Batosta previdenziale in arrivo per gli avvocati (soprattutto giovani)

Riforma della professione di avvocato - La difficile attuazione della l. 247/12
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{mosimage} Dopo l'imposizione di una formazione continua non garantita affatto come gratuita dagli organismi rappresentativi dell'avvocatura (che invece avrebbero senso secondo me solo per garantire la formazione gratuita degli avvocati), è in arrivo una batosta previdenziale che graverà soprattutto sui giovani avvocati. E si avranno pensioni più basse di quelle attuali! Il 22 febbraio il comitato dei delegati della Cassa forense, a larghissima maggioranza, ha infatti dato mandato al vertice della Cassa di scrivere una profonda e onerosa riforma della previdenza forense. Non s'è scelto di introdurre la pensione puramente contributiva ma di sostenere (o, meglio, di far sostenere in massima parte ai giovani iscritti alla cassa ) il mantenimento di un modello di pensione retributiva pur se in parte integrata secondo il regime contributivo. Leggi di seguito le principali novità che dovrebbero esser espresse in un preciso articolato nel giro di due mesi (secondo il presidente della Cassa, Paolo Rosa, la bozza è già pronta) ...

Queste le principali novità che dovrebbero essere introdotte con un testo di riforma da sottoporre nuovamente al Comitato dei delegati della Cassa forense: 1) innalzamento graduale dell'età per la pensione di vecchiaia da 65 a 70 anni (l'età alla quale andare in pensione si sposterà in avanti di un anno ogni due)  e dell'anzianità contributiva da 30 a 35 anni; 2) previsione di una riduzione di circa il 5% per ogni anno di anticipo del pensionamento; 3) incremento della contribuzione soggettiva obbligatoria che dovrebbe passare dal 10% al 12%; 4) integrazione della pensione retributiva con una quota contributiva, pienamente deducibile, che sarebbe obbligatoria per almeno il 2% (ma potrebbe su base volontaria giungere all'aliquota del 25%); 4) aumento del contributo integrativo dal 2 al 4%; 5) aumento del contributo di solidarietà dal 4% al 5%.