Dopo il rinvio in Corte costituzionale della mediaconciliazione che succede al business?

Giovedì 14 Aprile 2011 10:50 avv. Maurizio Perelli Notizie - Tutte le notizie
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 IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, CON COMUNICATO DEL 13 APRILE 2011 CHIARISCE: "Con riferimento alla pronuncia emessa ieri dal Tar del Lazio, il Ministero della Giustizia precisa che il giudice amministrativo ha rimesso la questione dell’obbligatorietà della mediazione alla Corte costituzionale perché si pronunci come nelle sue prerogative, ma, significativamente, non ha sospeso, come pure avrebbe potuto, il regolamento attuativo impugnato che, al pari della corrispondente disciplina legislativa, resta vigente e operante, come in ogni altro dei molti casi in cui pende una questione di legittimità su norme processuali."

Il mio commento. Dunque il business della mediaconciliazione continua: un po' più a rischio è il business della costituzione di organismi di mediaconciliazione privati; mentre il business della formazione dei mediatori va avanti a gonfie vele: più di prima dell'ordinanza 3202/2011 del TAR Lazio, visto che un adeguato numero di mediatori serve per poter superare la condizione di proponibilità dell'azione processuale. Un dubbio mi sorge spontaneo: visto che agli aspiranti mediatori non si potrà più prospettare un sicuro futuro di redditività dell'investimento economico nella frequenza di un corso per mediatore, con derivato abbassamento del prezzo per frequentare quel corso, NON SUCCEDERA' CHE COME CONSEGUENZA SI AVRA' UNA ULTERIORE RIDUZIONE DI QUALITA' DEI CORSI DI FORMAZIONE PER MEDIATORI?