Riforma forense: resoconto sommario seduta 197 del 26/10/2010 Commissione giustizia Senato

Riforma della professione di avvocato - l'iter per giungere alla l. 247/12
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http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=510364

LEGGI DI SEGUITO IL RESOCONTO SOMMARIO DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO n. 197 DEL 26/10/2010 ...

Legislatura 16º - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 197 del 26/10/2010
IN SEDE REFERENTE 
(601, 711, 1171 e 1198-A) Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense 

(Esame, ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento, di articoli ed emendamenti al testo proposto dalla Commissione all'Assemblea. Esame e rinvio)  

La senatrice DELLA MONICA (PD) chiede alla Presidenza di chiarire come si intenda procedere nell'esame degli articoli e degli emendamenti rinviati, ai sensi dell'articolo 100, comma 11 del Regolamento. Chiede poi che sia modificato il calendario dei lavori predisposto, nel senso di prevedere sedute della Commissione nelle giornate di giovedì e di venerdì e di procedere alla sconvocazione delle sedute notturne di oggi e di mercoledì.

Il presidente BERSELLI   dà lettura della lettera del presidente del Senato con la quale è stato disposto il rinvio in Commissione, ai sensi dell'articolo 100, comma 11 del Regolamento, degli articoli e degli emendamenti non ancora esaminati o già accantonati riferiti al testo unificato sulla riforma della professione forense. Secondo quanto stabilito nella suddetta lettera, la Commissione è tenuta a concludere i propri lavori non oltre la mattinata di venerdì 29 ottobre al fine di rendere possibile, laddove fossero approvati in Commissione taluni emendamenti, la presentazione, entro le ore 13 di sabato 30 ottobre, di eventuali ulteriori nuove proposte emendative. Nella lettera inoltre si precisa che i lavori dell'Assemblea sul provvedimento riprenderanno nella seduta pomeridiana di martedì 2 novembre. Al fine di consentire alla Commissione di concludere i propri lavori, la Presidenza del Senato ha concesso l'autorizzazione a convocarsi anche in concomitanza delle sedute dell'Assemblea ad esclusione dei periodi destinati alle votazioni.

Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) sottolinea come dalla lettera presidenziale si evinca la volontà della Conferenza dei capigruppo di assicurare un effettivo e completo esame degli articoli e emendamenti rinviati da parte della Commissione. Ritiene quindi inaccettabili e incomprensibili le richieste dell'opposizione, le quali appaiono ispirate a logiche meramente ostruzionistiche. Ricorda peraltro ai colleghi che qualora la Commissione non dovesse concludere il proprio esame, il provvedimento, del quale ribadisce l'importanza politica, sarà, comunque, approvato dall'Assemblea attraverso uno stringente contingentamento dei tempi d'esame.

Il senatore SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) ritiene che la richiesta formulata dalla senatrice Della Monica non risponda a logiche ostruzionistiche ma sia legata unicamente all'esigenza di garantire la funzionale ed efficiente organizzazione dei lavori, tenuto conto degli altri impegni parlamentari dei componenti della Commissione.

Il relatore VALENTINO (PdL) ritiene che la lettera del Presidente del Senato non lasci spazio a dubbi interpretativi: Dalla lettera infatti emerge la volontà della Conferenza dei Capigruppo di garantire un esame il più possibile completo da parte della Commissione.

Il senatore ICHINO (PD) ribadisce il carattere non ostruzionistico delle richieste dell'opposizione. A suo parere i ritardi nell'esame del provvedimento in Assemblea devono attribuirsi all'assenza di orientamenti univoci in merito ad aspetti di rilievo della riforma da parte della maggioranza e del Governo. Tale contrasto di opinioni è stato peraltro segnalato anche dagli esponenti di Confindustria nel corso di un recente seminario di Aspen.

 Dopo un breve dibattito sul contenuto delle dichiarazioni rese dal Ministro della giustizia in occasione dell'incontro di Cernobbio, nel quale intervengono il senatore Ichino e il relatore Valentino, il senatore Li Gotti invita, nell'organizzazione dei lavori a tenere conto della concomitanza con le sedute della Giunta delle elezioni e delle immunità e della Commissione affari costituzionali, convocata per l'esame del cosiddetto Lodo Alfano.

Il presidente BERSELLI, accedendo in parte alle richieste dell'opposizione, comunica che i lavori della seduta antimeridiana di oggi si concluderanno alle ore 12,30 e che sarà posticipato alle ore 15 l'inizio della seduta pomeridiana di oggi. Restano confermate le sedute notturne già previste nel calendario dei lavori. Laddove necessario al fine di consentire alla Commissione di concludere i propri lavori, la Presidenza valuterà l'opportunità di convocare eventuali ulteriori sedute nella giornata di giovedì.

Si passa quindi all'esame degli emendamenti rinviati e in primo luogo dell'emendamento 1.208 testo 3.

Il relatore VALENTINO(PdL), rilevando il carattere pleonastico delle previsioni di cui all'emendamento in questione, esprime parere contrario. A ben vedere infatti il testo del disegno di legge dà in concreto già piena attuazione ai principi enunciati nella proposta in questione.

Il senatore MARITATI (PD) esprime vivo stupore per il parere contrario espresso testè dal relatore. Tale chiusura nei confronti di principi il cui valore è unanimemente riconosciuto, e in a particolare del principio meritocratico, sembra celare la volontà della maggioranza di preservare lo status quo.

