Riforma forense: Seduta 96 Commissione Giustizia Senato 17 novembre

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Leggi di seguito il resoconto della seduta 96 (pomeridiana)  del 17/11/09 della Commissione giustizia del Senato.
 

GIUSTIZIA    (2ª)

 

MARTEDÌ 17 NOVEMBRE 2009

96ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

BERSELLI 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati.  

 

La seduta inizia alle ore 14,30.

 

IN SEDE REFERENTE 

 

(601) GIULIANO.  -  Modifiche al regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, in materia di riforma dell'accesso alla professione forense e raccordo con l'istruzione universitaria  

(711) CASSON ed altri.  -  Disciplina dell'ordinamento della professione forense  

(1171) BIANCHI ed altri.  -  Norme concernenti l'esercizio dell'attività forense durante il mandato parlamentare  

(1198) MUGNAI.  -  Riforma dell'ordinamento della professione di avvocato

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta antimeridiana odierna.

 

Il presidente BERSELLI fa presente che la senatrice Della Monica non avendo potuto partecipare alle sedute di ieri sera e di questa mattina per cause di forza maggiore, ha chiesto di poter svolgere alcune considerazioni integrative sul complesso degli emendamenti di cui è prima firmataria.

 

La senatrice DELLA MONICA (PD) osserva che il testo in esame, certamente frutto di un lavoro collettivo in comitato ristretto, appare però carente su alcuni punti in ordine ai quali sarebbe stato necessario un maggiore approfondimento, anche attraverso l'audizione di soggetti, quali i presidi delle facoltà di giurisprudenza che hanno recentemente fatto rilevare notevoli perplessità.

In particolare ella si sofferma sulle norme in materia di incompatibilità degli avvocati, che non hanno tenuto sufficientemente conto di condizioni che appaiono come cause di veri e propri conflitti di interesse.

Tale è il caso, in particolare, dello svolgimento del mandato parlamentare, per il quale sarebbe necessario prevedere o l'incompatibilità con l'esercizio della professione o almeno una serie di limitazioni nell'esercizio stesso.

Appaiono poi fortemente corporative molte delle norme che regolano l'esercizio della professione, a cominciare dalla formazione universitaria, campo nel quale il disegno di legge reca disposizioni fortemente invasive dell'autonomia accademica.

            Mentre le modalità di accesso alla professione, poi, sono state sottoposte a  notevoli rilievi critici da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, appare segno di una grave chiusura particolaristica la scelta di sopprimere il diritto all'iscrizione all'albo per gli ex magistrati ordinari e amministrativi, gli ex avvocati dello stato e i professori universitari in materie giuridiche.

 

Il PRESIDENTE avverte che si passerà all'esame degli emendamenti all'articolo 1.

 

Dopo che il RELATORE e il GOVERNO, modificando il precedente orientamento, hanno espresso parere favorevole sull'emendamento 1.1, questo, posto ai voti, è approvato.

 

Sono quindi approvati gli emendamenti 1.3, 1.5, 1.6 (testo 2) e 1.8 (testo 2).

 

Sono invece respinti gli emendamenti 1.2 e 1.4.

 

Dopo che il sottosegretario Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ha ribadito le sue perplessità circa l'opportunità di richiedere il parere delle commissioni parlamentari sui regolamenti ministeriali quali quelli previsti dal comma 3 dell'articolo 1, l'emendamento 1.9, posto ai voti nel suo testo 2, è approvato.

 

Risultano assorbiti gli emendamenti 1.10, 1.11 e 1.12.

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2.

 

L'emendamento 2.1. è approvato, mentre risultano respinti gli emendamenti 2.2, 2.3 e 2.4.

 

Dopo una dichiarazione di voto della senatrice DELLA MONICA (PD) sull'emendamento 2.5, del quale sottolinea il valore culturale e politico nel senso della promozione dei diritti delle donne nello svolgimento delle attività professionali, l'emendamento 2.5, posto ai voti, non è approvato.

 

Il senatore D'AMBROSIO (PD) interviene per dichiarazione di voto sull'emendamento 2.6, rilevando come sia estremamente grave, e segno di chiusura corporativa, la decisione di consentire l'iscrizione automatica all'ordine per gli ex magistrati ordinari e amministrativi e gli ex avvocati dello stato e i  professori universitari in materie giuridiche. Invita i colleghi a riflettere su quanto sia addirittura paradossale, ad esempio, il fatto che un avvocato dello stato che abbia difeso per anni nelle più alte giurisdizioni debba poi sottoporsi all'esame di stato come il più giovane dei praticanti.

