Non esistono ragioni per fare in un paio di mesi la riforma dell'avvocatura nella versione proposta, con enorme deficit di partecipazione dei diretti interessati, da organismi esponenziali della categoria che andrebbero sicuramente riformati e che comunque non possono spacciarsi per portatori d'una proposta di riforma "unitaria" che unitaria non è manco per niente.
L'urgenza della riforma dell'avvocatura c'è ma non s'è affatto drammaticamente accresciuta di recente. Perciò si può e si deve aspettare tutto il tempo che serve affinchè siano chiarite bene le questioni che interessano davvero ai tantissimi avvocati italiani, fino ad oggi non adeguatamente chiamati ad esprimersi sul futuro che "paternalisticamente" s'andava progettando per loro. E si tratta di questioni che manifestano evidenti segnali di mancata soluzione:
1) quasi 300 emendamenti sono stati presentati al disegno di legge "targato" CNF ora all'esame della Commissione giustizia del Senato;
2) il 21 settembre 2009 è giunta puntuale la (ennesima nei ribaditi contenuti) segnalazione dell'Antitrust a Parlamento e Governo, nettamente contraria alla proposta di legge all'esame del Parlamento;
3) non piccole associazioni forensi (in particolare ANF) hanno manifestato netta contrarietà al detto testo di riforma;
4) progressiva, montante, è la protesta dei giovani avvocati (in parte rappresentati dall'UGAI ma in realtà molto più numerosi di quanti aderiscono a quell'associazione);
5) il presidente di Confindustria ha chiesto di soprassedere alla approvazione del testo di riforma assegnato in sede referente alla Commissione giustizia del Senato.
E questo per non parlare degli interventi della dottrina che da tempo censura, inascoltata, il "medioevo istituzionale" in cui la regolazione anticoncorrenziale della professione forense costringe l'avvocatura italiana.
Innanzi alle Commissioni Giustizia e Attività produttive il 27 ottobre l'OUA ha invece ribadito che esistono ragioni urgenti per varare immediatamente la riforma secondo le indicazioni "unitarie" dell'avvocatura (ribadisco che secondo me questa unitarietà della proposta è assolutamente inesitente).
Il ministro Alfano sembra anch'egli ritenere urgentissima la approvazione del testo di riforma all'esame del Senato.
Altrove puoi leggere quali siano i punti ritenuti irrinunciabili dai "vertici" dell'avvocatura. Qui vorrei solo evidenziare uno stupore e una speranza: lo stupore deriva dal fatto che il procedere parlamentare del disegno di riforma della professione forense non abbia incontrato ostacoli dal partito di Bersani, famoso autore di lenzuolate, finchè di quel partito Bersani non è divenuto segretario; la speranza è che Bersani revochi, con l'urgenza del caso (questa si che esiste) l'avallo del suo partito ad una proposta che ha tra i suoi obiettivi dichiarati proprio la liberalizzazione di "bersaniana" memoria.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
