L'Antitrust pare accettare seriamente il ruolo di controllore della realizzazione del principio di proporzionalità e giustificazione della regolazione con riguardo ai servizi professionali. Si è espressa preannunciando la possibile attivazione dei suoi poteri istruttori qualora diventi norma deontologica effettivamente vigente quella (art. 35 del codice deontologico notarile, approvata dal Consiglio Nazionale del Notariato e non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale) per cui sarebbe sottoposto al controllo dei colleghi del distretto il notaio che guadagna più del doppio della media dei colleghi. Più precisamente è stata censurata la disposizione per cui "Nell'ambito delle attribuzioni di cui agli art. 93 e 93 bis della legge notarile, nell'intento di prevenire e reprimere comportamenti frettolosi e o compiacenti, incompatibili con il principio della personalità e della qualità della prestazione, i Consigli notarili distrettuali sono tenuti al controllo dell'attività dei notai che nel corso dell'anno precedente hanno superato il doppio della media degli onorari repertoriali realizzati nel distretto".
L' Antitrust ha inviato una segnalazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano e al Consiglio Nazionale del Notariato, affermando che la norma definita dal Consiglio Nazionale del Notariato, che individua una soglia massima ai ricavi dei notai, se effettivamente adottata, potrebbe costituire un'intesa restrittiva della concorrenza, non proporzionata ne' giustificata dal perseguimento di un interesse generale quale la tutela della qualita' delle prestazioni notarili.
In sostanza l'Authorità ipotizza che il meccanismo delineato dalla detta disposizione potrebbe rappresentare una intesa restrittiva della concorrenza a danno dei notai piu' efficienti. Inoltre le ispezioni, effettuate dai colleghi concorrenti nei confronti dei notai che superano il tetto di reddito, consentirebbero di acquisire dati economici dettagliati di estrema sensibilita' sotto il profilo della concorrenza (ad es. i dati relativi alla clientela e agli onorari praticati). LA DOMANDA E': L'ANTITRUST SARA' ASCOLTATO DAL LEGISLATORE SE VERAMENTE ATTIVERA' I SUOI POTERI ISTRUTTORI? E ANCORA: COME L'ANTITRUST E IL LEGISLATORE PORRANNO' ATTENZIONE ALLA RAGIONEVOLEZZA DELLA PRESUNTA SPECIFICITA' DELLE PROFESSIONI DI NOTAIO E DI AVVOCATO?
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