 

Il relatore VALENTINO (PdL) fa presente che la scelta di non consentire per il futuro l'iscrizione automatica per gli ex magistrati ordinari e amministrativi e i professori universitari in materie giuridiche, risponde alla consapevolezza della specificità culturale della professione forense, che non è automaticamente assimilabile a quella derivante dall'esperienza  di un giurista che ha operato in una diversa professione.

Diverso, evidentemente, è il caso degli avvocati dello stato, che probabilmente il comitato ristretto aveva ritenuto fossero implicitamente autorizzati a passare al libero foro, egli si impegna comunque a studiare un emendamento per l'assemblea diretto a fugare ogni dubbio in materia.

 

L'emendamento 2.6, posto ai voti, è respinto.

 

E' invece approvato l'emendamento 2.300, mentre l'emendamento 2.7 risulta decaduto per assenza della presentatrice.

 

Sono quindi approvati gli emendamenti 2.8 e 2.9 (testo 3).

 

Risulta assorbito l'emendamento 2.10, mentre gli emendamenti 2.11 e 2.12 sono ritirati.

 

L'emendamento 2.12 (testo 2), mentre risulta decaduto l'emendamento 2.13.

 

            Sono quindi respinti gli identici emendamenti 2.14, 2.15, 2.16 e 2. 17.

 

L'emendamento 2.18 è approvato, mentre l'emendamento 2.19 è assorbito.

 

Sono quindi approvati gli emendamenti 2.20 (testo 2) e 2.21 (testo 2), mentre è precluso l'emendamento 2.22.

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3.

 

L'emendamento 3.1 è approvato, parimenti è approvato l'emendamento 3.2 (testo 2), sul quale peraltro, svolge taluni rilievi il senatore BENEDETTI VALENTINI(PdL), il quale ritiene che la sua formulazione debba essere oggetto di un'ulteriore riflessione nel corso dell'esame in assemblea; concordano il RELATORE e i senatori MUGNAI (PdL) e CASSON(PD). 

 

E' quindi respinto l'emendamento 3.3, mentre sono approvati gli emendamenti 3.4 e 3.5 (testo 2), risultando assorbiti o preclusi gli ulteriori emendamenti.

 

Si passa all'esame degli emendamenti relativi all'articolo 4.

 

L'emendamento 4.1 (testo 2) è approvato, rimanendo pertanto assorbiti o preclusi gli emendamenti 4.2, 4.3, 4.7, 4.4, 4.5, 4.8, 4.6 e 4.9

 

Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 5.

 

L'emendamento 5.200 è approvato. Restano assorbiti gli emendamenti 5.1 e 5.2.

 

E' quindi approvato l'emendamento 5.3 (testo 2) che assorbe l'emendamento 5.4.

 

            L'emendamento 5.5 è approvato, mentre risulta respinto l'emendamento 5.6.

 

E' quindi approvato l'emendamento 5.7.

 

Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 6.

 

L'emendamento 6.1 (testo 2) è approvato.

E' invece respinto l'emendamento 6.2, mentre è approvato l'emendamento 6.3 (testo 2 ) e l'emendamento 6.4 risulta ritirato.

 

Si passa quindi all'esame dell'emendamento 7.1, unico emendamento presentato all'articolo 7, che risulta approvato.

 

Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 8.

 

L'emendamento 8.1 risulta ritirato.

 

Sono quindi respinti gli emendamenti 8.2 e 8.3, mentre è ritirato l'emendamento 8.4.

 

Sono poi respinti gli emendamenti 8.5 e 8.6 mentre l'emendamento 8.7 è ritirato.

 

Gli emendamenti 8.8 e 8.9 sono approvati, mentre è assorbito l'emendamento 8.10.

 

E' quindi approvato l'emendamento 8.11 (testo 2).

 

Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 9.

 

            L'emendamento 9.1 risulta ritirato, mentre vengono successivamente approvati gli emendamenti 9.300, 9. 2 (testo 2), 9.3 e 9.200.

 

Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 10.

 

L'emendamento 10.1 è respinto, mentre l'emendamento 10.2 è approvato.

 

L'emendamento 10.3 è ritirato mentre è approvato l'emendamento 10.4 (testo 2).

