La riforma forense torna (fino al 2 novembre 2010?) in Commissione giustizia al Senato

avv. Maurizio Perelli Riforma della professione di avvocato - l'iter per giungere alla l. 247/12
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 MA DOVREBBE TORNARE IN AULA AL SENATO GIA' IL 2 NOVEMBRE.
La conferenza dei capigruppo del Senato, riunitasi il 21 ottobre 2010 all'esito della seduta mattutina dell'Aula che aveva dimostrato la necessità di approfondire tematiche varie in Commissione giustizia, ha deciso che il ddl di riforma della professione forense tornerà in Commissione giustizia per una settimana.
La commissione Giustizia ha esaminato tutti gli emendamenti accantonati dall'aula e quelli che l'aula non ha esaminato. Quindi il 2 novembre ci sarà la ripresa dei lavori in aula e già per il 5 novembre il disegno di legge di riforma della professione di avvocato potrebbe essere approvato, per poi passare alla Camera.
Chissà se il Parlamento nel suo complesso riuscirà a scorgere la gravissima incostituzionalità che si cela nella aggregazione in capo al C.N.F. delle funzioni di giudice speciale, legislatore in tema di deontologia e amministratore.

LEGGO SUL SITO DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE:
"Sulle vere riforme il Parlamento è distratto": Guido Alpa è intervenuto al Congresso dell'Unione degli Ordini della Sicilia
16/10/2010
Il presidente Guido Alpa è intervenuto oggi al convegno “I frutti della stagione delle riforme”, organizzato dall’Ordine forense di Palermo e dall’Unione degli Ordini della Sicilia. Con lui erano presenti il vicepresidente Carlo Vermiglio ed il consigliere Andrea Mascherin.
Nel suo intervento, Alpa ha smentito che le riforme abbiano ad oggi dato i frutti attesi dall’ avvocatura e dai cittadini. Ed ha passato in rassegna i principali interventi messi in cantiere senza i risultati attesi: “la riforma dell’università non si è curata della formazione e della selezione dei giuristi consentendo di immettere sul mercato professionale giovani senza speranze. La riforma della giustizia, che ha aggiunto un procedimento prodromico ai trenta riti già esistenti, denominato conciliazione e affidato a laureati triennali, anche digiuni di diritto”.
Il presidente del Cnf ha ribadito, alla vigilia dei lavori parlamentari sulla riforma forense (in aula al senato), che essa deve procedere di pari passo con quella della giustizia.
“ Mentre il parlamento tentenna, si arresta, si distrae continua l’ingresso di migliaia di giovani senza un avvenire e continua l ‘emarginazione degli avvocati nei processi decisionali” ha denunciato Alpa. “I cittadini non si giovano della compressione del ruolo degli avvocati; e la difesa dei diritti è una delle finalità dello stato. La società civile non può supplire al necessario intervento del parlamento”, ha concluso."

Dopo tale lettura concordo col presidente del C.N.F.: è vero che sulle grandi riforme il Parlamento e distratto. A differenza di Alpa ritengo però che nell'affrontare la necessaria grande riforma della professione di avvocato la distrazione più grossa del Governo sia quella di non vedere che il ddl che sia sta approvando è peggio della legge del 1933, più corporativo e "medievale".
Ci vuole una bella dose di distrazione per non accorgersi che è anticostituzionale accorpare nel C.N.F. le funzioni di giudice speciale, legislatore in tema di deontologia e amministratore.
Altrettanta distrazione serve per non accorgersi che si viola la Costituzione non solo nel modificare la struttura di un giudice speciale precostituzionale quale è il C.N.F. ma anche nel modificare la sua "provvista di giurisdizione".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Novembre 2013 18:45