Avvocati Part Time

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Reintroducendo una incompatibilità tra avvocatura e impiego pubblico a part time si è esagerato

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Qui la lettera a firma Renzi-Madia con cui si invita a fare proposte di modifica della pubblica amministrazione.

 Qui la conferenza stampa Renzi-Madia del 30 aprile 2014.

 Le esigenze di prevenzione dei conflitti di interessi che si sono sbandierate per sostenere la necessità di reintrodurre (con legge 339/03, ora confermata dall'art. 18, lettera d, della l. 247/12) la incompatibilità tra impiego pubblico a part time ridotto e la professione di avvocato sono evidentemente insussistenti: basti leggere la sentenza n. 189/2001 della Corte costituzionale.

Esse, inoltre, appaiono per quel che veramente sono (una ipocrita copertura di interessi schiettamente corporativi della lobby degli avvocati) se si considera che il sistema italiano delle compatibilità-incompatibilità degli avvocati disegna (come scrisse il TAR Lazio, Sez. I, nell'ordinanza 10125 del 28/4/2004) un "quadro ordinamentale ispirato all'esigenza del minimo sacrificio delle opportunità professionali" fino al punto di consentire (ad esempio):

1) in generale a un avvocato che sia stato in passato ministro della giustizia di rappresentare, quale avvocato, gli interessi di soggetti sui quali ebbe a decidere all'epoca in cui era ministro. Al riguardo sarebbe anche interessante verificare se è vero quanto si legge a proposito dell'ex ministro Paola Severino in quest'articolo;

2) all'avvocato che sia presidente del Consiglio Nazionale Forense di essere nel contempo membro del consiglio di amministrazione di una società di capitali quale FINMECCANICA (Finmeccanica è il primo gruppo industriale italiano nel settore dell'alta tecnologia. E' tra i primi player mondiali in difesa, aerospazio e sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell'Economia italiano). Al riguardo si vedano le notizie di stampa sulla nomina dell'Avv. Guido Alpa, presidente del Consiglio Nazionale Forense, a membro del c.d.a. di Finmeccanica in data 14 aprile 2014.

Qualcuno vorrà sostenere che un semplice impiegato pubblico a part time ridotto (si badi bene NON UN DIRIGENTE MA UN SEMPLICE IMPIEGATO che lavori magari presso un ministero, come usciere, per un solo giorno a settimana) sia caratterizzato da "maggior pericolità" (per usare le parole di Corte cost. 390/2006, paragrafo 5.1.3 del "considerato in diritto"), in relazione al rischio di conflitto di interessi, al rischio di accaparramento di clientela e al rischio di carenza dell'indipendenza necessaria a svolgere la professione di avvocato, rispetto ad un soggetto che sia stato ministro della giustizia oppure che sia membro del c.d.a. di una società quale FINMECCANICA e faccia anche l'avvocato e magari sia anche presidente del Consiglio Nazionale Forense ?  

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