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Autorità Anticorruzione conferma: la legge Severino s'applica anche a ordini e collegi professionali

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Questo il testo della Delibera dell'Autorità Anticorruzione n. 8 del 21 gennaio 2015, "Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013, con particolare riguardo alle cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all’interno degli ordini professionali":
"IL CONSIGLIO DELL’AUTORITÀ
Visto il quesito posto all’Autorità nazionale anticorruzione dal Presidente dell’ordine dei farmacisti (nota del 5 gennaio 2015, ns. prot. n. 346 del 7 gennaio 2015) in ordine ad eventuali profili di incompatibilità, ai sensi del decreto legislativo n. 39/2013, tra le cariche di natura elettiva ricoperte all’interno degli ordini professionali e le funzioni pubbliche elettive ricoperte negli organi costituzionali di rappresentanza politica dello Stato;
Vista la propria precedente delibera n. 1 del 2015 avente ad oggetto “Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013, con particolare riguardo alle cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all’interno degli ordini professionali”, di risposta al suddetto quesito;
Ritenuto opportuno chiarire meglio il contenuto della suddetta delibera, anche al fine di evitarne improprie interpretazioni;
Rilevato che con la propria precedente delibera n. 145 del 2014, relativa alla corretta qualificazione giuridica degli ordini e collegi professionali, l’Autorità ne ha riconosciuto la natura di enti pubblici non economici;
Dato atto che gli enti pubblici non economici rientrano nell’ambito di applicazione della disciplina prevista in tema di inconferibilità ed incompatibilità di incarichi, come espressamente stabilito dal comma 2, lett. a), dell’art. 1 del D.Lgs. 8 aprile 2013 n. 39;
Visti:
- il comma 2, lett. l), dell’art. 1 del D.Lgs. 8 aprile 2013 n. 39, ai sensi del quale si intendono: “per «incarichi di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico», gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell'ente, comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico”;
- L’art. 6 del D. Lgs. 8 aprile 2013 n. 39, ai sensi del quale: “Per le cariche di Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro, Vice Ministro, sottosegretario di Stato e di commissario straordinario del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, si applicano i divieti di cui alla legge 20 luglio 2004, n. 215. La vigilanza sull'applicazione di quanto previsto dal comma 1 è esercitata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi della medesima legge n. 215 del 2004”;
- il comma 1 dell’art. 11 del D. Lgs. 8 aprile 2013 n. 39, il quale dispone che: “Gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali e gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello nazionale, regionale e locale, sono incompatibili con la carica di Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro, Vice Ministro, sottosegretario di Stato e commissario straordinario del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, o di parlamentare.”
DELIBERA
1. Non sussistono, nel caso in esame, situazioni di inconferibilità ai sensi del D.Lgs. 8 aprile 2013 n. 39, in quanto l’art. 6 di tale decreto non contempla la carica di parlamentare tra quelle che danno luogo ad inconferibilità di incarichi amministrativi.
2. Ai sensi dell’ art. 11, comma 1, del D.Lgs. 8 aprile 2013 n. 39 sussiste, invece, l’incompatibilità tra l’incarico di amministratore di ente pubblico, così come definito dalle disposizioni sopra citate, e la carica parlamentare.
3. Nel caso sottoposto all’attenzione dell’Autorità, si tratta di accertare la specifica posizione ricoperta all’interno degli organi elettivi degli ordini professionali e, in particolare, se l’incarico di Presidente dell’Ordine dei Farmacisti comporti deleghe gestionali dirette.
4. L’accertamento e la contestazione delle incompatibilità tra due cariche può avvenire in due modi. Da parte dell’amministrazione che ha conferito l’incarico amministrativo (nel caso in esame l’Ordine dei Farmacisti), ovvero da parte della camera di appartenenza del parlamentare.
5. Sotto il primo profilo, l’art. 19 del D.Lgs. 8 aprile 2013 n. 39 disciplina il procedimento di accertamento e contestazione delle cause di incompatibilità. Tale procedimento, che comporta l’assegnazione del termine, previsto dalla legge, per esercitare l’opzione, è di competenza dell’amministrazione di appartenenza. L’A.N.AC. è tenuta ad esercitare la vigilanza sul rispetto delle norme ivi previste da parte delle pubbliche amministrazioni.
6. Sotto il secondo profilo, l’A.N.AC. non ha, invece, alcun potere di accertamento e contestazione delle cause di incompatibilità previste dal D. Lgs. n. 39 del 2013 o da altre leggi che riguardino la permanenza in carica di un parlamentare. Tali poteri sono riservati dalla legge alla competenza della camera di appartenenza del parlamentare interessato.
7. La precedente delibera n. 1 del 2015 deve intendersi integralmente sostituita dalla presente."

LEGGI DI SEGUITO IL TESTO DELLA DELIBERA N. 1/2015 DELL'ANAC ...

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Questo il testo della Delibera n. 1 del 9 gennaio 2015 dell'Autorità Nazionale Anticorruzione: 
"Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013, con particolare riguardo alle cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all'interno degli ordini professionali.
IL CONSIGLIO DELL AUTORITÀ
VISTO
il quesito posto all'Autorità nazionale anticorruzione dal Presidente dell'ordine dei farmacisti (nota del 5 gennaio 2015, ns. prot. n. 346 del 7 gennaio 2015)  in ordine ad eventuali profili di incompatibilità, ai sensi del decreto legislativo n. 39/2013, tra le cariche di natura elettiva ricoperte all'interno degli ordini professionali e le funzioni pubbliche elettive ricoperte negli organi costituzionali di rappresentanza politica dello Stato;
CONSIDERATO CHE
con delibera n. 145/2014, l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha ritenuto applicabili le disposizioni di cui alla l. n. 190/2012 e relativi decreti delegati agli ordini e ai collegi professionali, in quanto gli stessi sono considerati enti pubblici non economici dal legislatore e dalla giurisprudenza. Il fondamento legislativo è stato rinvenuto nell'art. 3, co. 1 del d.p.r. n. 68/1986, secondo cui il personale degli ordini professioali rientra nel comparto del personale degli enti pubblici non economici come presi in considerazione dall'art. 1, co. 2 del d.lgs. n. 165/2001, che contiene la definizione di p.a.;
CONSIDERATO CHE
il decreto legislativo n. 39/2013 stabilisce l'incompatibilità di coloro che, all'interno di un ente pubblico, svolgono incarichi amministrativi di vertice, di amministratore, nonché incarichi dirigenziali. Tuttavia, le incompatibilità previste da tale norma non si estendono alle funzioni pubbliche elettive negli organi costituzionali di rappresentanza politica dello Stato a livello nazionale. Infatti, l'art. 11, primo comma, del d.lgs. n. 39/2013 statuisce solo le incompatibilità tra gli incarichi "amminstrativi" all'interno di enti pubblici e le cariche di governo, mentre le incompatibilità previste dai successivi articoli e commi sul punto fanno riferimento soltanto alle funzioni pubbliche elettive eventualmente ricoperte a livello regionale e locale
DELIBERA
Sulla base della delibera n. 145/2014, le cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all'interno degli organi professionali devono essere accertate non dall'Autorità nazionale anticorruzione, ma dalla Giunta delle elezioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, ai sensi della normativa vigente in tema di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità.
Raffaele Cantone"

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