 

Risultano ritirati gli emendamenti 10.5 e 10.6, mentre vengono successivamente approvati gli emendamenti 10.7, 10.8 e 10.9.

 

L'emendamento 10.10 è ritirato, mentre l'emendamento 10.11 è respinto.

 

Sono quindi ritirati gli emendamenti 10.12 e 10.13.

 

Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 11.

 

E' quindi approvato l'emendamento 11.100 (testo 2), risultando assorbiti tutti gli altri emendamenti all'articolo 11.

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12.

 

L'emendamento 12.1 è approvato, mentre è ritirato l'emendamento 12.2 e sono respinti l'emendamento 12.3.

 

Risultando ritirati 12.4 e 12.5, è approvato l'emendamento 12.6 (testo 2).

 

Dopo dichiarazioni di voto favorevole del senatore CASSON (PD) è respinto l'emendamento 12.7.

 

Dopo che il senatore CASSON (PD) lo ha fatto proprio, in assenza del senatore Li Gotti, l'emendamento 12. 8 è posto ai voti e respinto.

 

Sono quindi approvati gli identici emendamenti 12.9 e 12.10, nonché l'emendamento 12.11.

 

Gli emendamenti 12.12 e 12.13 sono ritirati.

 

Dopo dichiarazioni di voto favorevole del senatore D'AMBROSIO(PD), l'emendamento 12.14 è respinto, mentre è approvato l'emendamento 12.15 (testo 2).

 

L'emendamento 12. 16 risulta ritirato.

 

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13.

 

Dopo che gli emendamenti 13.1 e 13.2 sono ritirati, è approvato l'emendamento 13.3 (testo 2).

 

Si apre un dibattito sull'emendamento 13.4, sul quale si esprimono in senso favorevole il senatore CASSON(PD), che sottolinea la necessità di evitare forme di sfruttamento dei praticanti da parte degli studi legali, il senatore D'ALIA(UDC-SVP-Aut), il quale rileva che le modalità di accesso alla professione previste da questo disegno di legge conducono sempre di più verso una figura di praticante specializzato e semi professionale, ciò che giustifica la sua retribuzione, e la senatrice DELLA MONICA(PD), mentre intervengono in senso contrario il RELATORE, il presidente BERSELLI, i senatori LONGO (PdL) e BENEDETTI VALENTINI(PdL), che sottolineano come l'obbligo di retribuire i praticanti - che già usufruiscono dei vantaggi derivanti dall'utilizzazione delle strutture dello studio professionale -  disincentiverebbe gli avvocati dall'offerta delle attività di tirocinio, nonché i senatori CENTARO (PdL) e MUGNAI(PdL), che paventano il rischio di dar vita a contenziosi, o comunque ad una diversità di interessi tra avvocati e tirocinanti.

 

L'emendamento 13.4, posto ai voti, è respinto.

 

Risulta altresì respinto l'emendamento 13.5.

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14.

 

Gli emendamenti 14.1 e 14.2 sono approvati.

 

E' altresì approvato l'emendamento 14.0.1 (testo 3) diretto ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 14.

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 15.

 

Gli emendamenti 15.1, 15.2 e 15.3 risultano ritirati.

 

E' quindi approvato l'emendamento 15.4 (testo 2).

 

Su richiesta del presentatore, senatore D'ALIA(UDC-SVP-Aut), il relatore VALENTINO (PdL) fa presente di aver dato parere contrario sull'emendamento 15.5,  in quanto il non aver riportato condanne per reati infamanti, come quelli di mafia indicati nell'emendamento dovrebbe essere assorbito nella nozione di condotta irreprensibile.

 

Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut) insiste per la votazione dell'emendamento osservando  come l'esclusione della possibilità di iscriversi all'ordine per soggetti condannati in quanto appartenenti alla criminalità organizzata non può essere rinviata ad una norma interna qual è il codice deontologico degli avvocati.

 

Dopo una breve discussione cui partecipano i senatori CASSON(PD), MUGNAI (PdL) e il RELATORE, l'emendamento, cui aggiunge la sua firma la senatrice DELLA MONICA(PD), posto ai voti, risulta respinto.

 

E' quindi respinto l'emendamento 15.6.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA NOTTURNA ODIERNA  

 

Il presidente BERSELLI, su richiesta dei componenti del gruppo del Partito Democratico, sconvoca la seduta già convocata per questa sera alle ore 20.30.

 

            La seduta termina alle ore 16,30.