
Terzietà del giudice !!! Si illude chi pensa che possa avere un futuro la proposta di legge di riforma forense Atto Camera 3900 (nella versione uscita dalla Commissione giustizia con richiesta d'assegnazione alla medesima Commissione in sede deliberante).
Un problema tra tutti, insormontabile, l'ha evidenziato il Consiglio di Stato, nel suo parere 3169 del 10/7/2012, reso con riguardo al D.P.R. di riforma unitario delle professioni. Il Consiglio di Stato, infatti, non s'è limitato a scrivere che "la scelta dell'amministrazione di procedere all'emanazione di un unico regolamento riguardante tutte le professioni è condivisa da questa Sezione, in quanto l'uniformità dei principi di liberalizzazione per tutte le professioni risulta coerente con i criteri fissati dalla norma primaria, in modo appunto indistinto per le diverse professioni".
Trattando della separatezza di ruoli ormai richiesta, agli Ordini professionali territoriali e centrali, tra persone incaricate di svolgere una attività di decisione (amministrativa) di questioni disciplinari e altre persone incaricate di svolgere una attività amministrativa d'altro genere, il Consiglio di Stato ha aggiunto una considerazione "distruttiva" delle residue speranze di coloro che vorrebbero declinata la specialità della professione forense nei termini delineati dalla proposta di legge Atto Camera 3900. Ha raccomandato all'amministrazione di "intraprendere successivamente le idonee iniziative legislative per attuare i principi della riforma anche con riferimento alla composizione dei consigli nazionali con natura giurisdizionale". Ebbene, natura anche giurisdizionale ha e continuerebbe ad avere il "C.N.F. unitario" se fosse approvata la proposta di legge Atto Camera 3900. Evidentemente il Consiglio di Stato ha ben presenti quali siano i rischi del corporativismo e di una "tutela debole" dell'avvocato innanzi a suoi colleghi.
Ecco una vignetta sui rischi del corporativismo ...

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