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Cassazione SS.UU. 27266/2013 non convince in tema di abrogazione della l. 339/03

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Si legge sul sito della Cassazione (servizio novità), riguardo alla sentenza 27266/2013 delle SS.UU. civili:  "Sentenza n. 27266 del 05/12/2013 inserito il 13/12/2013
AVVOCATO E PROCURATORE - DIPENDENTI PUBBLICI PART-TIME SVOLGENTI ATTIVITA' DI AVVOCATO EX L. N. 662 DEL 1996 - INCOMPATIBILITA' AI SENSI DELLA L. N. 339 DEL 2003 - ABROGAZIONE IN FORZA DI NORME SUCCESSIVE - ESCLUSIONE
La disciplina introdotta dalla legge 25 novembre 2003, n. 339, che sancisce l’incompatibilità tra impiego pubblico part-time e professione forense, non è stata tacitamente abrogata dalle norme successive, di cui al d.l. 13 agosto 2011, n. 138 (conv., con modif., dalla legge 14 settembre 2011, n. 148) e D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 ..."

 EBBENE, LE SS.UU. CIVILI DELLA CASSAZIONE SBAGLIANO! LEGGI QUI I MIEI RILIEVI IN TEMA DI ABROGAZIONE DELLA L. 339/2003.

Basterebbe, per confutare le argomentazioni della sentenza 27266/2013 in tema di abrogazione della l. 339/03: 1) considerare la valenza dei decreti legislativi e del testo Unico che il Governo deve emanare ex art. 64 l. 247/12 per rilevare le disposizioni (anche implicitamente) abrogate e quelle ancora vigenti, di rango primario e secondario; 2) considerare che, previo giudizio di compatibilità, devono trovare applicazione le disposizioni vigenti, ancorché non richiamate dalla legge di riforma forense (articolo 65, comma 1, l. 247/12). L'art. 64, "Delega al Governo per il testo unico", recita:
"1. Il Governo e' delegato  ad  adottare,  entro  ventiquattro  mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il CNF, uno o piu' decreti legislativi contenenti un testo unico di  riordino delle  disposizioni  vigenti  in  materia  di  professione   forense, attenendosi ai seguenti principi e criteri direttivi:
    a) accertare la vigenza attuale  delle  singole  norme,  indicare quelle  abrogate,  anche  implicitamente,  per  incompatibilita'  con successive disposizioni, e quelle che, pur  non inserite  nel  testo unico, restano in vigore; allegare  al  testo  unico  l'elenco  delle disposizioni, benche' non richiamate, che sono comunque abrogate;
    b)  procedere  al  coordinamento  del  testo  delle  disposizioni vigenti  apportando,   nei   limiti   di   tale coordinamento,   le modificazioni  necessarie  per  garantire  la   coerenza   logica e sistematica  della  disciplina, anche al fine di adeguare e semplificare il linguaggio normativo.
  2.  Al  fine  di  consentire  una  contestuale  compilazione  delle disposizioni legislative e regolamentari riguardanti  la  professione di avvocato, il Governo e'  autorizzato,  nella adozione  del  testo unico, ad inserire in esso, con adeguata evidenziazione, le norme sia legislative sia regolamentari vigenti.
  3. Dalle disposizioni del presente  articolo  non  devono  derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica."

L'art. 65, "Disposizioni transitorie", al comma 1, recita:
"Fino alla data di entrata in  vigore  dei  regolamenti  previsti nella  presente  legge,  si  applicano  se  ecessario  e  in  quanto compatibili le  disposizioni  vigenti  non  abrogate,  anche  se  non richiamate."

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