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Antitrust boccia le incompatibilità tra avvocatura e lavoro autonomo o dipendente

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(da www.servizi-legali.it )

L'Antistrust, nella relazione annuale (del 31 marzo 2013) sull'attività svolta nel 2012, scrive a pag. 122:
"Servizi professionali
NUOVA DISCIPLINA DELL’ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE FORENSE
Nell’agosto 2102, l’Autorità ha inviato al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Giustizia un parere ai sensi dell’articolo 22 della legge 287/90 in merito a taluni profili di problematicità della proposta di legge recante “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense” (AC 3900), nel testo licenziato, l’11 giugno 2012, dalla Commissione Giustizia della Camera. La proposta di legge riprendeva, con alcune modifiche, il disegno
di legge presentato al Senato nel luglio 2009, già oggetto della segnalazione dell’Autorità AS602 “Riforma della professione forense” del 18 settembre 2009.
L’Autorità ha in particolare evidenziato come alcune disposizioni della proposta di legge sembravano reintrodurre ingiustificate misure limitative della concorrenza tra professionisti, già superate dai più recenti interventi legislativi di riforma
."
e a pag. 124:
"Con riguardo al regime delle incompatibilità, la proposta in esame ne ampliava in sostanza la portata e dettava, all’articolo 18, la medesima disciplina, prevista nel disegno di legge e già oggetto della citata segnalazione AS602/09.
In merito, l’Autorità ha richiamato quanto già rilevato nella suindicata segnalazione, secondo cui la disciplina dell’esercizio delle attività professionali, per essere coerente con i principi di concorrenza, richiedeva l’eliminazione di tutte le incompatibilità non necessarie e non proporzionate rispetto agli obiettivi che con le stesse si intendono perseguire. In questa ottica, non risultavano necessarie né proporzionali, rispetto alla garanzia dell’autonomia degli avvocati o alla tutela dell’integrità del professionista, le incompatibilità a svolgere altre attività di lavoro autonomo o dipendente, anche part-time, né appariva giustificata l’imposizione del limite all’iscrizione degli avvocati in altri albi professionali, posto che, in base al principio di responsabilità professionale specifica, l’avvocato, ove svolga attività forense, deve conformarsi alla relativa disciplina. Eventuali situazioni di conflitto di interesse derivanti dallo svolgimento di diverse attività professionali potevano essere risolte con la previsione di strumenti proporzionati, meno restrittivi della libertà di iniziativa economica, quali, ad esempio, le regole di correttezza professionale e i conseguenti obblighi di astensione dallo svolgimento delle attività in conflitto."

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