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Cass. 10289/13 su competenza per equa riparazione per eccessiva durata del processo

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(da www.servizi-legali.it )

Così ha deciso la Cassazione con sentenza n. 10289/2013, sez. VI, del 2/5/2013

LEGGI DI SEGUITO LE MOTIVAZIONI ...

 

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Rilevato in fatto
che G. D. ha proposto regolamento di competenza nei confronti del decreto della corte d’appello di Roma  del 14 giugno 2010 con il quale è stata dichiarata l’incompetenza e la competenza della corte d’appello di Perugia sulla domanda ai sensi della legge n. 89 del 2001 relativa all’irragionevole durata di un giudizio promosso davanti alla sezione giurisdizionale della corte dei conti del Lazio;
ritenuto in diritto
- che il ricorso appare manifestamente infondato alla stregua del principio, affermato da cass., sez. unite, n. 6301/2010, che il criterio di collegamento stabilito dall’art. 3, 1° comma, l. 89/01, secondo cui la domanda di equa riparazione si propone dinanzi alla corte d’appello individuata ai sensi dell’art. 11 c.p.p., trova applicazione anche in relazione ai processi svoltisi davanti al giudice amministrativo, assumendo a tal fine rilievo la sede del giudice di merito distribuito sul territorio, sia esso ordinario o speciale, davanti al quale il giudizio è iniziato;
- che, come hanno affermato le sezioni unite con la sentenza n. 15144/2011, il mutamento della propria precedente interpretazione della norma processuale, in applicazione del precetto fondamentale della soggezione del giudice soltanto alla legge (art. 101 Cost.) impedisce di attribuire all’interpretazione della giurisprudenza il valore di fonte del diritto, sicché essa, nella sua dimensione dichiarativa, non può rappresentare la lex temporis acti, ossia il parametro normativo immanente per la verifica di validità dell‘atto compiuto in correlazione temporale con l’affermarsi dell'esegesi del giudice;
- che nel caso di mutamento di giurisprudenza relativamente ai criteri di determinazione della competenza territoriale non si verifica alcuna decadenza o preclusione poiché il processo continua davanti al giudice indicato come competente e pertanto non è neppure ipotizzabile il ricorso a correttivi dell’applicazione retroattiva del nuovo orientamento giurisprudenziale ai quali la citata decisione delle sezioni unite ha fatto riferimento;
- che la corte d’appello di Perugia provvederà anche sulle spese di questo giudizio.
P.Q.M.
dichiara la competenza della corte d’appello di Perugia.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta sezione civile il 9 febbraio 2012.

 

 

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