Il senatore LI GOTTI (IdV) sottolinea l'importanza dei principi sanciti nell'emendamento in questione. A suo parere si potrebbe, tutto al più, valutare l'opportunità di  riformulare in modo più conciso la  lettera d) ter dell'emendamento.

Il sottosegretario CALIENDO propone di riformulare il testo dell'emendamento sostituendo alla lettera d-ter la parola "garantisce" con "favorisce" e sopprimendo dalla parola "comprende" fino a "fondazioni".

Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) esprime perplessità sulla lettera d-bis) dell'emendamento in questione, ritenendo che debba essere garantita la libertà professionale e non già la modalità "concorrenziale" con la quale essa può essere esercitata. Non appare convincente, tenuto conto che l'articolo 1 del disegno di legge reca l'enunciazione dei principi cui la riforma della professione forense deve ispirarsi, la riformulazione prospettata dal sottosegretario.

Il senatore CENTARO (PdL) propone di riformulare l'emendamento, sopprimendo la lettera d-bis) e sostituendo la lettera d-ter) con la seguente: "d-bis). favorisce l'ingresso alla professione di avvocato, l'accesso alla stessa in particolare delle giovani generazioni".

Il senatore DIVINA (LNP) esprime un giudizio fortemente critico sull'emendamento e sulle riformulazioni prospettate, ritenendo che tali previsioni non possano essere inserite in un disegno di legge di riforma di una libera professione. Tali  norme infatti appaiono più compatibili con un provvedimento recante misure di sostegno all'economia. Il criterio della meritevolezza poi non dovrebbe rilevare ai fini delle modalità di accesso alla professione forense, la quale, sottolinea l'oratore, si connota come attività liberale. Si domanda poi a chi dovrebbe spettare la valutazione della meritevolezza. Al riguardo lamenta le evidenti disomogeneità nei criteri di valutazione dei candidati da parte delle varie commissioni per l'esame di Stato.In merito poi alle agevolazioni finanziarie ritiene che esse possano essere accettate solo se configurate come finanziamenti agevolati. Per quel che concerne infine il principio della libertà di concorrenza ritiene che esso risulti incompatibile con quanto previsto in relazione ai minimi tariffari.

Dopo un breve dibattito nel quale intervengono la senatrice DELLA MONICA(PD), il sottosegretario CALIENDO, il relatore VALENTINO(PdL), la senatrice DELLA MONICA (PD) accoglie la riformulazione prospettata dal senatore Centaro.

Previo parere favorevole del relatore VALENTINO (PdL) e del sottosegretario CALIENDO l'emendamento 1.208 (testo 4) è posto ai voti ed approvato.

Si passa quindi all'esame dell'emendamento  2.5 (testo 2).

Il relatore VALENTINO (PdL) riconferma il voto contrario già espresso nel corso dell'esame in Assemblea.

La senatrice DELLA MONICA (PD) sottolinea l'importanza dell'emendamento con il quale si intende favorire il principio delle pari opportunità assicurando una più piena tutela della maternità delle donne avvocato. Ricorda alla Commissione peraltro che sono stati presentati disegni di legge, ampiamente condivisi dall'Unione delle Camere penali, volti, addirittura a prevedere lo stato di gravidanza del legale quale possibile causa di legittimo impedimento processuale. 

Il presidente BERSELLI (PdL) ritiene opportuno che la Commissione accantoni l'emendamento in questione, tenuto conto che su di esso si è ancora in attesa dell'espressione del parere della Commissione bilancio.

Dopo che è stato disposto l'accantonamento dell'emendamento 2.5 (testo 2), si passa all'esame dell'emendamento 2.600.

Il relatore VALENTINO (PdL) preannuncia una riformulazione dell'emendamento, volta, per quanto riguarda la lettera a), a sopprimere il richiamo "ai due anni dalla cessazione" e il riferimento alla sospensione o cessazione, e, dall'altro, per quanto riguarda la lettera b), il riferimento ai soli docenti laureati in giurisprudenza.

Il sottosegretario CALIENDO ritiene che l'emendamento debba essere riformulato nel senso di prevedere una incompatibilità temporanea al fine di evitare che nel biennio successivo alla cessazione delle funzioni i magistrati e gli avvocati dello Stato possano esercitare la professione di avvocato nei medesimi circondari nei quali nei quattro anni precedenti avevano esercitato le proprie funzioni. A suo parere, poi, il divieto di iscrizione dovrebbe operare solo  nei casi in cui il magistrato o l'avvocato dello Stato siano incorsi in provvedimenti disciplinari comportanti la censura o sanzioni più gravi.

Il relatore VALENTINO (PdL) non condivide i rilievi formulati dal Sottosegretario, ribadendo la libertà intrinseca all'esercizio della professione forense, per la quale tali divieti dovrebbero essere tutt'al più rimessi alla valutazione dei rispettivi ordini professionali.

Dopo un breve dibattito sull'emendamento 2.600, nel quale intervengono il sottosegretario CALIENDO, il presidente BERSELLI, la senatrice DELLA MONICA(PD), il senatore LI GOTTI (IdV) e il relatore VALENTINO(PdL), l'emendamento 2.600 è riformulato in un testo 2 ed approvato.

Deve quindi considerarsi assorbito il successivo emendamento 2.215 (testo 2).

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 12,40.