

Le donne dipendenti pubblici a part time ridotto, in quanto discriminate in maniera indiretta nell'accesso all'avvocatura, e le avvocatesse che volessero accedere ad un impiego pubblico a part time ridotto e nel contempo continuare a svolgere la professione forense, in quanto discriminate in maniera indiretta nell'accesso all'impiego pubblico a part time ridotto, possono invocare (anche provocando una pocedura di infrazione a causa della sproporzionata incompatibilità prevista dalla l. 339/03 e dall'art. 18, lettera d, della legge di riforma forense n. 247/12) a propria tutela la Council Directive 2000/78/EC of 27 November 2000 establishing a general framework for equal treatment in employment and occupation (‘Employment Equality Directive’.
A supporto delle loro giuste rivendicazioni di accesso al lavoro potranno trovare utile il Rapporto della Commissione europea, del 17 gennaio 2014, "Joint Report on the application of Council Directive 2000/43/EC of 29 June 2000 implementing the principle of equal treatment between persons irrespective of racial or ethnic origin (‘Racial Equality Directive’) and of Council Directive 2000/78/EC of 27 November 2000 establishig a general framework for equal treatment in employment and occupation (‘Employment Equality Directive’)". Link al Report dall'ottimo sito www.marinacastellaneta.it
Interessante pure il documento di lavoro allegato al Report, che raccoglie anche la giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di normativa antidiscriminazione. Vi si legge, tra l'altro, in tema di discriminazione indiretta delle donne, realizzata attraverso ostacoli frapposti al loro lavoro a part time (sia professionale che da impoiegato): "Indirect discrimination occurs where a seemingly neutral provision, criterion or practice still puts you at a particular disadvantage compared to others because you are, for example, older, disabled or homosexual. This concerns measures which may look neutral and unproblematic at first sight but nevertheless have a discriminatory effect on a particular group of people. An employer’s refusal to hire persons who cover their head or face may appear neutral, but it will mainly affect Muslims and may therefore qualify as indirect discrimination based on religion or belief. It does not matter whether the discrimination was intentional or not. Often statistical information is useful to demonstrate indirect discrimination: for example when considering whether rules that are unfavourable for part-time workers indirectly discriminate against women, the fact that most part-time workers are women must be borne in mind." Link dall'ottimo sito www.marinacastellaneta.it
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