stato rivolto alla Commissione pareri del CNF il seguente quesito: “se un avvocato iscritto all’elenco speciale dei docenti universitari a tempo pieno, previa autorizzazione dell’Università di appartenenza e in via del tutto eccezionale, possa assumere la rappresentanza in giudizio di una parte, quale componente di un collegio difensivo con altri avvocati.

La risposta è stata data nei seguenti termini:

L’art. 19, co. 2, della legge n. 247 del 2012 dispone che “I docenti e ricercatori universitari a tempo pieno possono esercitare l’attività professionale nei limiti consentiti dall’ordinamento universitario. Per questo limitato esercizio professionale essi devono essere iscritti nell’elenco speciale, annesso all’albo ordinario”.
Poichè la legge professionale fa riferimento in senso ampio all’ordinamento universitario, solo in presenza di una specifica disposizione nello stesso rinvenibile (eventualmente anche nello Statuto) può consentirsi l’esercizio dell’attività professionale nei limiti dallo stesso ordinamento previsti.
(Consiglio Nazionale Forense, rel. Salazar, parere del 10 aprile 2013, n. 36 a fronte del quesito n. 232)

DUNQUE BASTA CHE LO PREVEDA LO STATUTO DELL'UNIVERSITA' E IL GIOCO E' FATTO: NIENTE INCOMPATIILITA'.

 

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