Parlamentari avvocati: assenteismo e redditi extra-parlamentari

Incompatibilità e conflitti dinteressi d'avvocato - Risposte ai conflitti d\'interessi
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Image Ricordo alcuni dati di uno studio realizzato qualche anno fa, tra gli altri, da Tommaso Nannicini, docente all'Università Bocconi (furono anticipati a Firenze durante la presentazione della quarta edizione di Eunomiamaster, svoltasi poi dal 23 gennaio 2009). L'analisi dei dati sull'attività dei parlamentari, divisi per professione precedente, rivela che le categorie professionali leader nella graduatoria dell'assenteismo sono anche quelle che percepiscono un reddito extraparlamentare più elevato. La classifica dei redditi di qualche anno fa era guidata dagli avvocati (che peraltro, quanto alla percentuale di assenze, si attestavano al 37%) con 113.500 euro annui, i professori guadagnavano 109.300 annui, gli imprenditori 106.000 euro annui, i militari 82.800 euro annui. La ricerca era basata su una banca dati di parlamentari dal 1987 al 2008 (ma si estendeva anche ai sindaci, esaminando una banca dati riferita al periodo dal 1993 al 2007). Ebbene, secondo me, non c'è nulla di scandaloso e nemmeno è scandaloso che i parlamentari facciano anche l'avvocato (o altre professioni) mentre sono parlamentari, ma non si devono inventare incompatibilità a limitare il diritto di lavorare di chi non ha il "potere del parlamentare" (penso soprattutto ai dipendenti pubblici e privati, soprattutto a part time ridotto).
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