La parola magica per l'avvocatura e tutte le professioni? "concorrenza"

Riforma della professione di avvocato - La difficile attuazione della l. 247/12
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Su ilsole24ore del 15 aprile 2010 leggo un interessante articolo di Gianfranco Fabi ( http://gianfrancofabi.blog.ilsole24ore.com/ )dal titolo "Un'idea semplice per l'Italia: la concorrenza". L'autore confronta la capacità produttiva elevata del settore manufatturiero italiano (certamente forte in relazione agli altri paesi europei), con ll'inefficienza del settore dei servizi "meno esposti dell'industria alla sferza della concorrenza internazionale e più dipendenti dalle decisioni che vengono assunte a tutti i livelli dalle pubbliche amministrazioni". Evidenzia come vi sia in Italia "un quadro giuridico che accresce i costi di apprendimento e adeguamento alle regole, disincentiva gli investimenti e favorisce la litigiosità". In altri termini: l'Italia ha un grande punto debole nella regolazione anticoncorrenziale dei servizi e in particolare dei servizi professionali. "L'Italia è un paese bloccato da posizioni di rendita e di privilegio, da uno scarso ricambio generazionale, da un faticoso combattimento per far riconoscere il merito e la professionalità. Lo mettono in rilievo due volumi, <<L'Italia possibile>> e <<Idee per l'Italia>>, che raccolgono una serie di saggi che partono dal dibattito animato dal sito www.nelmerito.com ".

Aggiungo solo che a proposito di concorrenza nelle professioni spesso si argomenta in maniera del tutto irragionevole, limitandosi ad affermare che poichè è elevato il numero degli iscritti negli albi, sicuramente vi sarebbe concorrenza. Attenti alle parole: concorrenza selvaggia tra numerosi professionisti non è la stessa cosa di regolazione proconcorrenziale di una attività professionale. Quest'ultima c'è o manca a seconda che tra i professionisti in questione manchino o siano presenti elevate differenze di reddito.