{mosimage} La Cassazione, con le sentenze n. 13570, 13810 e 13811, depositate nei giorni scorsi, ha fornito ulteriori elementi per valutare la sussistenza dei presupposti d'applicazione dell'IRAP....
Con il deposito in data 11 giugno delle motivazioni della sentenza 13570, e, in data 13 giugno, delle motivazioni delle sentenze 13810 e 13811, la Cassazione ha fornito l'indicazione sostanziale che l'esercizio in forma associata della professione costituisce solo una presunzione di "struttura organizzata", presunzione che può essere superata dalla dimostrazione (da parte del soggetto richiedente il rimborso o assertore della non debenza dell'imposta) che il valore aggiunto prodotto è il frutto del solo lavoro professionale degli associati. Nella valutazione sulla debenza dell'IRAP la Cassazione sembra dar valore alla composizione dei costi (quote d'ammortamento di beni strumentali, canoni di locazione finanziaria e non finanziaria, interessi passivi, spese per immobili, per lavoratori dipendenti, collaborazioni e compensi vari). Nel contempo le Commissioni tributarie provinciali e regionali, citando le sentenze recenti di Cassazione, esaltano il ruolo da riconoscere, ai fini della decisione sulla soggettività passiva dell'IRAP, al livello delle spese connesse all'attività professionale, sia in senso assoluto sia in relazione all'ammontare dei compensi dichiarati (in un caso concreto in cui le spese incidevano per il 3- 5% circa, mancavano dipendenti e pochi erano i beni strumentali s'è negato debba pagarsi l'IRAP).
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