Roma, 7 luglio 2011
Documento congiunto delle professioni tecniche e delle Casse sulla Riforma delle Professioni
CIPAG – Cassa Italiana Previdenza e Assistenza Geometri
CNAPPC – Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
Consiglio Nazionale dei Chimici
CONAF – Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali
Consiglio Nazionale dei Geologi
CNG - Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati
CNI – Consiglio Nazionale degli Ingegneri
CNPI – Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati
EPAP – Ente di Previdenza ed Assistenza Pluricategoriale
EPPI – Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati
INARCASSA – Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti
hanno predisposto e condiviso il seguente testo:
I Rappresentanti Nazionali delle Professioni Tecniche e delle Casse, riuniti a Roma il 6 luglio 2011, chiedono alla classe politica italiana di sedersi con noi attorno a un tavolo per finalmente confrontare e condividere un progetto vero sulle libere professioni, che sia utile innanzitutto al Paese.
In due decenni il dibattito si è consumato inutilmente su pregiudizi ideologici, contrapposizioni tutte interne alla classe politica, ignoranza della realtà quotidiana dei nostri mestieri: l’assenza di visione da parte dei Governi sul ruolo fondamentale delle professioni ha dimostrato tutta la sua gravità nel momento della crisi; il danno è stato grave per i professionisti ma soprattutto per la crescita italiana.
Nonostante la politica, le professioni hanno da tempo avviato un processo di modernizzazione e adattamento al mercato globale impegnando le proprie risorse intellettuali, tecniche ed economiche per contribuire allo sviluppo sostenibile dell’Italia, in assenza di norme adeguate.
Oggi noi chiediamo con forza l’avvio di una riforma condivisa, fondata sui due principi fondamentali della nostra storia e natura: la deontologia professionale e l’utilità sociale dei nostri mestieri. Questi due principi appartengono alla comunità ancor prima che a noi, e non c’è finalità economica che ne possa sovrastare la necessità, imprescindibile per i cittadini.
Noi chiediamo da anni l’innovazione delle norme ordinamentali, con proposte di riforma serie e adeguate, che ogni Governo sembra condividere salvo poi riavviare un processo incapace di arrivare in fondo: se finalmente è arrivato il momento, deve essere chiaro che tali norme devono essere finalizzate innanzitutto alla difesa dei cittadini e dell’ambiente, adeguate a principi di concorrenza basati sul merito e non sulle capacità economiche, utili ad uno sviluppo sostenibile del Paese.
Noi siamo pronti all’innovazione tecnologica, alla collaborazione interdisciplinare, a nuove forme di organizzazione del lavoro e promozione della qualità italiana nel mondo; noi siamo pronti a fare sistema con il mondo produttivo per la competitività del Paese; noi crediamo che le nuove
generazioni di professionisti abbiano in mano il futuro; noi continuiamo il nostro impegno diretto per la crescita del Paese attraverso il dialogo di architetture ed infrastrutture, ambientalmente sostenibili, tutelando il territorio: tutto ciò è possibile ma con noi, non contro di noi.
Perciò chiediamo al Governo, al Parlamento, alle forze economiche e culturali del Paese di discutere e condividere un vero progetto sul futuro delle professioni liberali che sono la testa pensante della crescita ordinata e sostenibile dell’Italia.
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